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rossfive

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rossfive last won the day on June 30 2016

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About rossfive

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    Affezionato
  • Birthday 06/12/1965

Profile Information

  • Sesso
    Male
  • Dove vivi?
    Naples
  1. in un giorno di nebbia.....

    Bella la composizione con l'uso di uno spazio negativo molto ampio e il taglio verticale. Mi piace molto anche la conversione e la gestione della nitidezza. Bravo Benedetto.
  2. " la potenza di un soffio "

    Bella la composizione, il momento colto, la luce, lo stacco dallo sfondo che però resta parte integrante della foto. Non so come tu abbia fatto ad avere così poco micromosso scattando con un 300mm a 1/60s ma buon per te che ci sei riuscito! Complimenti.
  3. Martina

    A me lo scatto piace per l'espressione della modella e la sua naturalezza e i colori. Per quanto riguarda la composizione concordo che le dita disturbino, le mani o le metti dentro o non le metti per niente. Secondo me è da rivedere la tecnica di scatto, con un 85 mm secondo me devi scattare da 1/250 in su per evitare mosso e micromosso che uccidono il ritratto, con la tua macchina non mi preoccuperei molto degli ISO alti.
  4. Lume

    Questi scatti non sono mai banali: te ne accorgerai quando lo rivedrai tra una decina di anni. La foto è, come sempre d'altronde, tutta nella luce. Secondo me la virtù sta nel mezzo alle due esposizioni, quella di shutter è troppo chiara, la tua troppo scura, sopratutto per la stampa. Infine... complimenti!
  5. old school

    Innanzitutto ti saluto Mario, visto che manco un po' dal forum. Do il mio parere sullo scatto partendo dai dati exif: con una macchina e un sensore così avresti potuto scattare a f8 o anche a f5.6 guadagnando un bel po' di ISO e se le finestre in fondo al vicolo non sono a fuoco, poco importa o pesa sull'immagine. La figura dell'osservatore non rende l'immagine più street, semplicemente la imballa, tra l'altro è vestito tutto di scuro ed è di spalle il che peggiora la cosa. Eppure lo scatto street ci sarebbe stato ed è la vita che il pittore si porta dietro nella borsa e nel trolley. Cambiando il pdr e avvicinandoti ancora avresti potuto tirare fuori uno degli scatti a cui mi hai abituato. Buona invece tridimensionalità e conversione. Ovviamente è, come sempre, solo il mio parere.
  6. cosa NON fotografare

