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  1. Ciao a tutti, da un po' di tempo mi ronza in testa una domanda alla quale non riesco a darmi una risposta, anche documentandomi in internet. Premetto che possiedo solo una bridge Sony DSC-HX400V (ottica zoom fissa 4,3-215mm F2,8-6,3 con sensore da 1/2,3") e non ho quindi la possibilità di valutare di persona la differenza che avrei su una reflex ad esempio FF. La domanda è: il valore di apertura (f/stop) ha "valenza" universale? Mi spiego meglio... so che il valore di apertura esprime il rapporto tra il diametro del diaframma e la lunghezza focale, e quindi è relativo all'ottica utilizzata, ma l'effetto che ha sulla quantità di luce (ovviamente a parità di tempo di esposizione e valore ISO) e sulla profondità di campo è sempre lo stesso a prescindere da altri parametri (ad esempio la dimensione del sensore o la lunghezza focale)? Ad esempio, so che la qualità dell'ottica nel suo insieme ne determina la luminosità finale, ma vorrei sapere se una foto scattata a F2,8 sulla mia bridge con un sensore di dimensioni ridicole sarà esposta (più o meno) come la stessa foto scattata sempre a F2,8 con una FF e se la profondità di campo sarà la stessa o può cambiare sensibilmente a seconda della fattura della lente o di altri parametri. Lo stesso dicasi per le fotocamere degli smartphone: lenti e sensori tanto piccoli, daranno lo stesso risultato a parità di f/stop rispetto alla mia bridge? Spero possiate schiarirmi le idee. Grazie.
  2. Buongiorno, sono nuovo nel forum! Volevo chiedere quali attrezzature sono più adatte per fare foto in una discoteca. Vorrei infatti realizzare degli scatti di gruppi di persone a pochi metri o centimetri (anche in posa) durante una festa in discoteca o, comunque, al buio. Stato valutando l'acquisto di un flash, ma qual è il migliore falsh per questo uso? Può essere una buona soluzione un faretto led? Non ho proprio idea di cosa si potrebbe utilizzare. Grazie!
  3. Guest

    Luci a Morino

    Questa è una foto "che non mi aspettavo", nel senso che non era previsto la pubblicassi perché... pensavo fosse una totale schifezza. Quel giorno infatti ero andato a fare alcune foto all'interno del locale di un mio amico, per illustrare un po' il sito del locale stesso. Ero insomma organizzato per fare foto all'interno e, approfittando dell'amicizia, mi sono presentato a mezzogiorno. In un ristorante. Insomma, per farla breve, ero pronto a mangiare più che a scattare foto Nonostante ciò ho fatto le foto che dovevo fare e il mio amico mi ha proposto di salire a visitare i resti del vecchio comune di Morino (AQ), distrutto dal terremoto della Marsica nel 1915 e abbandonato da allora (gli abitanti si sono spostati nell'attuale Morino, più a valle o più fuori mano). Il posto è decisamente meritevole di più e più visite, perché offre molti spunti fotografici: purtroppo andarci a fine luglio nelle ore centrali della giornata ha significato avere una luce meno che pessima, peraltro penalizzata da una odiosa foschia. Nonostante questo ho pubblicato quasi una decina di foto perché una nuvola benigna ha creato dei bellissimi raggi di luce che non volevo perdermi, ed in più Adobe ha lanciato Lightroom 6 e il suo filtro antifoschia veramente molto funzionale. E quindi eccovi la foto, senza troppre pretese: Morino by Federico Tomasello, su Flickr Pentax K-5 + Samyang 14/2,8 a mano libera, HDR di 5 scatti. Exif: Av, f/9, 1/3200, 100iso per lo scatto centrale. In PP: tutto in LR. Unione dell'HDR e solite cose (niente Ramelli perché l'ho conosciuto poco dopo...), passando prima dal filtro antifoschia portato a +50 per recuperare un po' di contrasto. Filtri digradanti sul cielo per bilanciarne l'esposizione, e uno sul terreno per renderlo un po' più "croccante". Un filtro radiale sulla nuvola e sul sole per scurirli un po', un ulteriore filtro radiale sui raggi solari per esaltarli. Due filtri radiali sui punti di luce in basso sul terreno, per isolarli meglio. Esportazione in jpg e lieve maschera di contrasto.
