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  1. Ancora una foto dal Lago del Salto, dopo le precedenti due; anche in questo caso si tratta di una panoramica, seppur limitata: sono solo 6 scatti, due di panoramica ciascuno formato da tre scatti per il bracketing. Il mio interesse era quello di cercare di cogliere il contrasto tra i colori accesi dell'autunno in alto, e quelli già tendenti al bluastro delle ombre in basso. Eccovi la foto: Lago del Salto / Lake "del Salto" by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA* 16-50/2.8 @50mm, con polarizzatore, su cavalletto. Exif: AV, f/11, 80 iso, tempi variabili per il bracketing con scatto centrale di 1s. In PP: tutto in LR. Meno del solito, giusto un paio di filtri graduati, un po' di vignettatura e una spennellata di chiarezza sulle rocce per renderle più presenti.
  2. Questa è probabilmente la mia foto preferita fra quelle che ho realizzato sul Lago del Salto, sia per gli apprezzamenti ricevuti, sia perché è esattamente identica a come me l'ero immaginata in fase di previsualizzazione della foto; ci sono voluti almeno una decina di scatti per trovare l'angolazione giusta, tanto che stavo quasi perdendo il momento "giusto" di luce; di lì a breve è finita anche l'ora blu. L'ispirazione mi è venuta pensando alle foto realizzate da una grossa componente di paesaggisti americani, che normalmente sono molto più concentrate sulla grafica e sui dettagli rispetto alle grandi panoramiche e alle scene ampie. Eccovi la foto: Lago del Salto / Lake "del Salto" [Explored on 16 November 2017] by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA* 16-50/2.8 @ 23,8mm + polarizzatore, su cavalletto. Exif: Av, f/11, 4s, 80iso. In PP: tutto in LR. Solite cose del "metodo Ramelli" per bilanciare l'esposizione e l'istograramma, poi un lavoro selettivo per tirare fuori la materia delle rocce e i colori della scena.
  3. Adoro fotografare i paesaggi "da lontano", senza per forza dover utilizzare l'accoppiata "grandangolo + primo piano in evidenza", e per questo spesso e volentieri utilizzo il teleobiettivo per questo genere. Qui ero nel territorio di Opi (L'Aquila) e mi interessava il contrasto creato tra la zona d'ombra e quella illuminata (grazie nuvole), che in un certo modo esaltava i colori autunnali. La montagna su cui stava nevicando in quel momento aiutava poi a suggerire la transizione tra la presente stagione e la prossima. Ho aspettato lì qualche minuto che la linea d'ombra raggiungesse il fondovalle e quindi il centro dell'immagine, poi ho scattato il mio solito bracketing, e anche un paio di inquadrature diverse per riuscire ad ottenere una panoramica meno verticale e rettangolare. Eccovi la foto: Autunno a Forca d'Acero / Autumn in Forca d'Acero by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax HD DA 55-300 WR @ 97,8mm, su cavalletto. 9 scatti: 3 foto in panoramica, ognuna formata da 3 scatti per l'HDR. Exif: Av, f/11, 1/15 di media e 80iso. In PP: tutto in LR. Unione degli HDR e poi della panoramica. "Metodo Ramelli" e curve per contrasto e istogramma "parificato". Poi interventi selettivi, tra cui uso e abuso del "filtro antifoschia" per rendere visibile la montagna durante la nevicata. Un po' di vignettatura ed esportazione in jpg.
  4. E siccome la spiaggia di Punta Aderci (CH) non è solo il trabocco in mezzo al mare, ho fatto qualche foto anche alla spiaggia stessa. In questo caso ho approfittato di un piccolo scolo naturale che scendeva dal promontorio (grazie, piogge) e finiva in mare: ho preso un tronco da un altro punto della spiaggia e l'ho spostato nel punto in cui mi faceva comodo... pesava almeno una 40ina di chili, quindi pensate quanta fatica mi fa fare 'sta benedetta fotografia La foto è scattata sul finire del tramonto, ed è questa qui: Punta Aderci by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Samyang 14/2.8 + Formatt Hitech IRND Prostop ND 1.8 + GND 0.6. Ovviamente su cavalletto. Exif: Av, f/13, 25s, 80iso. In PP: tutto su LR. Solite cose: bilanciamento del bianco, metodo Ramelli, poi postproduzione localizzata per zone con pennello, filtri radiale e filtri graduati. Esportazione in jpg e maschera di contrasto pesantuccia.
