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  1. Ciao a tutti, sono Claudia, una fotografa non professionista. Per la postproduzione della mie fotografie uso Lightroom, che mi piace moltissimo. Tuttavia riscontro dei problemi per quanto riguarda i colori. Mi spiego meglio. Uso un portatile Acer per la pp, purtroppo non posso fare altrimenti, quindi devo farmi andare bene il mio pc portatile. Quando sono soddisfatta della pp, esporto la fotografia e spesso la carico sui miei social e la metto sul mio telefono. Ecco, quando visualizzo la foto sui social dal telefonino, la vedo molto diversa da quella postprodotta visualizzandola a pc. Di solito, è molto più calda del normale e mi pare che cambi anche qualche colore. Qualcuno per caso sa darmi un suggerimento sulla questione? Sarò felice di darvi ulteriori dettagli, se ne aveste bisogno. Grazie in anticipo! Claudia
  2. Avrei bisogno di una mano per rimuovere il rumore dal cielo Ad esempio in uno scatto all alba o al tramonto nel cielo nelle zone un po più luminose ......come potrei fare? Inoltre Avrei bisogno di un consiglio su come esporre una foto.... In generale se è una foto di paesaggio e faccio un unico scatto espongo per i cieli e il primo piano risulterebbe "scuro" poi in pp vado ad aprire le ombre...solo che se apro troppo le ombre come penso che sia si genera rumore ....un consiglio per fare in modo che sia tutto esposto correttamente? Uso lightroom quindi dovrei dosare esposizioni ed ombre? Mi date una mano Grazie Federico
  3. Quest'oggi vi faccio un paio di post un po' meno usuali dai soliti, cercando di descrivevi la mia giornata di sabato allo Show Leica di Roma, presso Officine Fotografiche ad Ostiense, un evento di presentazione delle nuove fotocamere Leica S (Type 007) e Leica SL (Type 601), rispettivamente una medioformato reflex, ed una full frame mirrorless. Leica però non si limita alla sola presentazione dei prodotti ma, per fortuna, organizza tutta una serie di eventi di contorno decisamente interessanti, tra cui seminari, lezioni e workshop (oltre le solite letture del portfolio). Tutti gratuiti, ovviamente. Mi preme sottolineare la preparazione, la gentilezza, la cordialità e anche l'assenza di spocchia di tutti gli incaricati Leica: credo fosse palese che non ho (e probabilmente non avrò) mai i soldi per comprare i loro prodotti, ma nonostante ciò sono stato trattato "da signore" da tutti i partecipanti. Non è cosa che accade sempre, altri marchi non si dimostrano così signorili. Nella giornata di sabato, tra una prova e l'altra, sono riuscito ad assistere a tre di questi seminari, che vi andrò di seguito a riassumere perché mi sono sembrati interessanti, ma soprattutto per spronarvi a partecipare ad eventi simili quando capita, perché si impara molto e ci si diverte abbastanza Di sicuro più che a discutere su un forum sul fatto che sia meglio Canon o Nikon. Più tardi farò un post anche sulla mia prova sbrigativa delle due fotocamere sopra indicate, pur sapendo benissimo che sono fuori portata economica per gran parte di noi; ma è sempre bello conoscere il livello di un marchio come Leica, che è un po' lo stato dell'arte dell'ottica (assieme a Zeiss e Hasselblad). Ma torniamo ai seminari: Show Leica (SL, come il nome della fotocamera presentata: anche nei dettagli si vedono le cose ben preparatem, dedicato ai "progressive photographers" (e a me in effetti i King Crimson piacciono un casino. Questa la capisce solo chi è musicofilo ). 