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il signor mario

Steve MacCurry

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Presente. Vengo vestito da Mujaheddin così me fa na foto, divento famoso e ciccia  a tutti.

A parte gli scherzi e nonostante critiche e contraddizioni, è uno di quelli che mi fa viaggiare come pochi con i suoi scatti. 

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12 minuti fa, fedepan dice:

uhhh sarebbe bello aprire una discussione su questo ma poi finisce a cazzotti :P

 

Io ne ho già viste troppe, purtroppo nella vita si evolve e credo di aver donato anche troppi euro alla causa mccurry :D

Mi interessa però sentire pareri. Ammetto che la mia conoscenza è fin troppo superficiale ed il mio gradimento è meramente estetico.

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7 minuti fa, fedepan dice:

A McCurry riconosco grandi meriti, fra cui:

La Tenacia: E' un uomo che ha fatto del metodo e della ripetitività una forma d'arte, quando ci parlai a Siena al Santa Maria della Scala sottolineò come per scattare la famosa foto del treno al taj mahal fosse stato li per settimane e mesi a scattare quella foto ad ogni alba ed ogni tramonto in attesa di quello scatto.

La leadership di target: Lui ha avuto l'intuizione di capire che l'unico modo per diventare famosi era quello di contestualizzarsi nel mercato al quale tutti i foto-amatori ambiscono, lui stesso definisce il suo stilo iconografico dando luogo nel mondo degli amatori ad una serie di luoghi comuni e miti che sono assolutamente falsi ma che tutti seguono! Non mi riferisco al fotoamatore con spregio ma piuttosto quasi a come vittima inconsapevole di questo meccanismo.

Nella sua foto non c'è poesia per me, ma tanta post produzione, tanta dedizione, tanta tenacia e regole fisse seguite in modo ferreo! Non è un caso che lui abbia i suoi postproducers e che di recente sia scoppiato un piccolo caso in merito ad un famoso errore in una sua foto, ma questo va bene, succede fa parte del mestiere, il vero problema è che tutti pensano che lui sia un fotografo di reportage quando lui è un fotografo iconografico almeno nel periodo più recente poi detto questo,

tanto di cappello e rispetto a chi le foto quando tiravano le bombe le ha fatte!


Io non sono un detrattore di Steve, anzi, lo ammiro molto semplicemente lo ammiro però per quello che è il che non significa essere da meno di quanto sui forum o molti lo percepiscono ma essere una cosa diversa.

Avete visto le sue foto dell'umbria, a parte le foto di copertina fatta con una modella stupenda e proprio come piacciono a lui ed ai fotoamatori da fotografare

http://www.sensationalumbria.eu/it/la-mostra-sensational-umbria-steve-mccurry_2.html

il resto delle foto è assolutamente banale, scontato privo di pathos specialmente per me che ho il papa di gubbio e che se anche sono vivo il palio di siena da senese ho vissuto con i miei cugini la corsa dei ceri di gubbio e che ho potuto guardare quella mostra con occhi di confronto e critici... li si è accesa la lampadina...!!!

Certo, fare i ritratti con certa gente e spacciarli per... camminavo per la strada ed ho incontrato lui allora io sono babbo natale

http://blogger.centoparole.it/wp-content/gallery/steve_mccurry/Steve-McCurry-001.jpg

poi posso far finta di crederci e battere le mani un po' come se in umbria camminando per la strada un giorno per caso guarda caso chi si incontra?! Veronica Corvellini e guarda caso proprio quel giorno mentre Veronica esce per un caffé incontra il grande reportagista McCurry... credo più volentieri che un giorno di pioggia per caso mirko e licia si sono incontrati... e kiss me kiss me licia...

Questo è un lavoro di scounting fatto in una certo modo finalizzato ad un certo obiettivo... così come la foto che segue le linee guida della colorimetria di mcurry e di alcune regole che sono ricorrenti nei suoi ritratti...

