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  1. Sono anni che vado alla ricerca della Via Lattea, in tutte le stagioni: man mano ho perso un po' di quella sfortuna che mi ha tormentato i primi anni (maltempo localizzato sopra la mia testa e solo nelle ore in cui provavo fotografare) e ho affinato un po' (non molto) la tecnica di ripresa e postproduzione. Ad agosto scorso, poche sere dopo la Luna Nuova, è venuta fuori questa, che reputo una delle mie migliori immagini dedicate a questo particolare soggetto. Con la compagnia di un amico pentaxiano ci siamo recati a un migliaio di metri sul livello del mare, poco lontano dal mio paese. A pancia piena ci siamo trovati davanti una Via Lattea particolarmente luminosa, che riusciva a tenere botta nonostante la valle illuminata sotto di essa. Un paio di ore di scatti, e questo è quel che ne è venuto fuori: Via Lattea / Milky Way: Val Comino by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 10-17/3.5-4.5 fish-eye + Pentax O-GPS 1 Astrotracer. Su cavalletto. Exif: -f/3.5, 240s, 1600iso per il cielo. -f/3.5, 420s, 800iso per il terreno. Le foto per il cielo e per il terreno sono state scattate senza muovere fotocamera e cavalletto: ci tengo, perché non è il montaggio di una Via Lattea su un pezzo di terreno qualsiasi, ma semplicemente la scena che avevo di fronte. L'esigenza di fare due foto è data dal fatto che usando l'astrotracer il cielo rimane fermo, ma la il terreno risulta mosso per il naturale movimento della Terra. In PP: su LR ho bilanciato il bianco e postprodotto le due foto (una per il cielo, una per il terreno) con il "metodo Ramelli". Ho cercato di ottenere due foto "molto pulite" senza postproduzione aggressiva. Ho esportato in .tiff, e ho unito le due foto su Photoshop, facendo combaciare il cielo sul terreno così come erano in realtà. Ho utilizzato un paio di filtri di Nik Software per esaltare la luminosità e la nitidezza della Via Lattea. Ho salvato e reimportato in Lightroom, dove con una serie di filtri radiali ho ridotto l'inquinamento luminoso sulla linea dell'orizzonte. Con un paio di filtri graduati ho dato più impatto sia al cielo che alla terra, aumentando il contrasto. Sul cielo ho aumentato la chiarezza per far risaltare le stelle, sul terreno l'ho diminuita per attenuare il rumore. Un filtro radiale sulla Via Lattea per esaltarne un po' i colori, un pelo di vignettatura per accentrare l'attenzione, esportazione in jpg e stop.
  2. Beh, parecchi di voi mi conoscono o quantomeno si ricordano della mia esistenza. Fino a un annetto fa ero un moderatore di questo forum, nonché il suo partecipante più attivo: poi una serie di impegni, la carenza di tempo e un disguido informatico che ha cancellato il mio vecchio account (sigh). Non prometto di tornare a quei livelli, ma ogni tanto un giro me lo farò. Per chi non lo sapesse: sono grafomane, logorroico, e ho il dito più pesante della terra, quindi ogni volta che esco di casa scatto un migliaio di foto; e da quando ho una fotocamera esco spesso, molto spesso. Finito il preambolo, vi propongo una foto scattata qualche giorno fa ad Opi (L'Aquila) sul finire del foliage autunnale. Si veniva da tre giorni di pioggia e da un paio di giorni di vento fortissimo, ed era nuvoloso. Le condizioni migliori per la fotografia: aria pulita, superfici splendenti, luce attenuata. Anche per questo molte delle foto che ho fatto le ho scattate col teleobiettivo: la nitidezza non è stata compromessa dalla foschia o dal pulviscolo atmosferico. La foto, abbastanza vista e rivista (ma io sono un amante dei cliché), è questa: Autunno a Forca d'Acero / Autumn in Forca d'Acero by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 55-300 WR @55mm, su cavalletto. Tre scatti in bracketing da -2 a +2EV, uniti in HDR. Exif: F/11, 0,4s, 80iso. In PP: tutto su Lightroom. Ho unito i tre raw in HDR e poi bilanciato il bianco, corretto l'obiettivo etc etc. Ho usato il "metodo Ramelli" per creare l'esposizione di base, ho utilizzato le curve per aggiustare l'istogramma. Ho aumentato la vividezza e abbassato la saturazione generale, poi ho agito sui diversi canali colore per attenuare la saturazione di qualche tinta, e amplificare quella di altre. Ho vignettato un pochino per rendere l'immagine meno sfuggente verso l'esterno.
  3. Un saluto a tutti. Commenti e critiche sono ben accette, ancor di più se costruttive. Grazie.
  4. Guest