  4. FMul4

    Dasha

    Camera NIKON D3100 Lens 18.0-55.0 mm f/3.5-5.6 Focal Length 32mm Shutter Speed 1/2500 s Aperture f/4.5 ISO/Film 100 Esposizione sulla ragazza a -0.7 Foto scattata a Rimini ad una mia amica che è arrivata seconda ad un concorso fitness al Wellness di Rimini. E' stato strano perchè tutti i pescatori e le anziane che prendevano il sole ci guardavano, c'era anche gente che si faceva i selfie Alcuni piccoli ritocchi con camera raw (ombre, neri e luci), ho applicato un filtro sfocatura sul volto per correggere alcune piccole imperfezioni, curve per il contrasto, applica passaggio per enfatizzare la texture
  5. Vanclik

    Il velo

    Non so quanto abbia lavorato questo ragnetto ma io dopo averla fotografata non potevo certo tenerla sul davanzale della finestra... Nikon D90 1/40 sec a f 5.6 ISO 1600
  6. Verso mezzogiorno il sole entra nella Sacra con una luce solida!
  7. Volevo proporre una di queste due foto, o entrambe probabilmente nella sezione "Critica foto"; poi ci ho ripensato, ritenendole due esempi ideali per parlare di un argomento abusatissimo ma mai trascurato in tutti i luoghi in cui si parla di fotografia: lo sviluppo e la post-produzione. Non tanto sul *come* ho ottenuto le foto, ma più che altro sul *perché*: entrambe le immagini infatti rappresentano abbastanza bene quel che intendo io con postproduzione. Fra i due scatti, molto simili, passano un po' di minuti e lo sviluppo è declinato in maniera opposta: nello scatto a colori ho cercato di ricreare la scena come l'avevo vista, nella maniera più aderente alla mia memoria; nello scatto in bianco e nero, invece, ho cercato di esaltare quel che avevo notato, eliminando tutto il resto della realtà dello scatto. (Paradossalmente tutti quelli che l'hanno commentate su Facebook hanno avuto l'impressione opposta, di una maggiore lavorazione della foto a colori rispetto al bianco e nero...). La foto a colori è questa: Fumo nella foschia / Smoke in the mist by Abulafia82, on Flickr Lo scorcio è il solito che vi ho presentato tante volte, e che si vede nel mio solito tragitto parcheggio-lavoro, cioè una valle ciociara vista dal Belvedere di Arpino (FR). Ovviamente ciò che mi ha colpito in una scena fotografata già tantissime volte è stata la presenza del fumo e della foschia a banchi, oltre che di una luce ben diffusa dalle nuvole. La foto è scattata col solito 18-55 kit. Con questa foto vi voglio far intuire come sia IMPOSSIBILE per un raw catturare quella che è la scena REALE fotografata. Il raw infatti, come file grezzo, deve essere il più scialbo e neutro possibile per permettere poi, in fase di demosaicizzazione e sviluppo, di avere quanti più dati possibili per poter al meglio gestire l'immagine. In questo caso il raw mostra tutti i suoi limiti (in realtà vantaggi) descrivendo una realtà che non esisteva e che ho dovuto "caricare" d'effetto per riportarla allo stato di fatto. Qui trovate il confronto su uno screenshot di Lightroom: https://www.dropbox.com/s/m4uuxllv6hvp14d/Screenshot%202015-01-21%2018.36.37.png?dl=0 Se qualcuno fosse scettico sulla lavorazione, dico solamente che la foto in raw non può in alcun modo rappresentare la realtà: la foto è stata fatta all'una di pomeriggio, con il sole a picco (benché velato dai nuvoloni), una luce dura e i colori resi vividi dalla pioggia. Il raw è esattamente l'opposto (oltre ad aver male bilanciato il bianco). Questa foto sembra incredibilmente lavorata, mentre gli accorgimenti che ho messo in atti servivano solo a riprendere la scena nella maniera più reale ed interessante possibile. ____________________________________________ Al contrario quest'altra foto l'ho postprodotta con tutta un'altra volonta, cioè quella di dare estremo risalto al pennacchio di fumo e ad un forte fascio di luce che illuminava quella zona bucando le nuvole. Per esaltare il momento ho pensato di usare il bianco e nero, che aiuta a concentrare l'attenzione ed evitare distrazioni. Fumo / Smoke by Abulafia82, on Flickr In questo caso la lavorazione è stata rapida (un paio di filtri radiali, uno per esaltare la zona del pennacchio di fumo, l'altro per scurire ed appiattire il resto dell'immagine), ed il risultato è totalmente innaturale ma d'impatto come me l'ero immaginato. Come dicevo, su Facebook, i riscontri sono stati tutti opposti a quel che è stata invece la mia lavorazione: tutti hanno interpretato come più "naturale" la foto in bianco