Detto ciò, McCurry rimane sicuramente un grandissimo e lo sarà sempre 

 Veramente interessante.......che McCurry sia diventato un brand l'avevo intuito e condivido che è un maestro nel creare quello che tutti gli spettatori si aspettano di vedere. 

Vero che il McCurry come fotoreporter di guerra è un'altra storia.....ma ti faccio una domanda banale: 

Credi sia eticamente scorretto proporre una certa visione di certe realtà preparandole ad Hoc o pensi che ci possa essere anche un fine "documentaristico per il mercato" e quindi l'immagine finale può anche essere il frutto di un lavoro studiato a monte?Leggevo su un libro di Freeman del suo conflitto che ha provato quando l'hanno chiamato per un servizio sui crimini durante il regime di Pol Pot in Cambogia. Professionalità e cura delle immagini sempre e comunque (questo è il suo lavoro ed il pubblico ha delle aspettative) oppure distacco per sembrare eticamente più corretti?  Forse è semplice la questione ma non riesco a venirne a capo. Sbaglio o anche Salgado è andato verso questa direzione? Il suo lavoro Genesi è di una ricchezza immensa ma gli Indios in posa mi hanno fatto venire dei dubbi sull'utilità di inserirli in un'opera come quella.

 

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Interessante, al punto da pensare.... anzi da porre una domanda, ho recentemente postato un link che porta ai lavori di Kirsty Mitchell, lavoro interessante il suo ma molto teatrale e a volte cinematografico, cioè mi spiego meglio..... se mi trovo in un bosco e la luce o il soggetto o quant'altro che posso incontrare mi permettono di effettuare uno scatto inusuale, d'atmosfera, magico, allora mi ritengo bravo? fortunato?......, ritornando alla Mitchell quanto di suo c'è negli scatti che vediamo, visto che li costruisce di sana pianta. Ma forse mi rispondo da me, pensando che quello che riprende è comunque frutto della sua immaginazione e del suo genio.

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martedì ho un corso tutto il giorno, e non potrò andare (anche se mi sarebbe piaciuto).

 

dopo di che la penso come Fedepan, con in più la malizia del pensare che alcuni distinguo sulla postproduzione e sul suo non essere un fotoreporter sono venuti solo dopo le recenti polemiche.
 

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Beh, quello scatto di Salgado è lo stesso Salgado a dire che è stato una botta di fortuna...

A me McCurry fa l'impressione di uno di questi grossi nomi della narrativa statunitense. Sappiamo tutti che in realtà ci sono altri che scrivono per loro, ma facciamo finta di non saperlo. Ma in giro ci sono anche scultori che non hanno prodotto fisicamente le loro opere, e pittori che danno da dipingere agli altri.

Il problema è che poi questa gente detta il senso estetico all'utente medio, e questo è un male.

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Il 17 giugno 2016 at 15:20, giuseppe.savo dice:

Beh, quello scatto di Salgado è lo stesso Salgado a dire che è stato una botta di fortuna...

A me McCurry fa l'impressione di uno di questi grossi nomi della narrativa statunitense. Sappiamo tutti che in realtà ci sono altri che scrivono per loro, ma facciamo finta di non saperlo. Ma in giro ci sono anche scultori che non hanno prodotto fisicamente le loro opere, e pittori che danno da dipingere agli altri.

Il problema è che poi questa gente detta il senso estetico all'utente medio, e questo è un male.

Aspetta un secondo: di senso estetico gente come Mac Curry ne ha da vendere, magari l'utente medio imparasse qualcosa da Mac Curry!

Che poi faccia fare ad altri la post produzione non è poi così strano lo fanno tutti, esattamente tutti ed è la norma, è la norma sin dal tempo dell'argento, Bresson faceva stampare; Capa faceva stampare; Robert Frank faceva stampare e potrei citare praticamente la quasi totalità dei fotografi famosi... ricordo che la stampa ha nel processo dell'immagine analogica lo stesso impatto della post produzione digitale e consente quasi tutti gli artifici arrivati con photoshop.