  5. In questa foto, che è la terza che vi propongo, il protagonista è solo ed esclusivamente il trabocco: né ambiente, né colori, né movimento, né luce, né altro. Non credo ci sia un modo più grafico e potente di esaltare un soggetto che una lunga esposizione "acquatica" in bianco e nero; non è affatto facile trovare il soggetto giusto nell'ambiente giusto, ma quando lo trovo provo sempre qualcosa di questo tipo. E questa probabilmente è quella che mi è riuscita meglio Eccovi la foto. Punta Aderci by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax HD 55-300 WR @ 55mm + HAIDA ND1000. Exif: B, f/11, 184s, 80 iso. In PP: tutto su LR. Conversione in bianco e nero, esposizione verso destra, contrasto. Spennellata con chiarezza e nitidezza sul trabocco, spennellata con chiarezza e nitidezza negativa + rimozione rumore sull'acqua. Esportazione in jpg.
  6. Dopo una settimana un po' piena, riprendo con la serie di foto scattate un paio di mesi fa a Punta Aderci (Vasto, CH). In questo caso la foto è scattata, in orario ancora lontano dall'ottimae, dal promontorio di Punta Aderci, un punto rialzato che divide le due spiagge principali e che si trova più o meno sopra il trabocco. A luglio ho comprato finalmente i filtri a lastra per il Samyang (delle lastrone da 16,5cm di grandezza...) e in questo caso li ho provati un po' più seriamente che in precedenza. Eccovi la foto: Punta Aderci by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Samyang 14/2.8 + Formatt Hitech ND 3.0 + GND 0.9. Ovviamente su cavalletto. Exif: Av, f/13, 15s, 80iso. In PP: tutto su LR. Bilanciamento del bianco, "metodo Ramelli" per impostare l'esposizione, curve per sistemare l'istogramma. Un paio di filtri digrandati sul cielo per scurirlo ancora di più, e una serie di filtri radiali e spennellate sui vari punti del primo piano per differenziarli un po': spegnere un po' la trama dell'erba abbassando la chiarezza, esaltare il passamano e il trabocco, lisciare un po' il mare che con 15s era ancora un po' troppo "presente". Esportazione in jpg e maschera di contrasto media.
  7. Poco più di un mesetto fa ho deciso di farmi un giro a Punta Aderci (Vasto, CH), il termine della cosiddetta "costa dei trabocchi", un tratto di costa abruzzese in cui sono presenti queste particolari strutture. I trabocchi sono delle costruzioni di legno, collegate alla costa con una passerella, che servono ad ospitare il materiale per la pesca e, attraverso degli spuntoni di legno, stendere le reti per effettuarla. Sono tipici non solo del basso Abruzzo, ma anche in Puglia o nelle Marche, sebbene meno tutelati e valorizzati turisticamente. I trabocchi erano una soluzione "di comodo" per quei contadini che, avendo la terra coltivabile prospicente la costa, non potevano permettersi di andare per mare in barca, ma volevano comunque integrare l'attività agricola con la pesca "dalla costa". Attualmente molti trabocchi sono abbandonati, e altri sono stati riconvertiti in ristoranti e locali. Essendo soggetti fotograficamente perfetti, le foto ai trabocchi sono diventate un cliché fotografico da qualche anno; e siccome io ho l'originalità di una catena di montaggio... ci sono andato pure io La foto è scattata un'oretta prima del tramonto ma, grazie alle nuvole, l'atmosfera ed i colori erano comunque molto interessanti. Ho scelto un punto di vista sopraelevato per non concentrarmi solo sul trabocco, ma anche sulla spiaggia, sui campi coltivati e sul cielo. Eccovi la foto: Punta Aderci by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17 Fish-eye @ 10mm. Su cavalletto. HDR da 5 scatti (da -2 a +2 EV). Exif: Av, f/13, 1/100s in mediana, 80iso. In PP: tutto in LR. Unione del bracketing per l'HDR. Bilanciamento del bianco, "metodo Ramelli" e curve per il contrasto. Poi un paio di filtri graduati per il cielo, per bilanciare l'esposizione. Molti filtri radiali in giro per la foto, sicuramente uno sul sole, per ammorbidirlo, e uno sul trabocco, per renderlo più presente. Pennello sia sul mare che sul terreno per sottolinearne il dettaglio e spegnere qualche trama vistosa di troppo. Aumento di vividezza e diminuzione della saturazione. Un pelo di vignettatura, ed esportazione.
