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Le fotografie digitali in bianco e nero sono finte

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Personalmente non sono d'accordo però ogni parere è degno di essere preso in esame.

Fonte : https://robertocotroneo.me/2017/02/24/biancoenero/

Il web ama le foto in bianco e nero. Su Instagram è un moltiplicarsi di profili dove si pubblicano soltanto fotografie in bianco e nero. E sono profili molto seguiti e molto amati. In realtà la fotografia in bianco e nero appartiene a un mondo che non esiste più. Il mondo degli scatti analogici, della pellicola, dei sali d’argento che a contatto con lo sviluppo, con gli acidi della camera oscura, mostrano immagini che potremmo definire di tipo simbolico. Il giallo dei capelli biondi diventa un bianco perlaceo, l’azzurro degli occhi un grigio molto chiaro, il verde del prato inglese si fa invece grigio un po’ più scuro, la pelle può essere bianco latte o nero antracite. Tutti noi non ci stupiamo. Sappiamo che il bianco e nero deve fare a meno dei colori, e che la gamma di sfumature va dal bianco più acceso al nero più intenso, con tutti gli intervalli di grigio possibile. Fu una convenzione allora e resta una convenzione oggi: ci siamo abituati con il tempo, nessuno si stupisce ed è entrata nel nostro dna, fa parte del nostro sapere più ancestrale.

È bello il bianco e nero. Ma è figlio di un limite chimico, esiste perché un tempo non esisteva la possibilità di restituire i colori del mondo per come erano. E l’unico modo per ritrarre le cose era attribuire tonalità che non c’erano in natura. Nessuno si chiederebbe di fronte a uno scatto in bianco e nero: ma perché il mare all’alba è quasi bianco e il cielo prima di un temporale è di un grigio intenso? Tutti sappiamo che funziona in quel modo. La fotografia a colori non ha cancellato il bianco e nero, anzi lo ha reso, in una prima fase, più ricercato, più sofisticato, più artistico. Chi sceglieva il bianco e nero decideva di percorrere territori meno convenzionali e meno banali. Inoltre il colore, all’inizio non era così preciso.

Poi è nato il digitale ed è accaduto qualcosa di curioso. Gli scatti digitali sono a colori, e non sono legati a emulsioni delle pellicole. E per fare il bianco e nero ci sono voluti migliaia di programmatori che negli anni hanno studiato un metodo per simulare attraverso algoritmi complessi l’effetto delle pellicole in bianco e nero. Ma con risultalti controversi e molto complessi.

Era giusto simulare qualcosa che un tempo esisteva in natura e con la fine delle pellicole non poteva più esistere? Probabilmente no, al punto che proprio con la fotografia digitale il bianco e nero da software è diventato un giochetto un po’ banale buono per i dilettanti. Mentre i grandi fotografi che volevano continuare utilizzare il bianco e nero non hanno abbandonato le vecchie macchine a pellicola. Per cui quel bianco e nero digitale sempre più diffuso è semplicemente un gioco, e solo chi utilizza la vera camera oscura può vantarsi di realizzare un lavoro artistico e autentico.

Ma questo è il destino del digitale, che imita quello che esisteva in anni lontani, e soprattutto è il destino del nostro tempo che ha bisogno di ricordare il passato in una chiave inattuale, perché ha difficolta a rivisitare quello che è esistito in una forma nuova e stimolante.

Non è semplice uscire da questa contraddizione. La metafora del bianco e nero in fotografia si allarga e abbraccia tutto il nostro vivere quotidiano. Dove quel che è stato è rivisto, ricordato e raccontato non come punto di partenza per il futuro, non come risorsa, ma come amarcord: come una malinconia continua e probabilmente sterile prodotta con mezzi moderni. La fiction sulla celebre e amata trasmissione della Rai “Studio Uno”, oppure il Festival di Sanremo con i suoi omaggi al tempo che è stato, non sono soltanto un modo per rivolgersi a un pubblico più anziano. Sono un software, ma questa volta ideologico, che porta a illudersi. L’illusione che nelle nostre vite potremo sempre avere a disposizione un rullino e una camera oscura, quando invece è solo una finzione di qualcosa di veramente finito. Anche se ci piace tanto.

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mah...

io davvero in queste riflessioni non mi ci trovo per niente!