    Ancora Posta Fibreno

    Lo scorcio è quello che avevo già postato con la luce calante del tramonto, e nel momento del crepuscolo. E non solo lo scorcio è lo stesso, ma lo è anche la giornata, ma non il momento dello scatto, che qui si attesta prima del tramonto, col sole ancora alto sull'orizzonte (ma dietro i monti). A differenza delle precedenti foto, questa è scattata con una focale normale e non grandangolare e, per i miei gusti, è decisamente la più riuscita della serie proprio a livello di composizione. Quando il soggetto è lontano, come in questo caso, l'uso dei grandangolari esalta la scena ma sminuisce i veri soggetti, che invece vengono recuperati chiudendo un po' l'angolo di campo. Se nelle precedenti foto la parte del leone la facevano luce e colori, qui il soggetto è inequivocabilmente il lago, e luce e colore servono solo per abbellirlo. E dopo le chiacchiere, eccovi la foto: Il Lago di Posta Fibreno / The Lake of Posta Fibreno by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Pentax DA 18-55 WR @ 30mm su cavalletto. Bracketing di 5 foto. Exif: Av, f/11, 0,6s, 80iso (per l'esposizione centrale). In PP: tutto su LR. Fusione dei file in HDR, correzione obiettivo, solite regolazioni generali e poi due filtri digradanti uno sul cielo e uno sul terreno per bilanciare l'esposizione di entrambi, e recuperare contrasto. Un filtro radiale sul lago per esaltarne il colore ed il riflesso delle nuvole. Esportazione in jpg e media maschera di contrasto.
  5. Guest

    La cascata grande

    Torniamo a postare anche qualche foto va: per ora vi risparmio le centinaia di foto di concerti fatte quest'estate, e passo direttamente alle prove che sto facendo in queste ultime settimane col nuovo arrivato, il fish-eye Pentax DA 10-17/3.5-4.5. E' un obiettivo che inseguivo da tempo e, ora che ce l'ho, non sto smontando più dalla fotocamera. Versatilissimo, permette di avere la tipica deformazione ad occhio di pesce se usato a 10mm, e fino a 13. Da 14mm in su la deformazione è molto meno evidente e, a 17mm, diventa correggibile con un click su Lightroom, senza perdere granché delle dimensioni della foto originale. Mantenendo comunque un vastissimo angolo di campo. La foto seguente l'ho scattata la sera stessa dell'acquisto, nel solito centro storico di Isola del Liri (FR), noto per la sua imponente cascata (e castello annesso) che dà proprio sul corso principale del comune. Un luogo suggestivo e vicino casa, comodissimo per provare scatti di paesaggio Per cercare un po' di originalità (e sfruttare i millimetri del pesciocchio) ho voluto includere anche parte del piazzale adiacente il corso del fiume, e la "movida" locale del sabato sera. Eccovi la foto: Raduno ciociaro "Pentax Campania": Isola del Liri (Test Pentax DA 10-17 / 3.5 - 4.5) by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + smc PENTAX-DA 10-17mm F3.5-4.5 ED [iF] Fisheye zoom, @17mm, su cavalletto. Exif: Av, f/9, 30s, 80iso. In PP: tutto in LR. Correzione obiettivo, raddrizzamento linee, ritaglio panoramico, contrasto generale, vari interventi selettivi (filtri radiali e digradanti) per sottolineare il riflesso e bilanciare i colori e l'esposizione. Esportazione in jpg e lieve maschera di contrasto.
  6. Buongiorno a tutti, questo è il mio primo Post quindi sono MOLTO emozionato. Mi sono approcciato alla fotografia da davvero poco, ho fatto un investimento e ora piano piano cerco di migliorare i miei lavori, sia in fase di scatto che in post produzione (dove veramente ho esperienza pari a zero). Devo sinceramente ringraziare questo sito per la passione che sa trasmettere. Veniamo allo scatto: Nikon D7200 18,3 mm ISO 100 F 11.0 1/250 s
  7. Guest