e nero (chissà come il bianco e nero può mai risultare "naturale", considerando che noi vediamo a colori), mentre quella a colori è stata da alcuni considerata troppo "photoshoppata" (ed io Photoshop neanche lo ho...). Riassumendo un po', vorrei ricordare che: 1) Il raw è tutto tranne che "reale"; 2) Il jpg da macchina, che interpreta il raw in base alle impostazioni di fabbrica o quelle regolate da noi, è un compromesso fra il raw e la reale scena fotografata; 3) il jpg ottenuto dallo sviluppo del raw può essere sia la cosa più vicina alla realtà, sia la cosa più distante; 4) non sempre la scena più di impatto è quella più artefatta; 5) c'è un'enorme differenza nel voler fotografare quel che si è visto, o voler fotografare ciò che si è notato. Nel primo caso è la scena che regge le sorti della fotografia, e deve essere interessante di per se stessa; nel secondo caso la scena è invece interpretata e la fotografia è retta dall'interpretazione che il fotografo vuole dare, in base a ciò che ha reputato importante. Sperando di non avervi annoiato e di stimolare un po' la discussione
  8. ciao! ecco l'ennesimo light painting! è un vecchi accendino Ronson. d5000 su cavalletto, 18-55vr, scatto remoto e solita piccola torcia. ho fatto qualcosa come 150 tentativi, questo è più o meno il settantesimo. pensavo di fare il disegno di una fiamma classica, e ci sono anche riuscito alla fine. ma questo disegno, che è venuto fuori casualmente, mi piaceva di più! Ronson fire by matteoz.7, on Flickr brevissima pp in lightroom. voi che ne dite? 55mm f20 iso100 4.6 secondi ciao
  9. ciao! da un po' mi cimento in questa tecnica, che consiste nel "pitturare" con la luce. non mi ritengo per niente un esperto (ho fatto tre scatti fino ad ora) ma dalla poca pratica che ho fatto ho iniziato a capirci qualcosa trottola by matteoz.7, on Flickr l'otturatore, quando si apre e fa arrivare la luce al sensore, rimane aperto per un certo periodo di tempo, che nel light painting deve essere piuttosto lungo, lo stretto necessario per completare il proprio "disegno", ovvero la scie di luce create muovendo una torcia dentro l'inquadratura. l'intensità della luce sarà maggiore quanto più ci muoviamo lentamente, minore se ci muoviamo più velocemente. ovviamente, meno luce ambiente c'è, meglio è. infatti influirebbe sulla foto e illuminerebbe parti che magari non si vogliono mettere in risalto. è comunque importante non essere totalmente al buio, fa sempre comodo avere una luce molto bassa ma necessaria per vedere il soggetto e i punti dove muovere la torcia. oltre che muovere la torcia all'interno dell'inquadratura, è possibile comandarla dall'esterno e puntare la luce sugli oggetti che vogliamo siano più illuminati nella foto finale. ogni segno di luce che si fa, da fuori o dentro l'inquadratura, sarà visibile nella foto finale, quindi se ci si vuole spostare da un oggetto all'altro, per esempio, e illuminarli singolarmente, senza illuminare lo spazio che c'è tra i due, l'unico modo è illuminare il primo oggetto, spegnere la torcia e riaccenderla per illuminare il secondo. conviene quindi tenere sempre un dito sul pulsante di accensione/spegnimento! la torcia che ho usato per i miei scatti è molto piccola ma anche molto potente, della Led Lenser. avevo perso il coperchio con la lente che convoglia la luce del led, e ho scoperto che adesso è perfetta per disegnare con una fine scia di luce. ho trovato molto utile il comando a distanza con la macchina in posa "bulb", perché quando si ha finito di illuminare la scena si toglie il dito dal pulsante e l'esposizione termina, senza aspettare i secondi di posa che si sono impostati precedentemente, che potrebbero essere troppi o troppi pochi per terminare il disegno. il diaframma, visto che vogliamo allungare il più possibile i tempi, deve essere molto chiuso, ma non troppo, per evitare diffrazioni. visto che l'unica cosa che si deve muovere durante l'esposizione è la luce, tutto il resto deve essere immobile. è necessario un treppiede! io uso il pixi della manfrotto, che consente punti di ripresa molto vicini al terreno e comunque di orientare a piacimento la macchina. poi è molto più stabile del cavalletto-cinesata che ho non ho trovato necessario l'uso di sfondi neri o set particolari, intanto se si è in una stanza abbastanza buia, qual che non si vuole illuminare non lo si illumina, quindi anche una parete gialla di un muro può diventare