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GreenRaw

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Everything posted by GreenRaw

  1. Ho acquistato un Elicar V-HQ MACRO 90mm f/2.5 con attacco Nikon AI ma non sono sicuro sulla tipologia di adattatore necessario per montarlo sulla mia Fuji, su Amazon ne trovo due relativi a Nikon : K&F Concept AI(G)-FX : https://www.amazon.it/dp/B00OONK89W/ K&F Concept NIK-FX : https://www.amazon.it/Concept-Adattatore-Obiettivo-Fotocamera-Fujifilm/dp/B00OONJSDY/ Nel secondo specifica che è per obiettivi macro, vado su quello? L'obiettivo è questo :
  2. Con questo post vorrei togliermi un dubbio : quanto influisce il rapporto di moltiplicazione dovuto al sensore apsc sulla scala metrica di un obiettivo vintage? Grazie
  3. Ma questo Iridient X Trasformer riduce i famosi problemi di demosaicizzazione?
  4. Intendevo dire che non esiste più la versione stand alone di Lightroom (l'ultima sarà la 6) ma può essere "acquistato" solo con la formula del Creative Cloud. Perchè non utilizzi più Affinity Photo?
  5. La Nik Collection è stata acquistata da DxO :
  6. Ok, Lightroom è stato fagocitato dal Creative Cloud quindi non resta che valutare le alternative. La sezione di Affinity relativa allo sviluppo dei file raw supporta i profili di macchine e obiettivi? Ps : adottando questo software perdo tutta la parte di lightroom per la gestione dell'archivio, mi sapete consigliare qualche software adatto a sostituire tali funzioni?
  7. Altrove ci sono 50 pagine di discussione in merito
  8. Con cosa sviluppi i RAW? Leggo in giro che Lightroom non gestisce bene i file generati da sensore X-Trans, confermi? Non so quanto questo aspetto sia evidente ma immagino che per un uso amatoriale non sia un problema così rilevante.
  9. Per quanto possa servire ti ringrazio per la segnalazione
  10. E' una tecnica che non ho mai applicato con costanza, anzi. Giusto qualche scatto più per provare la LX100 che per ottenere qualcosa di interessante. Sicuramente realizzarlo in pp ti consente una flessibilità inimmaginabile ma, per come ragiono io, mi risulterebbe troppo "artefatto". L'idea di ottenere in camera un file raw interessante mi darebbe più soddisfazione.
  11. Non sta parlando dell' HDR ma della sovrapposizione di più scatti, non necessariamente con esposizioni diverse ma sicuramente con diverse composizioni/soggetti, per generare risultati più o meno creativi. In pratica quello che nell'analogico prevedeva di impressionare più volte lo stesso negativo.
  12. Io ho acquistato la Canon Selphy e non sono pentito : http://bit.ly/2qxcWil
  13. Io ho comprato recentemente un Dell U2414Hb (23,8 pollici di diagonale) e sono pienamente soddisfatto. Cercavo un monitor IPS, con piedistallo regolabile in altezza e che garantisse una ottima resa in sRGB e questo Dell è stata la mia scelta finale. A tali caratteristiche fortunatamente si affianca anche un design apprezzabile, aspetto certamente non fondamentale ma che non si disdegna. Scheda tecnica completa : http://www.dell.com/ed/business/p/dell-u2414h/pd Ps : un tempo anche io prendevo sottogamba la calibrazione ma adesso la consiglio sempre, altrimenti si post-produce un pò a casaccio... Se volete evitare la spesa per un calibratore fatevelo prestare
  14. Bello questo software. Personalmente utilizzando quasi esclusivamente Lightroom e non essendo un professionista l'acquisto di Photoshop sarebbe poco ragionevole (e sono uno di quelli che non apprezza il Creative Cloud, motivo per cui spero che Lightroom non ne venga totalmente fagocitato). Un software come questo, dal prezzo ragionevole e dalle potenzialità più che adeguate, potrebbe essere la giusta scelta da affiancare a Lightroom in quelle occasioni (poche nel mio caso) in cui può risultare necessario.