Niente è più fasullo dei colori che restituiscono le fotocamere digitali, sia per la differente risposta che hanno i sensori, sia per il modo di "ricostruire" l'immagine a colori partendo dalla matrice di Bayern.

Al mio matrimonio c'era un invitato che aveva un giaccone color senape. Tre fotocamere differenti hanno dato luogo a tre colori differenti, e nessuno di questi era quello "reale".

Il bianco e nero non è un "limite". E' un modo per togliere l'informazione data dai colori e concentrarsi sulla composizione e sul messaggio che la foto vuole rendere.

 

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Parole inutili di che si sente martire à penser senza esserlo. Pare che corrono, almeno leggendo questo scritto, sia ancora condizionato dall'idea che la fotografia sia un "documento" della realtà e che eliminare i colori alteri la realtà. Per come la vedo io, comune mortale, la scelta tra bianco nero r colore (quale biancone e quale colore poi?) è solo una scelta espressiva del fotografo, scelta che, ovviamente, è condizionata anche dalle mode

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come giustamente espresso da Giuseppe la mancanza del colore deve centrare ancor di più il messaggio che si vuol raccontare, il colore è vita è realtà, il bianco nero è crudo, spoglio coglie l'anima dell'immagine, forse perchè il monocromatico viene associato volente o nolente alle immagini di una volta e una volta le immagini in bianco e nero riflettevano e testimoniavano generalmente immagini legate alla guerra e alle sue atrocità.

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Fotografare non significa fotocopiare il mondo ed il fine ultimo di una riproduzione fotografica è tutt’altro che la riproduzione fedele della realtà: di conseguenza, la presenza dei colori non costituisce di per sé un vantaggio per il fotografo. Questa semplice verità sembra sfuggire a quelli che pensano che il bianco e nero sia una forma d’espressione limitata, una semplice continuazione di una tradizione, un ritorno al passato che ci emoziona sol perché ci avvicina ai pionieri dell'arte fotografica. E l’autore di quest’articolo – visto che definisce il bianco e nero "figlio di un limite chimico" – è sicuramente fra questi.

Niente di più sbagliato, perché anche nella rappresentazione a colori il fotografo percepisce, interpreta e rappresenta la realtà a modo suo, filtrandola attraverso la propria sensibilità – in altre parole, la foto a colori è "bugiarda" quanto quella in bianco e nero! Colore e bianco e nero sono semplicemente due linguaggi diversi che si prestano a scopi diversi e ciascuno di noi, evidentemente, è libero di scegliere il linguaggio che preferisce per costruire la propria rappresentazione fotografica. Il colore costituisce solo uno dei possibili strumenti che un artista può usare e, peraltro, non è neanche il più importante. Tanto è vero che ci sono discipline artistiche che fanno quasi completamente a meno dei colori (prendiamo le grandi sculture in bronzo o in marmo bianco). D’altronde, per convincerci della potenza espressiva del bianco e nero, basta osservare le opere dei grandi maestri della fotografia sia passati (come Ansel Adams o Cartier-Bressons) sia contemporanei (come l'inglese Michael Kenna).

Col bianco e nero, la rappresentazione fotografica si fa più essenziale ed incisiva e vengono valorizzate le geometrie, i rapporti di forme e spazi presenti nell'immagine. Il nostro sguardo cade immediatamente sul soggetto ripreso o sulla sua azione. Paradossalmente, l'assenza dei colori non solo non rappresenta una limitazione, ma si trasforma talvolta in un vantaggio costringendo l'osservatore a compiere uno sforzo d’immaginazione. L’attenzione di chi guarda, non essendo distratta da invadenti cromatismi, si concentra sulle forme, sui volumi, sulle masse, sulle superfici, sulle tessiture, sulla grana. Il chiaroscuro, il contrasto, l'alternanza di luce ed ombra diventano gli elementi portanti del messaggio fotografico. La fotografia a colori, di contro, parla ai sensi dell'osservatore più che al suo intelletto ed il fotografo deve saper usare i colori con molta attenzione. Perché i colori hanno un loro linguaggio ed un loro significato che, a volte, sono così forti da diventare i veri protagonisti della rappresentazione fotografica relegando in secondo piano tutto il resto.

