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  1. Buona sera a tutti! Oggi sono qui per proporvi uno scatto strano. O meglio, lo scatto di per sé non è strano, è inusuale però che un oggetto del genere si trovasse in un posto del genere. Martedì, appena uscita dal lavoro, mi sono fiondata in un paese vicino a casa a visitare questa bellissima fabbrica abbandonata. Sta a soli 10 km da casa mia e io nemmeno ne conoscevo l'esistenza. Un mio amico fotografo, anche lui di queste parti, ha voluto farmi da guida e mi ha raccontato anche un po' di storia. Si tratta di un ex linificio dove producevano la canapa. La fabbrica ha visto il suo maggior splendore in epoca fascista per poi iniziare una lenta discesa fino alla fine degli anni '80 quando ha definitivamente chiuso. Si trova a ridosso delle rive del fiume Adda e infatti nei vari fabbricati il grosso dei danni sono stati anche causati dall'umidità. La fabbrica non è immensa come la Snia a Varedo ma è comunque piuttosto grande. Noi purtroppo non avevamo molto tempo, abbiamo iniziato la visita alle 15 del pomeriggio quindi il tempo di luce era veramente poco, infatti alle 16:30 siamo usciti perché iniziava a farsi buio. La visita è stata per lo più conoscitiva ed infatti non ho avuto modo di prendermi molto tempo per le mie foto, ovviamente conto di ritornarci. La cosa che più mi ha colpito in questa visita sbrigativa è stato un capannone all'interno del quale vengono accatastati dei carri di carnevale. In verità ne erano rimasti ben pochi, la maggior parte vengono bruciati. In questo grande spazio era apparsa da nulla una poltrona. Il mio amico mi ha detto che qualche settimana prima non c'era, ed essendo una poltrona che non ha niente a che fare con i carri di carnevale non sa spiegarsi come e perché sia finita lì. Abbiamo improvvisato una piccola composizione con una lattina di vernice spray e una macchina analogica che il mio amico si era portato per l'occasione. Scatto e via, a visitare tutto il resto. Ex Linificio by Elena Gatti Photography, on Flickr Con il senno di poi avrei chiuso un po' più il diaframma per avere un po' più a fuoco la macchina fotografica e la vernice spray, ma già così ero abbastanza al limite: ISO 3200 1/160 a mano libera f2 35mm Per l'intero piccolo set vi rimando a flickr: https://www.flickr.com/photos/madely87/sets/72157649499536715/
  2. Ormai Andreas ha anticipato la sorpresa ma comunque ecco, il pagliaccio triste è tornato! Dopo mesi e mesi che non mi dedicavo ad una "sana" esplorazione urbana ecco che arriva la proposta di visitare la ex Snia a Varedo, un'immensa fabbrica abbandonata. Quale migliore occasione per dedicarsi a qualche ritratto creativo? Purtroppo non abbiamo avuto il tempo che avrei sperato, la fabbrica è davvero enorme e trovare un luogo adatto a questo tipo di ritratti non è stato facile, specialmente se spinti dalla curiosità di esplorare oltre! Ad ogni modo ci siamo scambiati un po' tutti la maschera e Andreas ha posato per me Quindi ecco lo scatto: Snia - Varedo by Elena Gatti Photography, on Flickr Scattata con D800 e fisheye 16mm zenitar totalmente manuale. ISO 2000 1/40 diaframma 8 se non ricordo male (quello segnato da Flickr non è veritiero). Per illuminare il pagliaccio triste ho utilizzato un flash esterno off-camera tenuto lateralmente a dx grazie ad un cavo di prolunga (avevo dimenticato a casa i trigger!). La potenza del flash era impostata in TTL (dato che avevo il cavo di prolunga). In PP ho voluto dare a tutto l'album una tonalità verdognola un po' malsana perché l'aria che si respirava mi ricordava questo colore (lo so, sono strana) quindi, se notate una tonalità decisamente tendente al verde sappiate che è voluto! Oltre alla tonalità verdognola aumento nitidezza e contrasto, leggera riduzione del rumore (la qualità dell'obiettivo che ho usato non è eccelsa, specialmente se montata su una D800 che è una macchina molto "schizzinosa". Come solito vi rimando all'intero set dove troverete altre foto del pagliaccio triste https://www.flickr.com/photos/madely87/sets/72157649005567412/
  3. Casualmente ho scoperto dell'esistenza di un lunapark abbandonato nei pressi di Limbiate (MB). Si chiama Greenland o Città Satellite, era molto famoso negli anni '70-'80 ma per motivi d'igiene e sicurezza fu chiuso nel 2002. Bellissimo, meraviglioso, supercalifragilistichespiralidoso, mi son detta. Così io e Ilaria Messina partiamo alla scoperta di questo piccolo tesoro dimenticato... scoprendo però che tanto dimenticato non era! Ad accoglierci abbiamo trovato un burbero custode che alla richiesta di entrare per poter fare delle foto, ha risposto con un NO secco per poi andarsene in sella alla sua fiammante bicicletta del '15-'18. Ma non ci siamo date per vinte così, da abili strateghe di guerra, ci siamo ricordate di aver visto dei binari di un trenino che, a logica, circondava il perimetro del parco per poi entrarci... 007 ci faceva una pippa! Circospette e silenziose ci siamo addentrate lungo la piccola ferrovia, impavide e incuranti dei rovi e delle recinzioni arrugginite! Alla fine però il nostro piccolo idillio è stato bruscamente interrotto dall'arrivo del burbero custode che dopo aver minacciato di chiamare i carabinieri ci ha "gentilmente" scortato verso il buco da cui eravamo passate. Il pagliaccio triste, protagonista di questa avventura fotografica, ha avuto di che essere ancora più triste. Il Pagliaccio Triste - Greenland di Elena Gatti Photography, su Flickr Se volete l'intero set lo trovate qui: http://www.flickr.com/photos/madely87/sets/72157641765673974/
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