Le foto le fa lui, lui è stato sotto il fuoco della battaglia, lui va in giro per il mondo stando fuori per settimane se non per mesi, lui che detta le regole agli addetti alla post produzione esattamente come tutti quelli che fanno questo mestiere a questi livelli.

Aggiungo che quelli davvero pericolosi perché mentono affermando di aver ripreso la realtà così come è non sono i Mac Curry am loschi figuri come Jmmy Nelson (http://www.jimmynelson.com) che costruiscono una loro realtà e l spacciano per vera, falsi venditori di false, seppur bellissime, immagini

Magari l'utente medio imparasse qualcosa da gente come Mac Curry

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6 ore fa, il signor mario dice:

Magari l'utente medio imparasse qualcosa da gente come Mac Curry

Mario il punto non è imparare, il punto è scimmiottare.

Di utenti medi che imparano ce ne sono pochi, che copiano\imitano\scimmiottano ce ne sono un' infinità.

E io quindi quando vedo l'ennesima foto di bambino africano\santone indiano\tizio in bici in posto esotico, mi altero.

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1 ora fa, Mattia Zingaro Tolaini dice:

Mario il punto non è imparare, il punto è scimmiottare.

Di utenti medi che imparano ce ne sono pochi, che copiano\imitano\scimmiottano ce ne sono un' infinità.

E io quindi quando vedo l'ennesima foto di bambino africano\santone indiano\tizio in bici in posto esotico, mi altero.

Ma quello non dipende da Mac Curry, o da altri, quello dipende dalla voglia di imparare, dalla cultura dei singoli. Che Mac Curry detti il senso estetico all'utente medio ci sta così come ci sta che l'utente medio, se vuole, può crescere e superare questo livello e sviluppare un proprio senso estetico.

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4 minuti fa, il signor mario dice:

Ma quello non dipende da Mac Curry, o da altri, quello dipende dalla voglia di imparare, dalla cultura dei singoli. Che Mac Curry detti il senso estetico all'utente medio ci sta così come ci sta che l'utente medio, se vuole, può crescere e superare questo livello e sviluppare un proprio senso estetico.

 Dipende da lui e dal suo business, da come viene esaltato (e si fa esaltare) dai media, perché, diciamolo, chi non conosce la fotografia è comunque probabile che conosca lui.

Cioè dettare legge in arte per me, nonostante la mia fotografia segua la moda e vuole stare al passo con i tempi, è una bestemmia, sono fortemente anti-manierista, e per me lui è il simbolo del manierismo. 

Le persone lo identificano come perfezione di fotografo e di fotografia e lo paragonano ad ogni altra foto, creando un meccanismo per il quale i temi (magari stessimo parlando di composizione e colore) sono sempre quelli, il resto è noia, pornografia e transavanguardia boriosa.

Tutto questo per la mia esperienza, le persone con cui parlo e le cose che leggo.

p.s. "ennesima foto ecc ecc" di prima era riferito alle foto dei fotografi normali, non a lui.

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Mattia il problema non è un autore, peraltro anche se profondamente iconografico e "macchina da soldi", ma chi legge, l'autore Mac Curry non detta legge offre delle sue interpretazioni poi sta a chi lo "legge" non fermarsi. Sì detta un senso estetico e magari la media dei fotografi, anzi la maggior parte dei fotografi, possa imparare a scattare con la cura e il rigore di Mac Curry, anche copiando brutalmente le sue foto, e non credo poi sia così facile,

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22 ore fa, il signor mario dice:

Ma quello non dipende da Mac Curry, o da altri, quello dipende dalla voglia di imparare, dalla cultura dei singoli. Che Mac Curry detti il senso estetico all'utente medio ci sta così come ci sta che l'utente medio, se vuole, può crescere e superare questo livello e sviluppare un proprio senso estetico.

qui mi rifaccio ad una riflessione di Gastel che condivido fortemente.

