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  1. Chi frequenta il forum da più tempo si ricorderà che oltre ad essere un infaticabile paesaggista in erba, sono anche un appassionato di giocattoli: le fotocamere per me non sono solo un mezzo per fare fotografie, ma anche un modo per giocare con un aggeggio pieno di pulsanti e di funzioni. Anche per questo sono molto affezionato al marchio fotografico che uso, cioè Pentax; va detto che, pur avendo trascorsi epocali (Pentax ha introdotto commercialmente il pentaprisma su macchine di ampia produzione, ha introdotto la tecnologia esposimetrica TTL, ha introdotto l'autofocus sulle reflex etc etc etc), attualmente il marchio è relegato ad una nicchia di utilizzatori; e per questo fa ancora più simpatia Detto ciò, ne approfitto per annunciarvi che Ricoh, il proprietario del marchio Pentax, ha appena introdotto sul mercato la K-1II, la seconda full frame di Pentax, aggiornamento della K-1 del 2016, di cui mantiene tutte le caratteristiche tra cui il sensore Sony a 36mpx utilizzato anche su alcune A7 e sulle Nikon D800 e D810. La caratteristica più importante rimane il prezzo: anche l'aggiornamento risulta infatti "economico" per questo tipo di prodotto, con un prezzo fissato a 1990€ con distribuzione e garanzia ufficiale. Rispetto alla prima versione non è stato toccato il corpo macchina, ma solo l'elettronica e il software. Le novità introdotte sono: 1) Una scheda elettronica nuova, mutuata dalle Pentax K-70 e KP, che integra due processori di immagine invece che il normale singolo processore. Il primo processore è già da anni allo stato dell'arte (i risultati di laboratorio dei file Pentax sono sempre al top, fin dalla K-5), il secondo processore invece si occupa di gestire il rumore ad alti e altissimi ISO, spingendo il limite fino ad 800.000, e si spera l'usabilità almeno fino a 20.000 - 25.000. La KP, sull'aps-c, ha dato ottima prova di sé anche sugli 8.000-10.000 iso. 2) Un nuovo sistema di pixel shift, il particolare metodo che Pentax utilizza per superare i limiti della matrice di Bayer con cui i sensori sono costruiti. Sfruttando il sensore mobile (è tale per garantire la stabilizzazione) le ultime Pentax posso fare quattro scatti in sequenza ponendo su ogni punto dell'immagine le informazioni ricavate dai pixel di ogni colore della matrice RGB. Per ogni scatto in Pixel Shift la macchina farà quattro foto, e ogni pixel avrà le informazioni del Rosso, del Blu e del Verde (x2). Normalmente le fotocamere utilizzano solo uno di quei tre colorli e "inventano" gli altri due per interpolazione, cioè tirando a indovinare su base statistica e distributiva. Utilizzare tutti e tre i colori aumenta non di poco la nitidezza dell'immagine, e soprattutto garantisce dei colori decisamente più aderenti alla realtà e soprattutto più sfumati e vari. Nell'ultimo aggiornamento il Pixel Shift sembra possa essere utilizzato anche a mano libera, in quanto compensato dal sistema di stabilizzazione a 5 assi. 3) Sembra che abbiano migliorato la resa dell'autofocus sia in AF-S (autofocus singolo) che in AF-C (autofocus continuo o tracking che dir si voglia). Una ulteriore offerta che Ricoh fa ai suoi clienti è quella di poter aggiornare la vecchia K-1 al modello K-1II tramite l'invio della fotocamera in laboratorio e il pagamento di una quota di 500€ circa. In pratica evitano il peso al cliente di dover rivendere la fotocamera e prenderne una nuova, dandogli la possibilità di aggiornarla (e di far ripartire la garanzia quadriennale da zero). E' una posizione innovativa su un mercato fotografico che punta a sostituire modelli di continuo in modo da convincere gli utenti a fare altrettanto.
