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  1. Così, un post totalmente inutile per farvi sapere che sono allegro & contento: oggi ho comprato due nuovi (si fa per dire) obiettivi: -un Pentax DA* 16-50/2.8 usato, che rappresenta la fascia più alta che Pentax offre fra i tuttofare per aps-c, il cui acquisto è stato un grosso affare e soprattutto mi permette di sostituire, dopo quasi sei anni di onorato servizio, il 18-55 che era arrivato veramente agli sgoccioli di funzionalità (in questi cinque anni e mezzo ho fatto 90.000 scatti...); -un (raro) Vega-13A 100/2.8 russo con attacco m42, lente del 1974, che allarga la mia collezione di obiettivi sovietici con un elemento meno consueto. Ora mi aspettano un paio di settimane di prove, test e divertimento ... e di spese per i filtri da 77... Foto presa dal web che illustra bene come si dovrebbe usare una Pentax e un 16-50 star: E una foto del Vega-13 e del suo fascino sovietico
  2. Il ritardo è doppio: c'è sia il mio nel pubblicare qui la notizia, sia quello della Pentax nel produrre, finalmente, l'agognata (dai pentaxiani, ma non solo) fotocamera con sensore 24x36, cioè il tanto decantato "full frame". Un breve riassunto per chi non fosse addentro la questione: 1) Nel 2000 Pentax annunciò la prima fotocamera digitale full frame in assoluto, presentandola a gennaio 2001: si chiamava confidenzialmente MZ-D, e fu deciso alla fine di non farla uscire sul mercato, per vari problemi dovuti ad un progetto "precoce". 2) Nello stesso periodo Contax tirò fuori la propria full frame digitale, la Contax N, venduta a partire dal 2002. 3) Contax fallì da lì a poco; Pentax, tra alterne vicende, è riuscita ad arrivare ai giorni nostri, unica vera altra produttrice di reflex oltre Canon e Nikon (Sony-Minolta s'è convertita alle SLT e mirrorless). 4) Nel 2002 Canon lanciò la 1Ds, senza fallire Dopo quei tentativi, arrivarono le full frame Kodak (con attacco Nikon) nel 2003-2004, la Canon 5D (prima vera full frame "per tutti") nel 2005, seguita dalla Nikon D3 (2007) e dalla Nikon D700 (prima FF Nikon per tutti) nel 2008. Nello stesso anno entrò nel settore anche Sony con la A900. Dal 2007-2008, quindi, tutti gli utenti Pentax si aspettavano l'arrivo anche di una full frame Pentax che però... è arrivata solo adesso, nel 2016. 8 anni di ritardo, secondo molti fuori tempo massimo. Al di là della storia e della precocità o del ritardo, è finalmente stata presentata questa benedetta Pentax K-1. La fotocamera, con 36mpx di sensore, va a posizionarsi in un settore tutto suo, diciamo a cavallo tra la Nikon 750 e la Nikon D810, molto (ma molto) sopra la Canon 6D e un pelo sotto la Canon 5DIII. Carattertistiche tecniche: le potete leggere ovunque su qualsiasi sito, quindi se vi interessa fatelo. Io illustro solo quelle che sono le peculiarità che solo Pentax dà: a) tropicalizzazione e scocca di magnesio robusta, per una resistenza assoluta contro intemperie ed urti occasionali. Non ho tema di smentita, lasciatemelo dire, per dire che Canon e Nikon, da questo punto di vista, sono molto distanti e indietro in quanto a qualità. stabilizzatore sul sensore su 5 assi di rotazione e traslazione, che assicura ben 5 stop di vantaggio con tutte le ottiche, anche le più antiche. Prima di Pentax lo stesso sistema a 5 assi era stato usato da Olympus e Sony, ma solo sulle mirrorless. c) GPS e astrotracer integrati nel corpo macchina, il paradiso del paesaggista e dell'astrofotografo. Fotografie sempre geotaggate (utilissimo se si viaggia in luoghi lontani dalle strade, anche per i reportage) e possibilità di inseguimento della volta celeste fino a 5 minuti con ogni obiettivo. d) Pixel shifting: attivando questa modalità la fotocamera scatta quattro foto in rapidissima sequenza traslando il sensore di un pixel, e consentendo così