Se sei un fotografo famoso, è ovvio che sarai pubblicato e finirai sotto gli occhi di moltissime persone. Di fatto, stai dettando il canone estetico del tuo "tempo". Nel caso della moda, stai definendo un canone di bellezza femminile, nel caso del "reportage" stai definendo il modo con cui ci si relaziona con un certo evento o una certa situazione o una certa cultura. Questo "potere" è enorme, e va saputo gestire con grande chiarezza e coerenza.

E' normale che un Capa, un McCurry, un Toscani, un Basilico facciano dei proseliti "manieristi", però alla base c'è un presupposto: il "maestro" dice quello che fa, e gli "allievi" si adoperano in quella tecnica.

Il caso di McCurry è diseducativo perché lui fino a qualche mese fa si presentava come fotogiornalista e autore degli scatti.

Poi si è scoperto che invece c'è un'intera filiera che si muove in sua assenza (probabilmente sotto le sue direttive) e produce immagini di cui lui non ha il diretto ed immediato controllo. Si è scoperto che c'è un certo turnover di queste persone, come se parlassimo di una piccola impresa. Si è scoperto che le manipolazioni sono costanti e "autoriali", quando fino all'anno scorso McCurry veniva presentato come il reporter che riusciva a diventare invisibile alle persone e a cogliere la loro anima ( http://www.mostrastevemccurry.it ).

 

Io non ne faccio un discorso di "etica", e non sono contrario a priori al timbro clona, ma deve esserci un limite ed una chiarezza iniziale, altrimenti non si sta facendo fotografia ma grafica. Se ritocchi pesantemente le fotografie togliendo ed ineserendo elementi che non c'erano inizialmente, e non dichiari la cosa, stai facendo un falso. Con questa vicenda, a mio parere, si sta facendo passare per lecita un'operazione che invece è ampiamente da stigmatizzare.

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Ma quanti i fotografi di un certo livello hanno seguito le loro foto dopo lo scatto? I fotoreporter mai! Capa non sviluppava le sue foto, e sarebbe stato impossibile nei teatri di guerra tanto è vero che moltissime foto del D Day, e Capa era l'unico fotografo sulla linea del fronte, andarono perse per errore degli addetti allo sviluppo che le sciolsero letteralmente cercando di asciugarle prima possibile, Bresson le faceva stampare e in stampa, te lo posso garantire da ex stampatore, se ne facevano di cotte e di crude, attualmente nella moda le foto vengono consegnate Raw e c'è un team, art director, grafico, photoshoppista ecc che segue la foto, anzi il fotografo è solo un pezzo, spesso molto piccolo, della filiera. Mac Curry come tutti i fotografi al suo livello fa "sviluppare" le foto da un suo staff che segue le sue direttive, chi non le segue o le segue male è fuori, d'altronde è impensabile che uno che passa più ore in volo che a terra segua personalmente le foto e parliamo di uno che di fatto non ha "casa" chi ha scoperto che Mc Curry ha uno staff che utilizza photoshop non ha fatto altro che scoprire qualcosa di noto a tutti, fino a prova contraria Mc Curry è sempre l'autore dei sui scatti, l'intervento esterno è nella post con il tuo concetto Bresson non è l'autore dei suoi scatti ? 

I grossi studi matrimonialisti a Roma, ma immagino ovunque, hanno staff di fotografi e  staff di addetti alla post produzione. È giusto? È sbagliato? Sicuramente è così. Conoscevo un matrimonialista che, insieme al suo assistente, arriva a fare 10 cerimonie a settimana secondo te segue lui la post degli scatti? E quando si scattava pellicola i matrimonialisti e i cerimonialisti stampavano in studio o inviavano al laboratorio?  

Un Capa, un Toscani, un Basilico non si sono mai preoccupati di insegnare, a meno che si intenda insegnamenti la famosa frase "Leggermente furi fuoco", non esistono professionisti che insegnano ad altri la professione, esistono professionisti che hanno assistenti che se sono bravi e volenterosi, imparano e crescono faticando e studiando (basta leggere il famoso decalogo di Benedussi per rendersene conto); la professione delle persone che hai citato non è fare il maestro, per quello ci sono i corsi, la loro professione è il fotografo.