    Riassunto di Sora

    Torniamo a pubblicare qualcosa, via. Fra esame, feste, nevicate, compleanno, una SD che ha perso la formattazione e mi ha portato via due giorni di lavoro per recuperare foto, ho un po' pubblicato di meno, rimanendo ancora alle foto pre-natalizie. Questa invece è del 31 dicembre scorso, quando ho cercato di approfittare di una breve nevicata nel mio comune per rendere un po' d'atmosfera. Purtroppo, avendo nevicato di notte e di mattina, di pomeriggio era rimasto poco... ma non vorrete mica che mi alzi alle 8 durante le vacanze! Eccovi la foto: Riassunto di Sora / Summary of Sora by Abulafia82, on Flickr Pentax K-5 + Samyang 14/2.8, su cavalletto con telecomando. Exif: B, f/11, 76s (1m 16s), 80 ISO In pp: tutto in LR. Solite cose più svariati filtri selettivi (pennello, radiale, digradante) per bilanciare le esposizioni della scena, riducendola soprattutto sulla sinistra.
  8. Da poco più di un anno mi capitava di vedere ovunque, all'interno delle gallerie macro dei migliori in questo genere, delle serie di foto che ritraevano soggetti vari ripresi attraverso il loro riflesso nelle gocce. Ora, avendo sperimentato a più non posso la fotografia macro, mi chiedevo come fosse possibile tanta precisione non tanto nella messa a fuoco della goccia, quanto nell'angolazione del soggetto e nel posizionamento dell'attrezzatura per coglierlo nella sua interessa all'interno magari di più gocce. Mi sono scervellato per mesi, provando e riprovando ad ottenere quell'effetto (aiutato dal fatto che quest'anno piove un giorno sì, l'altro pure e anche il giorno dopo). Probabilmente non sono così intelligente perché non ho notato subito qualcosa che ora mi risulta vistoso e logicamente prevedibile: quando si scatta attraverso una goccia l'immagine che viene su di essa riflessa è... riflessa; è cioè ribaltate. A questo punto ho controllato le foto che mi avevano ispirato e le immagini all'interno di quelle gocce... erano quasi tutte dritte, perfette, all'impiedi e non ribaltate. Ho iniziato a subodorare qualcosa e così, con un po' di savoir faire internettistico concessomi da anni di chat, forum e social network, ho iniziato a chiacchierare con qualche esponente famoso della fotografia macro (eviterò di far nomi per ovvi motivi), e alla fine ho scoperto l'inghippo. Gran parte delle foto di soggetti ripresi attraverso le gocce sono scattate con una specie di "studio esterno". In pratica, semplicemente, questi fotografi si portano dietro cartoncini colorati, fotografie o poster di vari soggetti (spesso ripetuti a mo' di pattern), che poi tengono su con un cavalletto o con un plamp e che aggiustano come sfondo dopo aver inquadrato con la fotocamera una goccia o una serie di gocce. A quel punto non devono far altro che sistemare lo sfondo in modo che il soggetto sia a fuoco e perfettamente visibile in ogni goccia. Devo dire che, pur essendo una tecnica non proprio da principianti, un po' mi sono sentito preso in giro, perché la macro "in posa" mi risulta un po' innaturale ed ingiusta, visto che pur sempre di fotografia naturalistica si tratta (di base). Non amo né la fotografia in studio, né i ritratti "in posa", né in generale tutto ciò che sia troppo studiato o preparato, quindi in un primo momento la delusione c'è stata, e non poca. Poi invece, provando a fare qualcosa di simile dopo aver scoperto il trucco, devo dire che mi sono abbastanza divertito nella preparazione del "set" esterno (cosa più veloce di quanto pensassi) e, considerando che per me il fine ultimo della fotografia è divertirmi, ho riabilitato il nome di quelli che mi hanno "svelato" il loro modus agendi. Però il fatto che molti siano restii a dichiarare questo tipo di tecniche mi fa pensare che non sia poi il solo a credere che non siano del tutto "legittime" (se non dichiarate). Un po' come fare foto agli animali nello zoo: nulla lo vieta, anzi ne possono uscire scatti infinitamente belli ed interessanti (l'anno scorso mi pare che una foto di una tigre allo zoo abbia vinto anche un prestigioso premio internazionale), però se la sede dello scatto non è dichiarata in principio appare un po' una presa in giro; perché una cosa è fotografare un gorilla infilandosi nella foresta equatoriale con un 600mm e stare attenti ad ogni passo e click, una cosa è andare al Bioparco di Roma con un 70-300 e scattare a raffica ad una povera bestia esposta a tutti. Magari il risultato è lo stesso, ma nascondere la fonte per me non è giusto. E così anche nel caso di macro "costruite" rispetto a quelle realizzate grazie all'abilità tecnica, alla fortuna del momento ed alla valutazione subitanea di una scena. Detto tutto ciò il mio primo tentativo, non del tutto riuscito, è stato questo: l'unico problema è che non avevo qualcosa per reggere l'immagine del calabrone, e così ho dovuto farlo a mano, ottenendo così una messa a fuoco non precisa... ma ci riproverò. Anche se non dovesse piovere (pare un'utopia, ormai) le gocce si simulano abbastanza facilmente con la glicerina liquida (e sono anche più stabili e resistenti... trucchi su trucchi). Attraverso la goccia / Throughout the drop di Abulafia82, su Flickr Nella foto, e si nota, ho utilizzato come sfondo il mio smartphone (tenuto al contrario) con una mia vecchia foto macro della testa di un calabrone.
  9. Guest