all'immagine di essere realizzata, per ogni suo pixel, da tutte e tre le componenti RGB, aumentando di molto sia la nitidezza che la profondità colore. In pratica un "Foveon" (sensore Sigma) simulato. e) schermo snodabile con un sistema di movimento innovativo, robustissimo e che consente una ampia libertà di posizionamento dell'LCD posteriore. E in più... è bellissima Quel cupolino triangolare della copertura del pentaprisma, stile Pentax 6x7, è veramente magnifico. Anche l'occhio vuole la sua parte. Qui, sul sito ufficiale italiano, tutte le specifiche e le immagini del caso. Oltre al corpo macchina la Pentax ha anche annunciato la messa in vendita di un paio di obiettivi: 1) Il D-FA 15-30/2.8 2) Il D-FA 28-105/3.5-5.6 Che vanno ad aggiungersi ai già in commercio: 3) al D-FA 24-70/2.8 4) al D-FA 150-450/4.5-5.6 e, in commercio da aprile, 5) al D-FA 70-200/2.8 Inoltre, da anni, sono disponibili sul mercato del nuovo: 6) D-FA 50/2.8 Macro 7) D-FA 100/2.8 Macro 8) FA 35/2 9) FA 50/1.4 10) FA 31/1.8 Limited 11) FA 43/1.9 Limited 12) FA 77/1.8 Limited Quindi, all'uscita della full frame (fine aprile) saranno subito disponibili 12 obiettivi proprietari, 5 zoom e 7 fissi, da usare con questa macchina. Oltre a quelli dei produttori terzi. Oltre ovviamente tutti gli altri obiettivi anni 90 (autofocus) e 60-70-80 (manuali) prodotti da Pentax e da terze parti. E oltre agli obiettivi aps-c utilizzabili in crop-mode. In più, notizia recentissima, Pentax ha annunciato per il futuro (senza data certa) l'uscita di 13) Fish-eye zoom 14) Grandangolo luminoso 15) Normale luminoso 16) Mediotele luminoso 17) Ultra-grandangolo luminoso. Portando così a 17 elementi la futura line-up di lenti Pentax full frame; così, tanto per portarsi fortuna da sola...
  3. Dopo molto pensarci sono passato da LR5 ad LR6; ci ho pensato a lungo, perché non sono tipo che vuole essere aggiornato a tutti i costi e perché alla fine non mi sentivo particolarmente limitato con LR5. Bene, inizio subito dicendo che sbagliavo Andiamo con ordine. LR6 ha principalmente tre novità: l'HDR, le Panoramiche ed il filtro anti-foschia. Per il resto ha solo aggiornato il motore interno, cioè il Camera Raw, convertitore di file, che equipaggia anche Photoshop. In aggiunta a queste c'è la possibilità di "spennellare" i filtri radiali e digradanti che già esistevano, in modo da rendere ancor più selettiva la loro applicazione. Sono tre novità succose ma, tranne l'antifoschia, non aggiungono funzioni che già non potevano essere realizzate con altri programmi, fra l'altro anche molto buoni ed a volte gratuiti (come SNS-HDR, Photomatrix e Luminance HDR, per gli HDR e Microsoft ICE, Hugin, Autopano e altri per le panoramiche). Le stesse cose possono essere fatte anche con vecchie versioni di Photoshop, ma devo dire che sia la funzione HDR che quella panoramica sono pessime su PS, al limite dell'inutilizzabile. Qual è allora il punto forte di questo nuovo LR? Sicuramente il fatto che lavora gli HDR e le panoramiche direttamente sui raw, creando un nuovo .dng e non un .tiff come fanno tutti gli altri programmi. E' sicuramente la "rivoluzione" più importante, e spero che possa essere implementata su molti altri aspetti nelle versioni future. Andiamo in dettaglio sulle novità: 1) Filtro anti-foschia: non fa nulla che non facessero già i Lightroom precedenti attraverso le funzioni di contrasto, chiarezza e saturazione. E' quindi possibile emularlo su LR 5 o 4. Nonostante ciò lo considero già utilissimo perché, nell'automatismo di LR6, è veramente molto efficace e facile da utilizzare: basta smuovere di poco lo slide apposito per vedere una foto affetta da foschia diventare un bel quadro acceso. Purtroppo è anche facilissimo esagerare, creando miriadi di artefatti e risultati esagerati e parossistici: per le mie prove fino