Dove Mac Curry starebbe facendo grafica? Nella famosa foto di Cuba? Guardiamo le foto presentate su questo sito, molti paesaggi dai colori spinti al massimo, metodo Ramelli, effetto Dragan, timbro clone a iosa a rimuovere persone e oggetti dai paesaggi, street pompate con effetti speciali... in confronto a questi, e qualcuno critica pure Mac Curry proprio per l'uso di photoshop, Steve è un fanciullino innocente. Non ha mai letto: "Hai tolto il ragazzo dalla foto è immorale!" o "Se togli quel piede dallo sfondo non è più fotografia" ma leggo sempre più spesso "Clona via le ruote" basta leggere una discussione in cui a più riprese da più persone viene consigliato di togliere un piede...

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Si, Mario, ma a tutto c'è un limite.

Parliamo di un fotografo che nei libri di fotografia del National Geographic viene descritto come quello che aspetta che la scena si componga da sola, e poi taglia pezzi anche "grossi" dell'immagine, anche senza una spiegazione.

L'immagine del risciò che gira in questi giorni come gif è emblematica, ed ora ad ogni immagine di mccurry mi chiedo "si, ma cosa ha tolto per avere tutto questo vuoto?".

Ecco, Mccurry ha "tradito" l'immagine che si è dato nel tempo e che gli hanno affibiato, andando a fare quello che diceva di non fare.

E' come se si scoprisse che le foto di HCB sono dei fotomontaggi di più scatti abilmente ricostruiti, o se le immagini di Berengo Gardin sono state ottenute con una digitale.

Poi, anche io ho inviato i rullini ai laboratori e, soprattutto, rilavoro i miei scatti in maniera più o meno pesante, ma non sto facendo reportage e non scasso i cabbasisi con le regole della perfetta composizione dell'immagine.

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Non so se a caso o coscientemente o forse il subconscio ma hai citato un "traditore" HCB che ha sempre affermato che le foto non vanno tagliate ma che occorre stampare l'intero fotogramma, in fondo era una pratica con un "valore morale"  molto simile al clone, ma...

gare.jpg

2_derriere-la-gare-saint-lazare_600.jpg

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no, non ho detto questo. Ho detto che HCB si è ben guardato dall'aggiungere o togliere cose all'interno dell'area stampata.

Anche Fontana fa dei grossi crop, e se lavori con i fissi è quasi un obbligo. Però quello che c'è dentro il crop non è "inventato".

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Se sostieni che le tue foto non sono tagliate e poi esce che le tagli senza problemi moralmente è la stessa cosa di affermare che non sono state elaborate e poi lo sono. HCB non aggiungeva o toglieva, ed è tutto da dimostrare, solo perché era ancora troppo complesso farlo ma barava come baravano quasi tutti; tra foto in posa spacciate per foto naturali, c'è una lunghissima casistica, foto tagliate e interventi simili l'argento aveva ben poco da invidiare al silicio. Anche le foto di McCurry non sono inventate sono "aggiustate" come si "aggiustavano prima" sai quante figure sono scomparse o per interventi di manipolazione dell'immagine o in fase di stampa.

Ora è abbastanza di moda sparare su McCurry, persona piacevolissima e disponibilissima, ma non dimentichiamo che lui ha fatto, e continua a fare, la storia della fotografia e ben pochi (credo nessuno), con le sue difficoltà, hanno fatto quanto ha fatto lui. Si parla più della foto di Cuba che dei suoi reportage sotto le bombe in Afganistan. Io non lo considero certamente il mio fotografo preferito ma davanti a lui non posso che inchinarmi e invidiare le sue capacità, la sua maestria e la sua tenacia

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Meno male Mario che c'era la vigilanza a difenderci dall'orda dei fans :D.  Con il gomito sulla panza sembra che mi fa..Daje Arati! :lol:

Un gran bel pomeriggio si si...grazie ancora

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