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  1. Un saluto a tutti sono appena arrivato, cerco dritte da qualcuno piu scafato di me con RawTherapee. Il mio problema è questo: quando sviluppo un nef in BN dopo tutte le correzioni del caso vedo a monitor quello che mi pare giusto ma quando lo faccio stampare mi rimane una leggerissima dominante verdina, più evidente sui toni medio alti, pari una intensità più o meno equivalente ad un valore di 10 - 15 dei vecchi filtri in gelatina del tempo della fotografia analogica. Uso RT in Linux e l'effetto e identico su due diversi pc. Premetto che sto smanettando in RT da poco, devo decidere quale usare tra RawTherapee e LightZone ho gia scartato DarkTable perchè mi pianta il pc quando salvo.
  2. Ciao a tutti, ho scattato questa foto qalche giorno fa, siccome sono alle prime armi, vorrei un vostro parere. Ho posizionato il soggetto a desta in modo fare percepire la profondità e l'altezza della parete e questa composizione mi sembra abbastanza riuscita. Ho cercato di fare del mio meglio con lightroom per accentrare il più possibile l'attenzione sullo scalatore e dare un senso di prfondità alla foto, forse avre dovuto tagliare la pianta verde in primo piano perchè distogle un po l'attenzione dallo scalatore. In ogni caso voi avreste ritoccato la foto in modo diverso? come composizione cosa ne pensate? Grazie mille per i consigli.
  3. Dopo molto pensarci sono passato da LR5 ad LR6; ci ho pensato a lungo, perché non sono tipo che vuole essere aggiornato a tutti i costi e perché alla fine non mi sentivo particolarmente limitato con LR5. Bene, inizio subito dicendo che sbagliavo Andiamo con ordine. LR6 ha principalmente tre novità: l'HDR, le Panoramiche ed il filtro anti-foschia. Per il resto ha solo aggiornato il motore interno, cioè il Camera Raw, convertitore di file, che equipaggia anche Photoshop. In aggiunta a queste c'è la possibilità di "spennellare" i filtri radiali e digradanti che già esistevano, in modo da rendere ancor più selettiva la loro applicazione. Sono tre novità succose ma, tranne l'antifoschia, non aggiungono funzioni che già non potevano essere realizzate con altri programmi, fra l'altro anche molto buoni ed a volte gratuiti (come SNS-HDR, Photomatrix e Luminance HDR, per gli HDR e Microsoft ICE, Hugin, Autopano e altri per le panoramiche). Le stesse cose possono essere fatte anche con vecchie versioni di Photoshop, ma devo dire che sia la funzione HDR che quella panoramica sono pessime su PS, al limite dell'inutilizzabile. Qual è allora il punto forte di questo nuovo LR? Sicuramente il fatto che lavora gli HDR e le panoramiche direttamente sui raw, creando un nuovo .dng e non un .tiff come fanno tutti gli altri programmi. E' sicuramente la "rivoluzione" più importante, e spero che possa essere implementata su molti altri aspetti nelle versioni future. Andiamo in dettaglio sulle novità: 1) Filtro anti-foschia: non fa nulla che non facessero già i Lightroom precedenti attraverso le funzioni di contrasto, chiarezza e saturazione. E' quindi possibile emularlo su LR 5 o 4. Nonostante ciò lo considero già utilissimo perché, nell'automatismo di LR6, è veramente molto efficace e facile da utilizzare: basta smuovere di poco lo slide apposito per vedere una foto affetta da foschia diventare un bel quadro acceso. Purtroppo è anche facilissimo esagerare, creando miriadi di artefatti e risultati esagerati e parossistici: per le mie prove fino ad ora il dosaggio migliore è quello compreso tra +5 e +25, su una scala che arriva a +100. Per andare oltre +25 c'è bisogno di paesaggi nebbiosi, più che di foschia, per non creare foto orribili. Per quanto mi riguarda, però, questo strumento si può utilizzare non solo per recuperare paesaggi scialbi causa foschia, ma anche per dare un po' più di tono ad alcune foto scialbe causa brutta luce. Si recuperano bene quei paesaggi che ad esempio la luce del giorno rende piatti e bianchicci (e non invece quelli che rende già di per sé ipercontrastati). Di contro questo strumento può essere usato anche negativamente: si può cioè aggiungere una sorta di velatura alle foto che può essere comoda per