ad ora il dosaggio migliore è quello compreso tra +5 e +25, su una scala che arriva a +100. Per andare oltre +25 c'è bisogno di paesaggi nebbiosi, più che di foschia, per non creare foto orribili. Per quanto mi riguarda, però, questo strumento si può utilizzare non solo per recuperare paesaggi scialbi causa foschia, ma anche per dare un po' più di tono ad alcune foto scialbe causa brutta luce. Si recuperano bene quei paesaggi che ad esempio la luce del giorno rende piatti e bianchicci (e non invece quelli che rende già di per sé ipercontrastati). Di contro questo strumento può essere usato anche negativamente: si può cioè aggiungere una sorta di velatura alle foto che può essere comoda per donare un po' di suggestione a qualche scatto che la merita o per "ammorbidire" delle situazioni di luce dura. Anche qui è facilissimo esagerare Tutto sommato un ottimo strumento, che velocizza la postproduzione pur senza inventare nulla di veramente nuovo. Nota: su LR CC, la versione in abbonamento, è una funzione che può essere usata selettivamente su una sola parte di immagine. Su LR6, versione casalinga, no. Voto: 6,5 2) Panoramiche: sinceramente questa funzione non mi è piaciuta più di tanto. La creazione di panoramiche è lentissima (nonostante il supporto GPU), impiega minuti o addirittura una decina di minuti anche con panorami semplici, che ad esempio MS ICE (peraltro gratuito) divora in pochi secondi. In uno dei miei tentativi per l'unione di 7 foto ho misurato 22 secondi di elaborazione con MS ICE e 8 minuti con LR6! Veramente troppo lento, insomma. Ma se il risultato fosse buono, si potrebbe anche aspettare; invece il risultato è decisamente sotto le aspettative; le proiezioni disponibili per le panoramiche sono poche (solo 3) e le unioni lasciano spesso a desiderare, sprecando troppo delle foto iniziali o creando distorsioni e artefatti neanche troppo facili da correggere. Il punto di forza è sicuramente l'ottenimento di un raw invece che di un .tiff, ma la funzione panoramica di LR6 è veramente ancora troppo acerba, ed utilizzabile solo in casi in cui si debbano fare fusioni molto molto semplici. Voto: 4,5 HDR: è senza dubbio la novità per me più interessante di LR6. Per anni ho provato un po' tutti i programmi per creare HDR, non riuscendo ad essere soddisfatto se non quando ho scoperto SNS-HDR, un software abbastanza basilare (ma completo) che mi ha permesso di dosare bene l'impatto del tonemapping sulle foto, con risultati volta in volta molto naturali o più "pompati" per esaltare determinate situazioni. Punto forte di SNS-HDR sono i preset: non serve smanettare con le slide, i preset sono tanti (ma non troppi) e ben fatti e permettono di gestire ogni situazione. Sicuramente, in fatto di velocità, meglio utilizzare SNS-HDR: una volta creato il .tiff la foto è già quasi pronta. Il limite principale è la personalizzabilità: bisogna utilizzare file .tiff esportati da altri programmi per ottenerne uno di grosse dimensioni che a quel punto è veramente poco lavorabile. Se il preset non è perfetto ci si trova insomma un po' limitati nella lavorazione. LR rappresenta un po' l'opposto: l'HDR viene creato in maniera discretamente veloce (per fortuna), ma il risultato iniziale è decisamente bruttino. A questo punto però c'è il punto forte: il file ottenuto è un raw e mantiene tutte le informazioni originarie dei file originali fusi, il che significa che ha una lavorabilità semplicemente straordinaria. Niente artefatti, niente problemi, niente limiti anche giocando molto con le slide. In pratica non avrete un HDR (nel senso comune del termine) ma un nuovo raw con più dati, da sviluppare". Nei miei tentativi, molti, i risultati di Lightroom sono stati sempre sensibilmente superiori a quelli di SNS-HDR, anche se non di moltissimo. La differenza c'è e si nota sul profilo della naturalezza, anche se si perde un po' di impatto. Insomma con LR ci vuole più tempo, ma il risultato è senz'altro migliore. Mentre se si vuole un HDR bello pronto, meglio SNS. Voto: 9 Spero di essere stato utile