  8. Chi si ricorda di me, probabilmente si ricorda quanto mi piacciano i cliché fotografici e le foto stereotipate: ecco, ultimamente non sono cambiato affatto, anzi ho rafforzato l'idea che per divertirmi mi piace scattare foto "sicure", senza dovermi mettere a pensare su come essere originale o "artistico". Quindi, insomma, peggioro di anno in anno. Nel mese scorso mi sono perso il "clou" dell'autunno a causa di qualche impegno di troppo, ma sono comunque riuscito ad andare in giro un paio di volte quando ancora i colori ancora "reggevano". Qui mi trovavo sul valico di Forca d'Acero tra Lazio e Abruzzo, uno dei miei luoghi di scatto preferiti, a circa 1500m slm. L'autunno qui, quando sono arrivato, era già praticamente finito: la quantità di foglie a terra era decisamente superiore a quella rimasta sui rami degli alberi. Meglio così: il tappeto di foglie arancioni mi è sempre piaciuto molto La foto è scattata con un fish-eye perché credo che spesso, quando mancano elementi umani, il fish-eye crei delle proporzioni più credibili dei grandangoli spinti, senza dover rinunciare all'angolo di campo. E' vero che curva le linee dritte, ma lo trovo un problema meno fastidioso delle proporzioni degli ultragrandagolari (per lo meno in determinate situazioni). Diaframma molto chiuso per ottenere la "stellina" sul sole, iso alti perché mi si era appena rotto il cavalletto (in mano...). Eccovi la foto: Autunno a Forca d'Acero / Autumn in Forca d'Acero by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17 fish-eye, a mano libera. HDR da bracketing di 5 scatti, da -3 a +1EV. Exif: Av, f/16, 1/125 - 1/50 a seconda dello scatto, 1000iso per lo scatto più esposto. In PP: tutto in LR. Unione dell'HDR, "metodo Ramelli" per avere un'esposizione piatta, recupero di contrasto sulle curve per ottenere un buon istogramma, aumento della vividezza e diminuzione della saturazione. Diminuzione della chiarezza su tutta l'immagine, per ammorbidirla un po'. Abbassamento dell'esposizione in alto con un filtro graduato, esaltazione del tappeto di foglie con un altro filtro graduato in basso. Vari filtri radiali per rendere più evidenti alcune zone, spennellate per "sistemare" le zone illuminate. Leggera vignettatura ed esportazione in jpg.
  9. Così, un post totalmente inutile per farvi sapere che sono allegro & contento: oggi ho comprato due nuovi (si fa per dire) obiettivi: -un Pentax DA* 16-50/2.8 usato, che rappresenta la fascia più alta che Pentax offre fra i tuttofare per aps-c, il cui acquisto è stato un grosso affare e soprattutto mi permette di sostituire, dopo quasi sei anni di onorato servizio, il 18-55 che era arrivato veramente agli sgoccioli di funzionalità (in questi cinque anni e mezzo ho fatto 90.000 scatti...); -un (raro) Vega-13A 100/2.8 russo con attacco m42, lente del 1974, che allarga la mia collezione di obiettivi sovietici con un elemento meno consueto. Ora mi aspettano un paio di settimane di prove, test e divertimento ... e di spese per i filtri da 77... Foto presa dal web che illustra bene come si dovrebbe usare una Pentax e un 16-50 star: E una foto del Vega-13 e del suo fascino sovietico
  10. Sono anni che vado alla ricerca della Via Lattea, in tutte le stagioni: man mano ho perso un po' di quella sfortuna che mi ha tormentato i primi anni (maltempo localizzato sopra la mia testa e solo nelle ore in cui provavo fotografare) e ho affinato un po' (non molto) la tecnica di ripresa e postproduzione. Ad agosto scorso, poche sere dopo la Luna Nuova, è venuta fuori questa, che reputo una delle mie migliori immagini dedicate a questo particolare soggetto. Con la compagnia di un amico pentaxiano ci siamo recati a un migliaio di metri sul livello del mare, poco