  15. Personalmente non sono d'accordo però ogni parere è degno di essere preso in esame. Fonte : https://robertocotroneo.me/2017/02/24/biancoenero/ Il web ama le foto in bianco e nero. Su Instagram è un moltiplicarsi di profili dove si pubblicano soltanto fotografie in bianco e nero. E sono profili molto seguiti e molto amati. In realtà la fotografia in bianco e nero appartiene a un mondo che non esiste più. Il mondo degli scatti analogici, della pellicola, dei sali d’argento che a contatto con lo sviluppo, con gli acidi della camera oscura, mostrano immagini che potremmo definire di tipo simbolico. Il giallo dei capelli biondi diventa un bianco perlaceo, l’azzurro degli occhi un grigio molto chiaro, il verde del prato inglese si fa invece grigio un po’ più scuro, la pelle può essere bianco latte o nero antracite. Tutti noi non ci stupiamo. Sappiamo che il bianco e nero deve fare a meno dei colori, e che la gamma di sfumature va dal bianco più acceso al nero più intenso, con tutti gli intervalli di grigio possibile. Fu una convenzione allora e resta una convenzione oggi: ci siamo abituati con il tempo, nessuno si stupisce ed è entrata nel nostro dna, fa parte del nostro sapere più ancestrale. È bello il bianco e nero. Ma è figlio di un limite chimico, esiste perché un tempo non esisteva la possibilità di restituire i colori del mondo per come erano. E l’unico modo per ritrarre le cose era attribuire tonalità che non c’erano in natura. Nessuno si chiederebbe di fronte a uno scatto in bianco e nero: ma perché il mare all’alba è quasi bianco e il cielo prima di un temporale è di un grigio intenso? Tutti sappiamo che funziona in quel modo. La fotografia a colori non ha cancellato il bianco e nero, anzi lo ha reso, in una prima fase, più ricercato, più sofisticato, più artistico. Chi sceglieva il bianco e nero decideva di percorrere territori meno convenzionali e meno banali. Inoltre il colore, all’inizio non era così preciso. Poi è nato il digitale ed è accaduto qualcosa di curioso. Gli scatti digitali sono a colori, e non sono legati a emulsioni delle pellicole. E per fare il bianco e nero ci sono voluti migliaia di programmatori che negli anni hanno studiato un metodo per simulare attraverso algoritmi complessi l’effetto delle pellicole in bianco e nero. Ma con risultalti controversi e molto complessi. Era giusto simulare qualcosa che un tempo esisteva in natura e con la fine delle pellicole non poteva più esistere? Probabilmente no, al punto che proprio con la fotografia digitale il bianco e nero da software è diventato un giochetto un po’ banale buono per i dilettanti. Mentre i grandi fotografi che volevano continuare utilizzare il bianco e nero non hanno abbandonato le vecchie macchine a pellicola. Per cui quel bianco e nero digitale sempre più diffuso è semplicemente un gioco, e solo chi utilizza la vera camera oscura può vantarsi di realizzare un lavoro artistico e autentico. Ma questo è il destino del digitale, che imita quello che esisteva in anni lontani, e soprattutto è il destino del nostro tempo che ha bisogno di ricordare il passato in una chiave inattuale, perché ha difficolta a rivisitare quello che è esistito in una forma nuova e stimolante. Non è semplice uscire da questa contraddizione. La metafora del bianco e nero in fotografia si allarga e abbraccia tutto il nostro vivere quotidiano. Dove quel che è stato è rivisto, ricordato e raccontato non come punto di partenza per il futuro, non come risorsa, ma come amarcord: come una malinconia continua e probabilmente sterile prodotta con mezzi moderni. La fiction sulla celebre e amata trasmissione della Rai “Studio Uno”, oppure il Festival di Sanremo con i suoi omaggi al tempo che è stato, non sono soltanto un modo per rivolgersi a un pubblico più anziano. Sono un software, ma questa volta ideologico, che porta a illudersi. L’illusione che nelle nostre vite potremo sempre avere a disposizione un rullino e una camera oscura, quando invece è solo una finzione di qualcosa di veramente finito. Anche se ci piace tanto.