    Lago di Pietranzoni

    E mentre m'accingo a partire per Roma per farmi una nottata fotografica fino all'alba, vi lascio anche la versione a colori della foto pubblicata ieri. Lago di Pietranzoni / Pietranzoni Lake by Abulafia82, on Flickr Pentax K-5 + Samyang 14/2.8, su cavalletto. 5 scatti in bracketing da -2 a +2, per due inquadrature. Exif: Av, f/9, tempi vari (da circa 1s a 20s), 80ISO. In PP: importazione su Lightroom, esportazione di due serie da 5 scatti in .tiff. Ogni serie unita su SNS-HDR (profilo drammatico), e poi i due .tiff risultanti uniti con Microsoft ICE. Reimportazione in Lightroom, bilanciamento del bianco, correzioni selettive della luminosità, correzione curve, correzione selettiva di alcuni colori, esportazione in jpg e leggera maschera di contrasto.
  10. Guest

    Grotte di Collepardo (FR)

    Visto che è passato un po' di tempo dalla mia ultima foto inserita... eccovene un'altra. Un paio di settimane fa mi sono recato per la prima volta in vita mia presso delle grotte: avevo sempre evitato per paura di trovarmi in qualche anfratto troppo stresso e soffrire di conseguenza di claustrofobia, ma in questo caso mi ero informato preventivamente sulla larghezza del luogo da visitare che è, in effetti, ampio e senza alcun problema di deambulazione. Le grotte si trovano relativamente vicino casa, in provincia di Frosinone presso il piccolo comune di Collepardo, il cui territorio ospita anche la bellissima Certosa di Trisulti, un'abbazia purtroppo non fotografabile (a meno di non ottere particolari permessi). Anche le grotte in teoria non sono fotografabili, ma essendo vuote di turisti nel momento in cui le ho visitate, ed essendo il luogo bisognoso di pubblicità secondo la guida, non è stata sollevata nessuna obiezione all'uso della macchina fotografica, del cavalletto e del flash. Purtroppo, in previsione di divieti un po' più restrittivi, non mi ero portato dietro il cavalletto grande, ma solo lo Spider-Pod che ha comunque fatto egregiamente il suo dovere, soprattutto perché molto facile da posizionare in posti strani. Dopo la solita tiritera, una delle foto maggiormente apprezzate su Flickr: Soffitto / Ceiling di Abulafia82, su Flickr Pentax K-5 + Samyang 14/2.8, su cavalletto con telecomando IR. Exif: Av, f/7.1, 2sec, ISO640 In PP: bilanciamento colore, contrasto, curve, recupero ombre e aumento vividezza, con diminuzione della saturazione. Recupero delle alte luci troppo forti derivate dall'illuminazione artificiale. Qualche correzione selettiva per far risaltare il soffitto. Esportazione e leggera maschera di contrasto.
  11. Ci ho messo tanto, ma alla fine sono riuscito ad ottenere tutte le minifigures per allestire il set che avevo in mente da un po'. Non è stato facile: se le prime tre le ho trovate agilmente a basso prezzo (circa 2-3€ spedite), la quarta (fondamentale) mi ha fatto perdere mesi e mesi e mesi. L'ho ordinata 3-4 volte, e tutte le volte è risultata indisponibile (con relativo rimborso), dopo settimane di attesa. Fin quando, per fortuna, un gentilissimo conoscente di Facebook, letti i problemi nel reperimento... non me l'ha inviato senza nulla chiedere in cambio L'idea era quella di ispirarmi ad una puntata del cartone animato "South Park", in cui l'avvocato difensore di OJ Simpson nel noto processo negli USA viene ritratto come un furbacchione che distrae la giuria inserendo nelle arringhe fatti e personaggi inventati e collegandoli illogicamente ai fatti reali, in modo da poter dire che le due cose non collimano e che quindi sono sbagliate; ovviamente sia la parte illogica che quella reale. Questo tipo di difesa (in realtà una fallacia logica conosciuta sia in filosofia sia in matematica da millenni) è soprannominata nel cartone "Difesa Chewbacca", dal fatto che l'avvocato utilizza questo noto personaggio preso da "Guerre Stellari" per confondere la giuria. Avendo studiato giurisprudenza, e praticandola, quella puntata mi è sempre rimasta in mente, e così mi è venuta voglia di omaggiarla. Ho quindi comprato le minifigures di un giudice, un avvocato e un antico romano (molto avvocatesco nell'atteggiamento, d'altronde Cicerone è nato a pochi passi da qui), oltre ad un Chewbecca (sotto forma di porachiavi e non di minifigure, troppo costosa per me). Ho allestito il set "tanto per provare": girando per casa ho trovato dei rimasugli di legno utilizzati per realizzare il passamano di una scala e le finiture di un mobile, ed ho cercato di ricreare l'atmosfera di un'aula giudiziaria penale, di stile moderno. Due fogli di carta bianca come sfondo, un flash anulare NON montato sull'obiettivo ma orientato a mano, con il lampeggiatore chiuso in una busta di plastica per la spesa usata come diffusore/attenuatore. K-5 su cavalletto e Mir-20/3.5, l'unico obiettivo che avesse il giusto ingrandimento, ma anche un adeguato angolo di campo per far entrare tutti i personaggi e per dare l'idea di una stanza. Tutto il set lo trovate qui. Mentre la foto che vi presento è questa, la foto "centrale" della serie e che porta come titolo la Difesa Chewbacca sopra illustrata. Sono consapevoli degli innumerevoli errori ma, abbiate pietà, era il primissimo tentativo Difesa Chewbacca / Chewbacca defense di Abulafia82, su Flickr Pentax K-5 + MC Mir-20 20/3.5 su cavalletto. EXIF: M, f/16, 1/80, ISO80, flash anulare a f/5.6 (potenza minima, NG14). In PP: bilanciamento del bianco, chiarezza e contrasto, "sbiancamento" selettivo della parete di fondo (piena di ombre strane), apertura delle ombre, un paio di filtri radiali per eliminare qualche riflesso di troppo ed esportazione su GIMP. In quest'ultimo ho eliminato la catenella-porachiavi di Chewbacca (attaccata alla sua testa), e rimportato in LR. Poi esportazione e leggera maschera di contrasto.
  12. Guest