    Articolo di Michele Smargiassi su La Repubblica, mi sembra molto più interessante e quasi una risposta indiretta a quello di Benedusi, che continuo a ritenere (l'articolo non lui) banale e che avrebbe potuto scrivere chiunque a cui avrebbero posto la domanda: quali sono le cose più fotografate dai fotoamatori? L'altro giorno, in treno, ho origliato una conversazione sulla fotografia. Tre ragazzi discutevano animatamente sul valore delle fotografie più "banali", quelle fatte coi cellulari: le foto delle pizze, dei piedi, i selfie, insomma le foto che milioni di persone si scambiano ogni giorno sui social. Non erano d'accordo fra loro. Non so come fosse iniziata la discussione, sono arrivato quando era già abbastanza accalorata, ricordo solo che ad un certo punto uno dei tre, il più irritato, con aria un po' da professorino, chiamiamolo Tizio, è sbottato così: "Oggi la gente non guarda più, dà solo un'occhiata distratta. Le fotografie spontanee sostituiscono lo shock della quantità al valore della testimonianza. Stordiscono l'occhio facendogli credere di aver assistito a qualcosa di significativo, mentre ha solo sfogliato in fretta un'immagine non abbastanza chiara per essere concreta, per quanto lo sembri". Al che il secondo interlocutore, un po' piccato, chiamiamolo Caio, gli ha risposto così: "Quando mi stanco mi stendo, e se ho voglia di fotografare e non c’è nessuno attorno a me, fotografo il mio piede. Non sono grandi foto: certi le detestano. Ma ho sempre fotografato i luoghi in cui ho dormito". Con aria sempre più disgustata, Tizio ha sentenziato: "La fotografia spontanea è anarchica, naif e superficiale. Ma alla fine finirà nel nulla, sommersa da una universale noia". A questo punto, più conciliante, quasi filosofico, è intervenuto il terzo, chiamiamolo Sempronio: "Non so se una fotografia è più importante di un’altra, per me sono tutti attimi, come il respiro. Quante volte abbiamo respirato questa sera? Nessun respiro era più bello dell'altro e tutti insieme sono la vita". Tizio, sentendosi in minoranza, si è fatto allora più aggressivo: "La fotografia spontanea è la più bugiarda fotografia che sia mai esistita. È una forma di raccolta accidentale che nasconde la verità delle cose che accadono mentre fa finta di mostrarle. I fotografi ingenui sono i grandi portatori di confusione della nostra epoca". Qui Caio ha fatto spallucce, con un risolino di compatimento. Mentre Sempronio, con aria paterna, ha concluso: "Forse l'importante è il contatto fra uomo e uomo, forse conta che con le fotografie parliamo delle foglie sugli alberi, o delle cose che si calpestano senza accorgersene". Mica male vero? Vale la pena di viaggiare in treno, è meglio di certi convegni sulla fotografia... Be' no, non esageriamo. Sarebbe bello, ma la conversazione che avete appena letto non è avvenuta in treno. Non è avvenuta neppure l'altro giorno. Per essere sinceri, non è avvenuta affatto. Anche se avrebbe potuto. Diciamo che li ho fatti incontrare io, i tre interlocutori. Tizio è Lincoln Kirstein, le sue citazioni sono estratte dalla postfazione a un libro fondamentale della storia della fotografia, American Photographs di Walker Evans, anno 1938. Caio invece è Josef Koudelka, e ha detto quella cose in un'intervista a Frank Horvat uscita nel 1991. Infine, Sempronio è Mario Giacomelli, anche lui intervistato da Frank Horvat in quello stesso splendido volume di dialoghi che consiglio a tutti di leggere. Sì, lo so, così è facile far dire ai grandi quel che non volevano precisamente dire... Ma prendetelo come un gioco, e cercate di portare a casa quel grano di intelligenza che c’è comunque nelle loro parole. Kirstein, grande critico e lettore di immagini, scriveva in anni in cui la fotografia oscillava ancora fra i tardi estetismi pittorialisti e la crescente massa dei kodakers. Cercava insomma di salvare la fotografia da quella tenaglia che rischiava di soffocare il virgulto appena nato, la fotografia modernista, la fotografia "che usa i mezzi della fotografia", di cui quel precoce capolavoro di Evans gli appariva come una profezia finalmente incarnata. L'espressione che ho tradotto con "fotografia spontanea", nell'inglese di Kirstein è candid photography, una definizione che può estendersi a tutte le pratiche popolari e private della fotografia della sua epoca. Disprezzate, come si vede, ma forse ancora più temute: perché disturbavano la "fotografia consapevole" dei grandi. Anche oggi molti la pensano così: che la neofotografia degli smartphone minacci qualcosa. Per la verità, oggi come allora i meno scandalizzati e indignati sembrano essere proprio i grandi fotografi, che anzi guardano curiosi e attenti a quel che la fotografia fa nelle vite di tutti, per capire meglio cosa possono farne loro stessi. Lo fece anche Walker Evans, che non molti anni dopo quel monumento di libro si mise a prendere lui stesso candid photographs, fotografie "non premeditate", ma questo ve l'ho già raccontato e non mi ripeto. Quindi non voglio far passare Kirstein come un precursore degli attuali inorriditi censori della neofotografia social. Così come non voglio farvi credere che Koudelka facesse delle Instagram dei suoi piedi, o che Giacomelli non sapesse distinguere una fotografia dall'altra. Mi interessa l'atteggiamento che due grandi della fotografia esprimono, quasi soprappensiero, l'atteggiamento di grande rispetto verso questa loro compagna di viaggio nell'immaginario, alla quale riconoscono virtù superiori a quelle di un ottimo utensile da artigiano. La fotografia, vorrei leggere in quelle loro parole, è per alcuni grandi maestri qualcosa di più di un bell'oggetto finemente cesellato dalla mano di un artista. È la grande voglia che l'uomo ha di respirare il mondo, tutto il mondo. Non esistono respiri bugiardi. Lasciamo pure ai freddi moralisti dividere il fiato dell'uomo in giusto e sbagliato.
  7. cosa NON fotografare

