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  1. Poco più di un mesetto fa ho deciso di farmi un giro a Punta Aderci (Vasto, CH), il termine della cosiddetta "costa dei trabocchi", un tratto di costa abruzzese in cui sono presenti queste particolari strutture. I trabocchi sono delle costruzioni di legno, collegate alla costa con una passerella, che servono ad ospitare il materiale per la pesca e, attraverso degli spuntoni di legno, stendere le reti per effettuarla. Sono tipici non solo del basso Abruzzo, ma anche in Puglia o nelle Marche, sebbene meno tutelati e valorizzati turisticamente. I trabocchi erano una soluzione "di comodo" per quei contadini che, avendo la terra coltivabile prospicente la costa, non potevano permettersi di andare per mare in barca, ma volevano comunque integrare l'attività agricola con la pesca "dalla costa". Attualmente molti trabocchi sono abbandonati, e altri sono stati riconvertiti in ristoranti e locali. Essendo soggetti fotograficamente perfetti, le foto ai trabocchi sono diventate un cliché fotografico da qualche anno; e siccome io ho l'originalità di una catena di montaggio... ci sono andato pure io La foto è scattata un'oretta prima del tramonto ma, grazie alle nuvole, l'atmosfera ed i colori erano comunque molto interessanti. Ho scelto un punto di vista sopraelevato per non concentrarmi solo sul trabocco, ma anche sulla spiaggia, sui campi coltivati e sul cielo. Eccovi la foto: Punta Aderci by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17 Fish-eye @ 10mm. Su cavalletto. HDR da 5 scatti (da -2 a +2 EV). Exif: Av, f/13, 1/100s in mediana, 80iso. In PP: tutto in LR. Unione del bracketing per l'HDR. Bilanciamento del bianco, "metodo Ramelli" e curve per il contrasto. Poi un paio di filtri graduati per il cielo, per bilanciare l'esposizione. Molti filtri radiali in giro per la foto, sicuramente uno sul sole, per ammorbidirlo, e uno sul trabocco, per renderlo più presente. Pennello sia sul mare che sul terreno per sottolinearne il dettaglio e spegnere qualche trama vistosa di troppo. Aumento di vividezza e diminuzione della saturazione. Un pelo di vignettatura, ed esportazione.
  2. Chi si ricorda di me, probabilmente si ricorda quanto mi piacciano i cliché fotografici e le foto stereotipate: ecco, ultimamente non sono cambiato affatto, anzi ho rafforzato l'idea che per divertirmi mi piace scattare foto "sicure", senza dovermi mettere a pensare su come essere originale o "artistico". Quindi, insomma, peggioro di anno in anno. Nel mese scorso mi sono perso il "clou" dell'autunno a causa di qualche impegno di troppo, ma sono comunque riuscito ad andare in giro un paio di volte quando ancora i colori ancora "reggevano". Qui mi trovavo sul valico di Forca d'Acero tra Lazio e Abruzzo, uno dei miei luoghi di scatto preferiti, a circa 1500m slm. L'autunno qui, quando sono arrivato, era già praticamente finito: la quantità di foglie a terra era decisamente superiore a quella rimasta sui rami degli alberi. Meglio così: il tappeto di foglie arancioni mi è sempre piaciuto molto La foto è scattata con un fish-eye perché credo che spesso, quando mancano elementi umani, il fish-eye crei delle proporzioni più credibili dei grandangoli spinti, senza dover rinunciare all'angolo di campo. E' vero che curva le linee dritte, ma lo trovo un problema meno fastidioso delle proporzioni degli ultragrandagolari (per lo meno in determinate situazioni). Diaframma molto chiuso per ottenere la "stellina" sul sole, iso alti perché mi si era appena rotto il cavalletto (in mano...). Eccovi la foto: Autunno a Forca d'Acero / Autumn in Forca d'Acero by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17 fish-eye, a mano libera. HDR da bracketing di 5 scatti, da -3 a +1EV. Exif: Av, f/16, 1/125 - 1/50 a seconda dello scatto, 1000iso per lo scatto più esposto. In PP: tutto in LR. Unione dell'HDR, "metodo Ramelli" per avere un'esposizione piatta, recupero di contrasto sulle curve per ottenere un buon istogramma, aumento della vividezza e diminuzione della saturazione. Diminuzione della chiarezza su tutta l'immagine, per ammorbidirla un po'. Abbassamento dell'esposizione in alto con un filtro graduato, esaltazione del tappeto di foglie con un altro filtro graduato in basso. Vari filtri radiali per rendere più evidenti alcune zone, spennellate per "sistemare" le zone illuminate. Leggera vignettatura ed esportazione in jpg.