donare un po' di suggestione a qualche scatto che la merita o per "ammorbidire" delle situazioni di luce dura. Anche qui è facilissimo esagerare Tutto sommato un ottimo strumento, che velocizza la postproduzione pur senza inventare nulla di veramente nuovo. Nota: su LR CC, la versione in abbonamento, è una funzione che può essere usata selettivamente su una sola parte di immagine. Su LR6, versione casalinga, no. Voto: 6,5 2) Panoramiche: sinceramente questa funzione non mi è piaciuta più di tanto. La creazione di panoramiche è lentissima (nonostante il supporto GPU), impiega minuti o addirittura una decina di minuti anche con panorami semplici, che ad esempio MS ICE (peraltro gratuito) divora in pochi secondi. In uno dei miei tentativi per l'unione di 7 foto ho misurato 22 secondi di elaborazione con MS ICE e 8 minuti con LR6! Veramente troppo lento, insomma. Ma se il risultato fosse buono, si potrebbe anche aspettare; invece il risultato è decisamente sotto le aspettative; le proiezioni disponibili per le panoramiche sono poche (solo 3) e le unioni lasciano spesso a desiderare, sprecando troppo delle foto iniziali o creando distorsioni e artefatti neanche troppo facili da correggere. Il punto di forza è sicuramente l'ottenimento di un raw invece che di un .tiff, ma la funzione panoramica di LR6 è veramente ancora troppo acerba, ed utilizzabile solo in casi in cui si debbano fare fusioni molto molto semplici. Voto: 4,5 HDR: è senza dubbio la novità per me più interessante di LR6. Per anni ho provato un po' tutti i programmi per creare HDR, non riuscendo ad essere soddisfatto se non quando ho scoperto SNS-HDR, un software abbastanza basilare (ma completo) che mi ha permesso di dosare bene l'impatto del tonemapping sulle foto, con risultati volta in volta molto naturali o più "pompati" per esaltare determinate situazioni. Punto forte di SNS-HDR sono i preset: non serve smanettare con le slide, i preset sono tanti (ma non troppi) e ben fatti e permettono di gestire ogni situazione. Sicuramente, in fatto di velocità, meglio utilizzare SNS-HDR: una volta creato il .tiff la foto è già quasi pronta. Il limite principale è la personalizzabilità: bisogna utilizzare file .tiff esportati da altri programmi per ottenerne uno di grosse dimensioni che a quel punto è veramente poco lavorabile. Se il preset non è perfetto ci si trova insomma un po' limitati nella lavorazione. LR rappresenta un po' l'opposto: l'HDR viene creato in maniera discretamente veloce (per fortuna), ma il risultato iniziale è decisamente bruttino. A questo punto però c'è il punto forte: il file ottenuto è un raw e mantiene tutte le informazioni originarie dei file originali fusi, il che significa che ha una lavorabilità semplicemente straordinaria. Niente artefatti, niente problemi, niente limiti anche giocando molto con le slide. In pratica non avrete un HDR (nel senso comune del termine) ma un nuovo raw con più dati, da sviluppare". Nei miei tentativi, molti, i risultati di Lightroom sono stati sempre sensibilmente superiori a quelli di SNS-HDR, anche se non di moltissimo. La differenza c'è e si nota sul profilo della naturalezza, anche se si perde un po' di impatto. Insomma con LR ci vuole più tempo, ma il risultato è senz'altro migliore. Mentre se si vuole un HDR bello pronto, meglio SNS. Voto: 9 Spero di essere stato utile
  4. Volevo proporre una di queste due foto, o entrambe probabilmente nella sezione "Critica foto"; poi ci ho ripensato, ritenendole due esempi ideali per parlare di un argomento abusatissimo ma mai trascurato in tutti i luoghi in cui si parla di fotografia: lo sviluppo e la post-produzione. Non tanto sul *come* ho ottenuto le foto, ma più che altro sul *perché*: entrambe le immagini infatti rappresentano abbastanza bene quel che intendo io con postproduzione. Fra i due scatti, molto simili, passano un po' di minuti e lo sviluppo è declinato in maniera opposta: nello scatto a colori ho cercato di ricreare la scena come l'avevo vista, nella maniera più aderente alla mia memoria; nello scatto in bianco e nero, invece, ho cercato di esaltare quel che avevo notato, eliminando tutto il resto della realtà