lontano dal mio paese. A pancia piena ci siamo trovati davanti una Via Lattea particolarmente luminosa, che riusciva a tenere botta nonostante la valle illuminata sotto di essa. Un paio di ore di scatti, e questo è quel che ne è venuto fuori: Via Lattea / Milky Way: Val Comino by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17/3.5-4.5 fish-eye + Pentax O-GPS 1 Astrotracer. Su cavalletto. Exif: -f/3.5, 240s, 1600iso per il cielo. -f/3.5, 420s, 800iso per il terreno. Le foto per il cielo e per il terreno sono state scattate senza muovere fotocamera e cavalletto: ci tengo, perché non è il montaggio di una Via Lattea su un pezzo di terreno qualsiasi, ma semplicemente la scena che avevo di fronte. L'esigenza di fare due foto è data dal fatto che usando l'astrotracer il cielo rimane fermo, ma la il terreno risulta mosso per il naturale movimento della Terra. In PP: su LR ho bilanciato il bianco e postprodotto le due foto (una per il cielo, una per il terreno) con il "metodo Ramelli". Ho cercato di ottenere due foto "molto pulite" senza postproduzione aggressiva. Ho esportato in .tiff, e ho unito le due foto su Photoshop, facendo combaciare il cielo sul terreno così come erano in realtà. Ho utilizzato un paio di filtri di Nik Software per esaltare la luminosità e la nitidezza della Via Lattea. Ho salvato e reimportato in Lightroom, dove con una serie di filtri radiali ho ridotto l'inquinamento luminoso sulla linea dell'orizzonte. Con un paio di filtri graduati ho dato più impatto sia al cielo che alla terra, aumentando il contrasto. Sul cielo ho aumentato la chiarezza per far risaltare le stelle, sul terreno l'ho diminuita per attenuare il rumore. Un filtro radiale sulla Via Lattea per esaltarne un po' i colori, un pelo di vignettatura per accentrare l'attenzione, esportazione in jpg e stop.
  11. Beh, parecchi di voi mi conoscono o quantomeno si ricordano della mia esistenza. Fino a un annetto fa ero un moderatore di questo forum, nonché il suo partecipante più attivo: poi una serie di impegni, la carenza di tempo e un disguido informatico che ha cancellato il mio vecchio account (sigh). Non prometto di tornare a quei livelli, ma ogni tanto un giro me lo farò. Per chi non lo sapesse: sono grafomane, logorroico, e ho il dito più pesante della terra, quindi ogni volta che esco di casa scatto un migliaio di foto; e da quando ho una fotocamera esco spesso, molto spesso. Finito il preambolo, vi propongo una foto scattata qualche giorno fa ad Opi (L'Aquila) sul finire del foliage autunnale. Si veniva da tre giorni di pioggia e da un paio di giorni di vento fortissimo, ed era nuvoloso. Le condizioni migliori per la fotografia: aria pulita, superfici splendenti, luce attenuata. Anche per questo molte delle foto che ho fatto le ho scattate col teleobiettivo: la nitidezza non è stata compromessa dalla foschia o dal pulviscolo atmosferico. La foto, abbastanza vista e rivista (ma io sono un amante dei cliché), è questa: Autunno a Forca d'Acero / Autumn in Forca d'Acero by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 55-300 WR @55mm, su cavalletto. Tre scatti in bracketing da -2 a +2EV, uniti in HDR. Exif: F/11, 0,4s, 80iso. In PP: tutto su Lightroom. Ho unito i tre raw in HDR e poi bilanciato il bianco, corretto l'obiettivo etc etc. Ho usato il "metodo Ramelli" per creare l'esposizione di base, ho utilizzato le curve per aggiustare l'istogramma. Ho aumentato la vividezza e abbassato la saturazione generale, poi ho agito sui diversi canali colore per attenuare la saturazione di qualche tinta, e amplificare quella di altre. Ho vignettato un pochino per rendere l'immagine meno sfuggente verso l'esterno.
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