nera. light guitar by matteoz.7, on Flickr alla torcia poi si possono aggiungere coni di carta, per avere un effetto "veli di luce", o qualsiasi altra cosa per diffondere più o meno la luce e ottenere effetti sempre diversi. ghost beer by matteoz.7, on Flickr ho anche provato a usare il flash come fonte di luce, ma non l'ho trovata una buona idea. illumina troppa porzione di inquadrature e se si vuole avere uno sfondo nero il flash te lo illumina e quindi sarà visibile nella foto finale. la messa a fuoco, una volta che la macchina è stabile sul cavalletto, si può anche mettere in manuale e non modificarla più. ovviamente tutti questi consigli si applicano anche all'esterno, e penso che il difficile di questa tecnica sia la pratica, che si deve fare per ogni scatto al fine di ottenere quel che si vuole, la scelta della foto tra le 600 prove fatte (il più delle volte io scelgo sempre la prima ) e soprattutto l'idea di partenza, che non sempre arriva subito. spero di essere stato utile a chi come me è sempre in cerca di tecniche "strane" e si vuole cimentare ne light-painting! ciao
  10. ciao! ecco a voi un'altro light painting! il jet era su di un piedistallo, che poi in lightroom ho clonato via, solito piccolo set con carta vellutata nera appiccicata a cavallo tra il muro e il pavimento. ho deciso di non rimuovere del tutto lo sfondo nero, altrimenti l'aereo sembrava messo li a caso, senza dare l'idea che stesse "planando". oltre che fare le due scie, ho anche illuminato la scena dall'esterno. non ci è voluto neanche molto, dall'inizio fino ad adesso 15 minuti massimo in lightroom poi ho scaldato (la mia torcia è molto fredda) e aumentato nitidezza, aumentato luci nei due motori e curva ad s, oltre che molte clonazioni. nikon d5000 - nikkor 18-55vr - pixi iso100 f16 11s 18mm jet by matteoz.7, on Flickr ciao
  11. ciao! questa, per quanto riguarda tecnica e idea, la ritengo una foto seria ...o almeno più seria di quella della birra frutto di un'ora di duro lavoro e di una settantina di foto non riuscite, eccola qui. light guitar by matteoz.7, on Flickr nikon d5000 - nikon 18-55vr - cavalletto 18mm iso 100 f20 25s ho usato una torcia senza cappuccio e lenti, così che il led venisse fuori. in lightroom scaldato e piccole correzioni. eeee si, non mi sono ricordato di correggere quel poco di rumore che c'è, ma ormai l'ho caricata così su flickr
  12. Buongiorno a voi! sono tornato da poco dalla mia settimanina di ferie a casa dei miei in sicilia... ero partito con grandi speranze fotografiche, e con le migliori intenzioni di scattare.. volevo inaugurare il mio nuovo telecomandino a infrarossi, puntando a lunghe esposizioni con la posa bulb, finora mai usata da me, o a scatti alle stelle... già organizzati con un paio di amici per andare in luoghi misconosciuti al mondo e alle luci artificiali, arrivo in Sicilia e trovo....pioggia! per quasi tutta la settimana tempo impervio e possibilità di scattare ridotte al minimo (la fotocamera è tropicalizzata, io essendo ottimista invece ero sceso in tenuta primaverile con solo vestiti leggeri, lo ero un po' meno)..tuttavia grazie al vento, che ci ha portato via qualche nuvola, qualche esperimento siamo riusciti a farlo..dopo la nostra classica birretta siamo andati al porto di Sciacca e questo è uno degli "esperimenti" che mi sembrano meglio riusciti Il faro è uno di quelli presenti sui moli.. caso, fortuna, tempismo perfetto (?) hanno voluto che riuscissi a inserire nell'inquadratura il passaggio di un peschereccio (beh era circa l'una di notte, quindi l'orario l'avevamo scelto bene..fortuna perché non era detto che con quel vento ci fosse molto traffico di barche).. scattata a f 11 esponendo per 80 sec (più o meno)... essendo fesso mi sono dimenticato di scattare in raw, quindi la lavorazione è tutta sul jpeg in gimp, con cui ho cercato di "ravvivare" il rosso del faro, che risultava un po' spentino, cercato di bilanciare un po' i colori, cancellato un paio di stelle particolarmente luminose che con la lunga esposizione erano ovviamente mosse e davano fastidio, e dato una lieve aggiunta di contrasto e saturazione.. al faro ho scattato una foto da un'altra angolazione, la trovate precedentemente nel photostream.. li ho acceso il cervello e scattato in raw, e i colori mi convincono di più..se volete dare un'occhiata anche a quella, accetto suggerimenti multipli
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