1) Seminario sullo sviluppo dei raw in Lightroom: c'era Simone Bassani, fotografo, grafico e sviluppatore di foto altrui; un seminario veramente, veramente, veramente bello ed istruttivo, l'approccio del tizio è decisamente condivisibile e le sue spiegazioni m'hanno fatto capire abbastanza come migliorare l'uso di Lightroom, almeno in qualche particolare situazione. Ha insistito moltissimo sulla calibrazione-profilazione-color checker-prove di stampa-etc etc., spiegando bene come funziona il pannello di calibrazione di LR. M'è spiaciuto averlo sentito solo per un'oretta e poco più, meritava tutta la giornata d'ascolto (lui ha parlato tutto il pomeriggio, ma io avevo anche altro da fare). Da poche prove a video ha mostrato come anche una semplice riduzione rumore applicata molto lievemente (parliamo di un +10/+20 su LR) distrugga del tutto gran parte delle caratteristiche dello sfocato Leica (per i cui obiettivi si pagano migliaia e migliaia di euro) se non gestito opportunamente: un esempio illuminante, a cui non avevo mai fatto caso. Prendendo il dettaglio del passaggio da zona a fuoco a zona fuori fuoco (uno dei punti di forza di Leica, da sempre) l'insegnante ha dimostrato come una minima riduzione rumore facesse perdere del tutto la gradualità, inficiando in grande tutta la tridimensionalità della foto. Stesso discorso per i colori, l'apertura delle ombre o la scelta del punto di nero, che se fatti senza troppa consapevolezza riescono a "far male" ad immagini così avanzate. E' stata sottolineata inoltre la relativa importanza dell'istogramma: utilissimo, ma che comporta di per sé fino ad un 30% di errore (che consente quindi margini di manovra oltre i limiti grafici dell'istogramma stesso). Interessantissimo anche il metodo illustrato per dare un proprio stile alle foto che si stanno postproducendo, soprattutto per creare omogeneità all'interno dello stesso progetto (in particolare venivano mostrate foto di reportage); si parlava di postprodurre decine di migliaia di foto (tante sono quelle che vengono consegnate al grafico da un fotografo reportagista...) dando una propria impronta a tutto il set, per poi tirarne fuori un centinaio da postprodurre con più attenzione. Il tutto consiste nel profilare a puntino la fotocamera (con un color checker) e utilizzare quella profilazione per avere una base di sviluppo "neutra" su LR. Da lì, sul pannello calibrazione (che è "in ingresso" e non "in uscita" come gli altri pannelli) Bassani ha mostrato come starare a puntino la taratura, in modo da dare una visione personale dell'immagine, basandosi non tanto sul gusto e su tentativi empirici, quanto più su una impostazione basata sullo studio del colore. Tutto veramente molto bello. 2) Seminario sul ritratto ambientato: con Andrea Boccalini, fotografo più che altro di musicisti e gruppi musicali (a giudicare dalle immagini presentate), per booklet, locandine e quant'altro. Un'ora di divertimento puro, il tizio è un ragazzoromano più che alla mano e con la stessa eloquenza di Mario Brega mischiato con Zerocalcare. Interessante, anche se sono rimasto ad ascoltarlo più per farmi due risate che per saperne qualcosa di un genere di cui, come forse sapete, mi interessa poco e nulla. Anche se qualcosa di buono per le foto ai concerti ce l'ho tirato fuori, visto che Boccalini ha parlato molto del rapporto tra fotografo e musicista fotografato, e soprattutto della valenza di quest'ultimo all'interno dell'immagine. Ovviamente nulla togliendo all'ottimo insegnante, se ho recepito poco è proprio per una mia mancanza di interesse nella ritrattistica. 3) Seminario sulla street: presenta Stefano Mirabella, fotografo street. Simpatico, tranquillo e pacioso (e molto zen e sereno), è stato però il momento per me meno interessante. Né è uscito fuori che la street è soprattutto culo (e già lo si sapeva) e attesa, e comunque i risultati nove volte su dieci sono orribili (sempre per i miei gusti ) Ha presentato foto street fatte da altri (alcune di una bruttezza rara, altre molto simpatiche), ma le migliori erano decisamente un paio di suoi scatti a colori. Mirabella ha parlato dell'approccio del fotografo street, della privacy e della conseguente deriva legale, risultando semplice, comprensibile e soprattutto dotato di non comune buonsenso (solitamente vengo a contatto con fotoamatori street il cui senso del rispetto è sotto le proprie