  4. Per quanto sia "pentaxiano" solo dal 2012, ho vissuto sulla mia pelle, tramite forum, Facebook e soprattutto raduni e meeting vari, l'ansia terribile che affliggeva tutti i miei compagni di marchio fino a ieri sera: la terribile e cupa disperazione di non avere una full frame a catalogo, "potenziale" acquisto che nessuno può permettersi ma che tutti vogliono sognare. Ecco, finalmente dopo tanti anni di annunci, voci, smentite, scherzi, pesci d'aprile e spernacchiate varie, Ricoh (nuovo proprietario danaroso) ha annunciato l'uscita di una Pentax a formato 35mm per la fine del 2015. Non solo, ha anche annunciato un 70-200/2.8 ed un 150-450/4.5-5.6 a corredo del nuovo corpo macchina; altri due obiettivi che i pentaxiani reclamavano da tempo. Nel giro di quest'anno probabilmente uscirà fuori qualche notizia anche di un 24-70/2.8 o simile, a completare il "corredo minimo" per la nuova fotocamera. Ecco, sicuramente il prezzo sarà ben maggiore di quanto potrò permettermi e quindi, volente o nolente, non è un prodotto che stuzzica la mia fantasia (in realtà non lo sarebbe neanche a 1000, e forse neanche a 500€...). Però sono contento per i poveri sventurati che non ne potevano più di aspettare, e sono contento del fatto che sui forum nessuno mi dirà più "e però con Canon e Nikon puoi passare a fulfreim", detto di solito da persone che fanno le pulci alla 1200D e cercano di risparmiare 30€ facendosi arrivare la D7100 in importazione parallela da Plutone... Insomma, Pentax c'è (o almeno ci prova) (Ora come ora ha solo sette obiettivi dichiarati esplicitamente per full frame: 31/1.8, 43/1.9, 77/1.8, 50/2.8 Macro, 100/2.8 Macro, 70-200/2.8 e 150-450/4.5-5.6; non sono certamente tanti, ma con un paio di aggiunte fra i fissi e un paio tra gli zoom, potrebbe essere interessante per chi può spendere. Ci sono poi ovviamente Tamron, Sigma e Samyang, nonché tutte le vecchie ottiche autofocus Pentax, tra cui un 18-35/4-5.6, un 35/2 e un 50/1.4 solo da poco usciti fuori produzione).
  5. Guest

    Premi EISA 2014-2015

    Anche quest'anno l'EISA, l'Associazione europea immagine e suono (un ente che raccoglie le opinioni delle maggiori riviste del settore elettronico audio e video) ha proclamato i suoi premi dedicati all'elettronica di consumo in ambito audio e video, per i prodotti usciti in seguito all'assegnazione dei premi dello scorso anno. Ovviamente, in ambito video, rientra anche la categoria fotografia. Qui sul sito potete leggere i risultati ufficiali categoria per categoria. Ovviamente si sente tutto il peso di marchi e pubblicità, ma devo dire che in fin dei conti in generale tutte le scelte effettuate sono abbastanza giustificabili razionalmente, anche se la divisione in mille categorie aiuta a dare un contentino ad ognuno Tra le cose più interessanti: 1) Reflex "Consumer": Canon 1200D 2) Reflex Professionale: Nikon D4 3) Reflex "Advanced": Pentax K-3 Risultati prevedibili, visto che in ambito consumer nulla può battere i prezzi stracciati di Canon sul suo modello inferiore discendente di una linea vendutissima (1000d, 1100d, 1200d); sono macchine infinitamente castrate e con varie lacune, ma a quel prezzo non hanno concorrenza e sono il modo migliore per entrare a pié pari nel mondo della fotografia. In ambito pro la Nikon D4 non ha rivali, Canon non ha mai raggiunto e non raggiunge quei livelli di qualità costruttiva (sarà uno stereotipo, ma è così...). In ambito "utente avanzato" o "semi-pro" che dir si voglia è senza rivali anche la Pentax K-3: Canon da anni non presenta un'aps-c decente, mentre Nikon dopo le ottime D90 e