  2. Dopo molto pensarci sono passato da LR5 ad LR6; ci ho pensato a lungo, perché non sono tipo che vuole essere aggiornato a tutti i costi e perché alla fine non mi sentivo particolarmente limitato con LR5. Bene, inizio subito dicendo che sbagliavo Andiamo con ordine. LR6 ha principalmente tre novità: l'HDR, le Panoramiche ed il filtro anti-foschia. Per il resto ha solo aggiornato il motore interno, cioè il Camera Raw, convertitore di file, che equipaggia anche Photoshop. In aggiunta a queste c'è la possibilità di "spennellare" i filtri radiali e digradanti che già esistevano, in modo da rendere ancor più selettiva la loro applicazione. Sono tre novità succose ma, tranne l'antifoschia, non aggiungono funzioni che già non potevano essere realizzate con altri programmi, fra l'altro anche molto buoni ed a volte gratuiti (come SNS-HDR, Photomatrix e Luminance HDR, per gli HDR e Microsoft ICE, Hugin, Autopano e altri per le panoramiche). Le stesse cose possono essere fatte anche con vecchie versioni di Photoshop, ma devo dire che sia la funzione HDR che quella panoramica sono pessime su PS, al limite dell'inutilizzabile. Qual è allora il punto forte di questo nuovo LR? Sicuramente il fatto che lavora gli HDR e le panoramiche direttamente sui raw, creando un nuovo .dng e non un .tiff come fanno tutti gli altri programmi. E' sicuramente la "rivoluzione" più importante, e spero che possa essere implementata su molti altri aspetti nelle versioni future. Andiamo in dettaglio sulle novità: 1) Filtro anti-foschia: non fa nulla che non facessero già i Lightroom precedenti attraverso le funzioni di contrasto, chiarezza e saturazione. E' quindi possibile emularlo su LR 5 o 4. Nonostante ciò lo considero già utilissimo perché, nell'automatismo di LR6, è veramente molto efficace e facile da utilizzare: basta smuovere di poco lo slide apposito per vedere una foto affetta da foschia diventare un bel quadro acceso. Purtroppo è anche facilissimo esagerare, creando miriadi di artefatti e risultati esagerati e parossistici: per le mie prove fino ad ora il dosaggio migliore è quello compreso tra +5 e +25, su una scala che arriva a +100. Per andare oltre +25 c'è bisogno di paesaggi nebbiosi, più che di foschia, per non creare foto orribili. Per quanto mi riguarda, però, questo strumento si può utilizzare non solo per recuperare paesaggi scialbi causa foschia, ma anche per dare un po' più di tono ad alcune foto scialbe causa brutta luce. Si recuperano bene quei paesaggi che ad esempio la luce del giorno rende piatti e bianchicci (e non invece quelli che rende già di per sé ipercontrastati). Di contro questo strumento può essere usato anche negativamente: si può cioè aggiungere una sorta di velatura alle foto che può essere comoda per donare un po' di suggestione a qualche scatto che la merita o per "ammorbidire" delle situazioni di luce dura. Anche qui è facilissimo esagerare Tutto sommato un ottimo strumento, che velocizza la postproduzione pur senza inventare nulla di veramente nuovo. Nota: su LR CC, la versione in abbonamento, è una funzione che può essere usata selettivamente su una sola parte di immagine. Su LR6, versione casalinga, no. Voto: 6,5 2) Panoramiche: sinceramente questa funzione non mi è piaciuta più di tanto. La creazione di panoramiche è lentissima (nonostante il supporto GPU), impiega minuti o addirittura una decina di minuti anche con panorami semplici, che ad esempio MS ICE (peraltro gratuito) divora in pochi secondi. In uno dei miei tentativi per l'unione di 7 foto ho misurato 22 secondi di elaborazione con MS ICE e 8 minuti con LR6! Veramente troppo lento, insomma. Ma se il risultato fosse buono, si potrebbe anche aspettare; invece il risultato è decisamente sotto le aspettative; le proiezioni disponibili per le panoramiche sono poche (solo 3) e le unioni lasciano spesso a desiderare, sprecando troppo delle foto iniziali o creando distorsioni e artefatti neanche troppo facili da correggere. Il punto di forza è sicuramente l'ottenimento di un raw invece che di un .tiff, ma la funzione panoramica di LR6 è veramente ancora troppo acerba, ed utilizzabile solo in casi in cui si debbano fare fusioni molto molto semplici. Voto: 4,5 HDR: è senza dubbio la novità per me più interessante di LR6. Per anni ho provato un po' tutti i programmi per creare HDR, non riuscendo ad essere soddisfatto se non quando ho scoperto SNS-HDR, un software abbastanza basilare (ma completo) che mi ha permesso di dosare bene l'impatto del tonemapping sulle foto, con risultati volta in volta molto naturali o più "pompati" per esaltare determinate situazioni. Punto forte di SNS-HDR sono i preset: non serve smanettare con le slide, i preset sono tanti (ma non troppi) e ben fatti e permettono di gestire ogni situazione. Sicuramente, in fatto di velocità, meglio utilizzare SNS-HDR: una volta creato il .tiff la foto è già quasi pronta. Il limite principale è la personalizzabilità: bisogna utilizzare file .tiff esportati da altri programmi per ottenerne uno di grosse dimensioni che a quel punto è veramente poco lavorabile. Se il preset non è perfetto ci si trova insomma un po' limitati nella lavorazione. LR rappresenta un po' l'opposto: l'HDR viene creato in maniera discretamente veloce (per fortuna), ma il risultato iniziale è decisamente bruttino. A questo punto però c'è il punto forte: il file ottenuto è un raw e mantiene tutte le informazioni originarie dei file originali fusi, il che significa che ha una lavorabilità semplicemente straordinaria. Niente artefatti, niente problemi, niente limiti anche giocando molto con le slide. In pratica non avrete un HDR (nel senso comune del termine) ma un nuovo raw con più dati, da sviluppare". Nei miei tentativi, molti, i risultati di Lightroom sono stati sempre sensibilmente superiori a quelli di SNS-HDR, anche se non di moltissimo. La differenza c'è e si nota sul profilo della naturalezza, anche se si perde un po' di impatto. Insomma con LR ci vuole più tempo, ma il risultato è senz'altro migliore. Mentre se si vuole un HDR bello pronto, meglio SNS. Voto: 9 Spero di essere stato utile
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