suole). Ha parlato e mostrato video di un fotografo australiano (mi pare) Magnum, tale Trent Parke, un mostro della street internazionale (a quanto pare, io non lo conoscevo), le cui foto io non userei neanche come carta igienica tanto mi sono sembrate brutte ed insulse. Ma tant'è, è evidente che io non riesca a capire la street Mirabella ha vantato le capacità del 50mm di rendere le scene naturali, ma poi ha detto che scatta col grandangolo (28mm su full frame); divertente anche l'aver dichiarato che non si può fare street con un tele perché la propria presenza nella scena è fondamentale per connotarla e, allo stesso tempo, l'aver dichiarato che il fotografo street deve essere invisibile e non influenzare la scena. Consueto anche l'approccio minimale con la postproduzione, salvo poi creare bianco e neri spettacolari ed, ovviamente, inesistenti "in natura". E così, di contraddizione in contraddizione, è andato avanti per tutta la lezione, arrivando finalmente a dire, con molta onestà e pacatezza, che la street è un genere che non può prescindere dalla fortuna, che conta più di qualsiasi altro parametro e capacità. Amen. Su quest'ultimo seminario è iniziato però il delirio pubblicitario Leica, che giustamente non poteva mancare in un evento del genere, ma che forse su questo punto si è spinto un po' oltre mettendo un po' in difficoltà anche l'oratore. L'insegnante ha iniziato a parlare della Leica Q (la fotocamera da lui attualmente utilizzata) in termini più che altro pubblicitari (e non ci sarebbe nulla di male), mostrando video assolutamente RIDICOLI in cui si spiegava cone con la Q si può scattare in autofocus, ma anche in MANUALE (ma no?) e con l'esclusiva IPERFOCALE Leica (ma che daVero?), che poi altro non è che... l'iperfocale. No niente, proprio l'iperfocale normale. Evvabbè. Glielo si può concedere vista la perfezione di tutto il resto dell'organizzazione e delle lezioni Spero di avervi messo un po' di curiosità su questo tipo di eventi Segue parte due sull'attrezzatura provata in post apposito nella sezione apposita.
  4. Ciao a tutti, sono nuovo del forum. Avrei bisogno di un consiglio, mi sto spostando molto in questi anni e non ho una fissa dimora, sto facendo un corso di fotografia on-line, che finora ho seguito dallo smartphone. Ora avrei bisogno di un portatile leggero e abbastanza potente per Photoshop o Lightroom, visto che il corso mi ha dato assignament on cui usare uno di questi programmi di fotoritocco. Purtroppo ora non ho un gran budget...vorrei acquistare una macchina non superando 250/300€ quindi devo accontentarmi di una cosa modesta, ma ora va bene, non cerco velocita nè superprestazioni, visto che installerei solo Photoshop o Lightroom, una macchina con 4GB di RAM sarebbe sufficiente? In attesa di acquistare in futuro notebook più potente, semprese le mie foto ne avranno la pena di essere modificate. E se trovassi un usato tenuto bene? Visto che sono in "emergenza" devo accontentarmi di quello che trovo, l'importante è che riesco a lavorare sulle foto per il corso, voi pensate sia da escludere a priori. Mi serve solo per uno di questi due programmi e lavorare sulle foto, anche se sara lento per ora mi accontento, l'unica cosa che mi "spaventa" e la visualizzazione sullo schermo... Grazie!!!
  5. Ciao a tutti, ho visto che su Adobe Lightroom è possibile attivare la "vista secondaria" per la parte Libreria. Sicuramente mi sarebbe comodo poter portare sul monitor esterno la foto da postprodurre e lasciare sul monitor del portatile le impostazioni. Si può fare? Grazie, Stefano.
  6. Ciao a tutti!! Sto elaborando le foto che ho scattato ad un evento presso una discoteca. Come al solito per applicare il logo del locale uso l'elaboratore immagini ma... Come faccio per applicare un certo livello di contrasto a tutte le foto?? ho provato con la solita azione ma non ci riesco. Sapete aiutarmi?
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