dello scatto. (Paradossalmente tutti quelli che l'hanno commentate su Facebook hanno avuto l'impressione opposta, di una maggiore lavorazione della foto a colori rispetto al bianco e nero...). La foto a colori è questa: Fumo nella foschia / Smoke in the mist by Abulafia82, on Flickr Lo scorcio è il solito che vi ho presentato tante volte, e che si vede nel mio solito tragitto parcheggio-lavoro, cioè una valle ciociara vista dal Belvedere di Arpino (FR). Ovviamente ciò che mi ha colpito in una scena fotografata già tantissime volte è stata la presenza del fumo e della foschia a banchi, oltre che di una luce ben diffusa dalle nuvole. La foto è scattata col solito 18-55 kit. Con questa foto vi voglio far intuire come sia IMPOSSIBILE per un raw catturare quella che è la scena REALE fotografata. Il raw infatti, come file grezzo, deve essere il più scialbo e neutro possibile per permettere poi, in fase di demosaicizzazione e sviluppo, di avere quanti più dati possibili per poter al meglio gestire l'immagine. In questo caso il raw mostra tutti i suoi limiti (in realtà vantaggi) descrivendo una realtà che non esisteva e che ho dovuto "caricare" d'effetto per riportarla allo stato di fatto. Qui trovate il confronto su uno screenshot di Lightroom: https://www.dropbox.com/s/m4uuxllv6hvp14d/Screenshot%202015-01-21%2018.36.37.png?dl=0 Se qualcuno fosse scettico sulla lavorazione, dico solamente che la foto in raw non può in alcun modo rappresentare la realtà: la foto è stata fatta all'una di pomeriggio, con il sole a picco (benché velato dai nuvoloni), una luce dura e i colori resi vividi dalla pioggia. Il raw è esattamente l'opposto (oltre ad aver male bilanciato il bianco). Questa foto sembra incredibilmente lavorata, mentre gli accorgimenti che ho messo in atti servivano solo a riprendere la scena nella maniera più reale ed interessante possibile. ____________________________________________ Al contrario quest'altra foto l'ho postprodotta con tutta un'altra volonta, cioè quella di dare estremo risalto al pennacchio di fumo e ad un forte fascio di luce che illuminava quella zona bucando le nuvole. Per esaltare il momento ho pensato di usare il bianco e nero, che aiuta a concentrare l'attenzione ed evitare distrazioni. Fumo / Smoke by Abulafia82, on Flickr In questo caso la lavorazione è stata rapida (un paio di filtri radiali, uno per esaltare la zona del pennacchio di fumo, l'altro per scurire ed appiattire il resto dell'immagine), ed il risultato è totalmente innaturale ma d'impatto come me l'ero immaginato. Come dicevo, su Facebook, i riscontri sono stati tutti opposti a quel che è stata invece la mia lavorazione: tutti hanno interpretato come più "naturale" la foto in bianco e nero (chissà come il bianco e nero può mai risultare "naturale", considerando che noi vediamo a colori), mentre quella a colori è stata da alcuni considerata troppo "photoshoppata" (ed io Photoshop neanche lo ho...). Riassumendo un po', vorrei ricordare che: 1) Il raw è tutto tranne che "reale"; 2) Il jpg da macchina, che interpreta il raw in base alle impostazioni di fabbrica o quelle regolate da noi, è un compromesso fra il raw e la reale scena fotografata; 3) il jpg ottenuto dallo sviluppo del raw può essere sia la cosa più vicina alla realtà, sia la cosa più distante; 4) non sempre la scena più di impatto è quella più artefatta; 5) c'è un'enorme differenza nel voler fotografare quel che si è visto, o voler fotografare ciò che si è notato. Nel primo caso è la scena che regge le sorti della fotografia, e deve essere interessante di per se stessa; nel secondo caso la scena è invece interpretata e la fotografia è retta dall'interpretazione che il fotografo vuole dare, in base a ciò che ha reputato importante. Sperando di non avervi annoiato e di stimolare un po' la discussione
  5. Ciao a tutti, ho visto che su Adobe Lightroom è possibile attivare la "vista secondaria" per la parte Libreria. Sicuramente mi sarebbe comodo poter portare sul monitor esterno la foto da postprodurre e lasciare sul monitor del portatile le impostazioni. Si può fare? Grazie, Stefano.
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