D7000 s'è arenata. Pentax invece ha presentato una fotocamera di gran lunga migliore di tutto ciò che offre la concorrenza; imbattibile, insomma. In quanto agli obiettivi: 1) Miglior obiettivo (in generale) reflex: Sigma 50/1.4 DG HSM 2) Miglior obiettivo zoom per reflex: Tamron 16-300 f/3.5-6.3 DI II VC PZD 3) Miglior obiettivo telezoom per reflex: Tamron 150-600 f/5-6.3 VC USD Un bel premio per Sigma, che in quest'ultimo periodo sta letteralmente sconquassando il mercato con uscite di obiettivi fissi e zoom di qualità altissima; basta leggere i forum stranieri e italiani più frequentati per leggere quanta gente sta rapidamente passando ad ottiche Sigma meno costose e più performanti delle ottiche "casalinghe" di Nikon, Canon e Pentax. Per questo mi sorprende il solo inserimento del 50/1.4 e l'esclusione, ad esempio, del 18-35/1.8, che mi sembra un obiettivo ben più interessante, qualitativo e rivoluzionario del tuttofare Tamron 16-300. Un po' di perplessità per questa scelta. Nessun pensiero invece sulla scelta del miglior telezoom, con Tamron che ha finalmente affiancato e sfidato in maniera degna i vendutissimi Sigma 150-500 e Sigma 50-500. Infine le mirrorless (o compatte ad obiettivo intercambiabile): 1) Migliore mirrorless "Consumer": Olympus OM-D E-M10 2) Migliore mirrorless "Professionale": Sony Alpha 7R 3) Migliore mirrorless "Advanced": Fujifilm X-T1 Ulteriori premi a varie Panasonic Lumix, tra cui quello video per la GH4. Anche in questo caso, come per le reflex, i premi sono andati "un tanto per uno" a tutti i marchi che compongono il segmento mirrorless. Indiscutibili i premi a Sony (l'unica full frame mirrorless, per adesso) ed a Panasonic (la GH4 è unanimamente riconosciuta come la miglior fotocamera per video). Mi rende un po' per plesso il "consumer" affibbiato alle OM-D EM-10 visto il prezzo non proprio popolare di 600€ circa e vista la presenza nella stessa fascia di prezzo della Sony A6000, che mi sembra decisamente più innovativa e performante, nonché con un sensore più grande e migliore. L'affezione che si è guadagnata Fuji con gli ultimi suoi prodotti da parte di chi già sa usare una macchina fotografica e magari ha bisogno di un corpo "leggero" oltre la reflex, ma con la stessa qualità, giustificano ampiamente il premio dato alla X-T1, fotocamera davvero completa ed al top.
  6. Sperando di fare cosa gradita vi copincollo la parte del testo del recentissimo decreto-legge governativo sull'arte riguardante la libertà di poter fotografare nei musei e nei siti artistico-culturali, possibilità per ora negata nella grande maggioranza dei casi. Tutto bello? Nì, come al solito. Innanzitutto è solo un decreto, bisognerà vedere il testo della conversione in legge, se ci sarà. In seconda istanza è da notare come la libertà di fotografare viene finalmente ristabilita (non era mai stata vietata ufficialmente), ma c'è ancora un grosso limite alla pubblicazione. Sono comunque esclusi utilizzi commerciali delle fotografie scattate. Ovviamente, come al solito, il controllo sarà praticamente impossibile e quindi sono criteri inutili e superflui, lasciati ad hoc nel caso si voglia "bloccare" qualcosa di sgradito. Un terzo punto critico è dato dal fatto che le regole valgono solo per i siti pubblici, quindi gestiti da enti pubblici o enti locali, mentre non ha alcun valore in mostre private o luoghi gestiti da privati, che possono tranquillamente vietare di far foto. In dubbio, per me, rimangono luoghi pubblici dati in concessione a privati (ma probabilmente rientreranno nella "libertà" suddetta). Mi sembrano giusti i limiti di utilizzo del flash e degli stativi, non tanto per il rischio di rovinare le opere quanto più per il fastidio che possono dare alla fruizione dell'utenza non fotografica.
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