    Tutto da dimostrare, secondo me. Ci sono amatori/dilettanti che hanno fatto ottimi progetti fotografici, credo qualcuno anche in questo forum, e ci sono professionisti che fanno scatti inguardabili e che non saprebbero creare un progetto fotografico neanche con le foto di Bresson. Cosa fa la differenza? Il fatto di fregiarsi del titolo di professionista? O sai scattare o non sai scattare... Poi anche io odio i gatti, ma ogni tanto trovo stupende foto di gatti.
  8. Ciao Benedetto, è un bel po' che manco dal forum, quindi sono arrugginito, se mai non lo fossi sempre stato. Non so perché ma mi ricorda alla lontana i quadri di Edward Hopper... quindi l'impatto mi piace. Se ci fosse stato un soggetto sotto quel lampione a sinistra, sarebbe stata perfetta... ma la foto si giudica che per quella che è e non per quella che potrebbe essere stata.
  9. cosa NON fotografare

    Premesso che non ci capisco nulla di fotografia, trovo l'articolo banale almeno quanto i soggetti fotografici che elenca. Avedon a me piace più per il reportage che per i ritratti, ma ora chi glielo dice a Berengo Gardin a Scianna e a Avedon che avrebbero dovuti cambiare soggetto? tutti a fotografare 'sti manicomi!
  10. Ariprova di Ritratto

    Mi pare un buon risultato, soprattutto un'ottima gestione della luce sulla modella. Come ho già detto avrei acquistato volentieri il corso ma un po' il costo e soprattutto doverlo seguire in inglese mi trattengono tanto. Poi credo che questi corsi siano importanti perché ti insegnano delle tecniche, sarebbe sbagliato considerarli la soluzione a tutte le esigenze. Come, quando e quanto applicarle è lasciato alla sensibilità e all'intelligenza del fotografo e mi pare che tu abbia dimostrato di avere entrambe le cose, mi riferisco in particolare ai corsi di Tjintjelaar sul b/n che hai studiato e poi però messi in pratica adattandoli al tuo stile.
  11. Ariprova di Ritratto

    Molto bella, Simone. La gestione dello scatto prima, con un bel boken e la giusta esposizione, e la pp dopo, con la correzione della pelle e dei toni. Complimenti! Stavo pensando di acquistare anche io l'intero tutorial, ma al momento $300,00 mi pesano un po'.
  12. Ispirazione fotografica.

    A me hanno regalato, fortemente richiesto , GENESI di Salgado. Non costa un occhio in rapporto alle dimensioni e alla qualità di stampa ma lo riguardo spesso e secondo me è stupendo!
  13. acquisto mirrorless/reflex

    Da possessore di Canon 6D, appena mi capita l'occasione giusta comprerò una Fuji x-pro1 usata con un'ottica fissa. Trovo siano eccezionali, leggere, discrete, silenziose e sfornano file raw di grande qualità.
  14. Simmetria

    Un ottimo scatto: belle cromie, belle geometrie con la diagonale a creare due triangoli. Il fatto che sia scattata con un cellulare ne aumenta il valore tecnico.
  15. Psicoterapia

    Come sempre premetto che non sono un esperto nè del genere nè in generale. Lo scatto è tecnicamente perfetto: luce, punto di ripresa, tridimensionalità, conversione b/n. Detto questo mi pare che manchi il soggetto, c'è tanto fotografo e poco lei. Ho visto altri tuoi scatti che oltre ad essere belli sono anche buoni scatti, nel senso che c'è un'emozione che viene fuori. Questa non mi trasmette la stessa cosa.
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