    Piove.

    Visto che la sezione macro si sta un po' risvegliando, con l'avanzare della primavera, m'associo anche io con uno scatto di qualche tempo fa, nella (vana) attesa che la pioggia smettesse di rendere impraticabile i terreni. Se non puoi batterla, unisciti a lei. [Lo scatto è realizzato con un vecchio Pentax Takumar A 28-80 Macro f/3.5-4.5, un obiettivo che costa così poco, ma così poco, che me l'ha regalato uno sconosciuto su Facebook dopo aver visto che pur usando una Pentax non avevo alcun obiettivo Pentax (tranne il 18-55). La serie "Takumar A", degli anni 80, è la serie più economica di sempre della Pentax, sono obiettivi derivati dalla fascia bassa delle serie normali, e sono privati di trattamento multicoating SMC, il vero fiore all'occhiello di sempre della casa giapponese (il miglior multicoating mai creato, assieme al trattamento Zeiss T*, entrambi basati sullo stesso progetto, comune). Nonostante l'economicità e la scarsezza, a me questo obiettivo piace: usato normalmente non è nitido, ma ha un buon contrasto, dei colori eccellenti e uno sfocato piacevole nonostante non sia un ultraluminoso né un fisso; in macro, invece, acquista anche una solida nitidezza, non estrema ma senz'altro sufficiente per i miei scopi. Insomma, per quanto mi riguarda m'è andata di lusso ). Ecco la foto: Scendendo / Going Down di Abulafia82, su Flickr Pentax K-5 + Pentax Takumar A 28-80 Macro f/3.5-4.5 @70mm in posizione macro, su cavalletto e slitta micrometrica. Exif: Av, f/11, 1.6sec, ISO80. PP: poco e nulla. Curve, contrasto, bilanciamento del bianco e crop quadrato. Un filtro radiale sulla goccia per renderla un po' più evidente e togliere alcune bruciature. Spennellata sul rametto con chiarezza e abbassamento del contrasto per renderlo un po' più staccato dallo sfondo e nitido. Stop.
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