  3. Sono anni che vado alla ricerca della Via Lattea, in tutte le stagioni: man mano ho perso un po' di quella sfortuna che mi ha tormentato i primi anni (maltempo localizzato sopra la mia testa e solo nelle ore in cui provavo fotografare) e ho affinato un po' (non molto) la tecnica di ripresa e postproduzione. Ad agosto scorso, poche sere dopo la Luna Nuova, è venuta fuori questa, che reputo una delle mie migliori immagini dedicate a questo particolare soggetto. Con la compagnia di un amico pentaxiano ci siamo recati a un migliaio di metri sul livello del mare, poco lontano dal mio paese. A pancia piena ci siamo trovati davanti una Via Lattea particolarmente luminosa, che riusciva a tenere botta nonostante la valle illuminata sotto di essa. Un paio di ore di scatti, e questo è quel che ne è venuto fuori: Via Lattea / Milky Way: Val Comino by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17/3.5-4.5 fish-eye + Pentax O-GPS 1 Astrotracer. Su cavalletto. Exif: -f/3.5, 240s, 1600iso per il cielo. -f/3.5, 420s, 800iso per il terreno. Le foto per il cielo e per il terreno sono state scattate senza muovere fotocamera e cavalletto: ci tengo, perché non è il montaggio di una Via Lattea su un pezzo di terreno qualsiasi, ma semplicemente la scena che avevo di fronte. L'esigenza di fare due foto è data dal fatto che usando l'astrotracer il cielo rimane fermo, ma la il terreno risulta mosso per il naturale movimento della Terra. In PP: su LR ho bilanciato il bianco e postprodotto le due foto (una per il cielo, una per il terreno) con il "metodo Ramelli". Ho cercato di ottenere due foto "molto pulite" senza postproduzione aggressiva. Ho esportato in .tiff, e ho unito le due foto su Photoshop, facendo combaciare il cielo sul terreno così come erano in realtà. Ho utilizzato un paio di filtri di Nik Software per esaltare la luminosità e la nitidezza della Via Lattea. Ho salvato e reimportato in Lightroom, dove con una serie di filtri radiali ho ridotto l'inquinamento luminoso sulla linea dell'orizzonte. Con un paio di filtri graduati ho dato più impatto sia al cielo che alla terra, aumentando il contrasto. Sul cielo ho aumentato la chiarezza per far risaltare le stelle, sul terreno l'ho diminuita per attenuare il rumore. Un filtro radiale sulla Via Lattea per esaltarne un po' i colori, un pelo di vignettatura per accentrare l'attenzione, esportazione in jpg e stop.
  4. Guest

    Cielo e terra

    Non ci crederete mai ma... ho fotografato ancora la valle dal belvedere del parcheggio; niente, non posso stare più di una settimana senza scattarle qualche foto: fra nuvole, luci particolari, scie di auto, foschia, nebbia, pioggia e neve, mi appare sempre diversa e interessante. In più la sto utilizzando per affinare le mie tecniche di HDR + Panorama, che mi stanno dando molta soddisfazione, soprattutto perché mi danno molta libertà di composizione senza ricorrere al ritaglio, mantenendo così una qualità piuttosto alta. In questo caso ho scattato 15 foto, cioè tre foto orizzontali (in basso, al centro, in alto) moltiplicate per 5 scatti in bracketing; in questo modo riesco ad ottenere un orizzonte dritto col fish-eye, e anche un effetto prospettico in alto ed in basso, che regge bene anche l'eventuale defishing. Eccovi la foto: Cielo e terra / Sky and ground by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17 fish-eye @ 17mm, a mano libera. 15 scatti (3x5 panorama x bracketing), HDR e panoramica. Exif: Av, f/7,1, 1/50, 100iso per gli scatti centrali. In PP: tutto in LR. Montaggio degli HDR e poi della panoramica, e solite cose a partire dal metodo "Ramelli". Poi la solita serie di filtri locali, in particolare un radiale sulla parte più in luce e sotto la foschia per renderla più evidente. Esportazione e media maschera di contrasto.
  5. Nella stessa giornata in cui ho provato le lunghe esposizioni, ho tentato anche di fare qualche foto un po' più strana del solito (che magari per gli standard altrui è anche banale e normalissima, ma per me rimane particolare ). In questo caso, al crepuscolo, ho provato a fotografare me stesso mentre camminavo su una delle passerelle di legno interne al Lago di Posta Fibreno, che portano ai capanni per il bird-watching e in zone meno frequentate. Eccovi la foto: Uno spettro si aggira per Posta Fibreno... / A spectre is haunting Posta Fibreno... by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax 10-17 Fish-eye @ 17mm, su cavalletto. Exif: Av, f/7,1, 13s, 250iso. In PP: tutta in LR. Solitissime cose, compreso il defishing dell'obiettivo. Poi una serie di filtri locali (radiali e digradanti) per bilanciare l'esposizione. Un po' di vignettatura per concentrare l'attenzione al centro e nient'altro. Esportazione in jpg e lieve maschera di contrasto.
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