  16. Anche io sono rimasto affascinato dalla vita di Vivian Maier, ho visto il documentario segnalato, ho acquistato un suo libro fotografico ed ho visitato una mostra con le sue foto francesi. Però adesso vedo tutta la vicenda con un occhio diverso. Da una parte sono felice che il lavoro di Vivian Maier sia stato scoperto e tutti noi adesso abbiamo la possibilità di apprezzarne la qualità, ma per contro mi viene da pensare che Vivian non ha fatto niente per divulgare il suo lavoro e quindi l'atto di renderlo pubblico rappresenti una sorta di violenza nei confronti della autrice, oltre ad una evidente mossa commerciale da parte dello scopritore che, selezionando e sviluppando personalmente le foto, ci mostra la "sua" Vivian Maier. Anche voi vi siete posti questi interrogativi?
  17. Alla fine ho acquistato stampante e profilo colore. Oggi ho fatto una decina di stampe ed i risultati mi soddisfano al 100%.
  18. Ho sempre ritenuto che stampare le proprie fotografie a casa non fosse la scelta migliore, vuoi per motivi economici (online si spende molto meno) e vuoi per la qualità ottenuta (se si vuole la massima qualità è sempre preferibile un laboratorio fisico). Pur rimanendo di questa idea ho scoperto la Canon Selphy CP1200 e sembra essere un'ottima scelta per stamparsi al volo qualche foto (limitatamente al formato 10x15), magari da condividere con qualcuno, ad un costo che si aggira intorno ai 30 centesimi a stampa. Metodo di stampa : Sistema di stampa con trasferimento termico a sublimazione di colore 300x300 dpi Formato stampa : 148x100 mm Finiture di stampa : Applica una scelta di tre finiture semilucide che proteggono la stampa da liquidi, schizzi e sbiadimento fino a 100 anni all'interno di un album. Velocità di stampa : circa 47/sec Connessione USB, Wi-Fi Consumo energetico : circa 4 W (in standby), circa 60 W (in stampa). Dimensioni : 180,6 x 135,9 x 63,3 mm Attualmente su Amazon la stampante costa intorno ai 109 euro ed il kit che include carta fotografica (108 fogli 10x15 cm) e cartuccia colore costa intorno ai 35 euro. Unico "problema" sembra essere il fatto che la stampante non ha un profilo colore ufficiale ed i risultati in stampa non sono fedelissimi a quelli visualizzati a schermo. Online ho trovato due privati che hanno realizzato tale profilo e lo vendono per circa 8 euro, se fosse affidabile... Voi cosa ne pensate? Personalmente l'idea di stampare, ogni tanto, una foto in casa non mi dispiacerebbe, rivolgendomi poi ad altri servizi in caso di necessità diverse.
  19. La Panasonic LX100 ha una funzione specifica per le multiesposizioni e, a processo finito, genera il relativo file raw.
  20. Volevo godermi la mostra organizzata a Genova ma poi non sono riuscito ad andare e così mi sono "accontentato" del libro.
  21. Dal basso della mia ignoranza ho avuto modo di apprezzare le fotografie di Luigi Ghirri presenti in "Kodachrome", il lavoro di Giovanni Chiaramonte intitolato "Westwards", le fotografie di Vincenzo Castella (dal libro "Photo Works") e, con i dovuti distinguo (il più scontato dei quali è l'uso del bianco e nero), le fotografie di Gabriele Basilico. Dando per certo che dovrò approfondire ognuno di coloro che ho già citato mi sapreste consigliare dei fotografi che possano, in qualche modo, rientrare in tale filone espressivo? William Eggleston e John Batho?
  22. Nell'altra discussione ti avevo messo il link diretto
  23. Fino a poco tempo fa avevo i tuoi stessi dubbi, poi imparando certi dubbi svaniscono
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