Tuttavia è vero che l’avvento del digitale ha profondamente modificato – direi stravolto – il rapporto del fotografo col bianco e nero. Ma questo è un discorso diverso che ho provato – senza molto successo, in verità – a proporre su questo stesso sito: http://www.fotocomefare.com/come-decidere-foto-migliore-bianco-nero/

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Vi stupirà sapere che Cotroneo, pur non essendo al centro dei miei pensieri, fa parte di una lunga lista di insopportabili maestrini già da una 15 una di anni fa quando lo incrociai in altri lidi:)
Per il resto il pezzo è folle..sai siccome hanno inventato il computer non ha più senso scrivere a mano:)

PS:comunque prima di scrivere un pezzo così, che per carità è pura opinione ma la spingi basandoti su fatti che non conosci...dovrebbe studiare cos'è il colore, e come funziona una attuale macchina fotografica...e magari sforzarsi di capire che la fotografia si basa sulla luce

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5 ore fa, fluid dice:

Vi stupirà sapere che Cotroneo, pur non essendo al centro dei miei pensieri, fa parte di una lunga lista di insopportabili maestrini già da una 15 una di anni fa quando lo incrociai in altri lidi:)
Per il resto il pezzo è folle..sai siccome hanno inventato il computer non ha più senso scrivere a mano:)

PS:comunque prima di scrivere un pezzo così, che per carità è pura opinione ma la spingi basandoti su fatti che non conosci...dovrebbe studiare cos'è il colore, e come funziona una attuale macchina fotografica...e magari sforzarsi di capire che la fotografia si basa sulla luce

ho appena finito di lavorare un po' di scatti da un compleanno di una bambina figlia di amici.

La scritta gialla sulla torta varia dal giallo all' argentato in funzione dell'applicazione o meno di un filtro per il rumore.

E questo parla ancora di "fedeltà alla realtà"?!? Ma dove vive?!?!

 

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ma e qui cito il mitico Claudio Rocchi "la realtà non esiste" (sentitevela sta canzone)...il colore non è solo una questione fisica, che per altro può essere alterata da vari fattori sempre fisici, umidità nell'aria, pulviscolo atmosferico, la distanza (le montagne d lontano hanno toni blu) ecc..ma è anche qualcosa di totalmente soggettivo.
Il colore non solo è differente da soggetto a soggetto per difetti ottici, va detto che non mi pare esista una patologia che fa vedere solo in bianco e nero..ma anche per questioni culturali, in alcune zone dell'Africa sono in grado di riconoscere bizzeffe di sfumature di verde, dando a ognuna un nome, ma per esempio non sono sensibili al blu del cielo, non riconosco un azzurro da un blu.
Così come noi come specie abbiamo un occhio piuttosto buono sui colori caldi..evolvendoci nella savana riconoscere un leone (giallo) dallo sfondo (giallo) fa una certa differenza tra vivere e morire...così come abbiamo un occhio allenato alle silhouette e al movimento..sempr nella savana percepire l'arrivo di un rapace, era piuttosto utile come qualità.
Ma la cultura conta molto anche sotto altri aspetti..gli americani amano le grandi saturazione, i giapponesi no preferiscono la luminosità...e la luminosità influisce sul colore in modo incredibile, abbassate di uno stop l'esposizione e percepirete l'immagine più satura, ma a livello tecnico la saturazione è sempre quella..l'incarnato umano su questo è un esempio clamoroso, gialli, neri rossi, bianchi...in realtà a parte qualche piccolo scarto se si analizza il colore della pelle in lab la vera differenzaa la fa la luminosità e in parte minore la saturazione, ma il bilanciamento del colore tra i canali A e B è sempre lo stesso,
Poi la questione del bilanciamento del bianco è qualcosa di enorme..noi abbiamo un occhio che tendenzialmente bilancia automaticamente e ci fa percepire la luce più bianca possibile..ma non neutralizziamo tutto..quando facciamo il bilanciamento della fotocamera otteniamo un risultato che può essere tecnicamente corretto, può corrispondere a una realtà "tecnica" ma non a quello che vediamo.
Poi c'è la questione che un'immagine rgb è formata da tre livelli in scala di grigio, creati da un'interpolazione..e gli spazi colori hanno limiti fisici, che vanno a interferire sulla "realtà"..d'altronde questa realtà è anche formata dagli infrarossi, togli il filtro IR e hai un mondo diverso da vedere.
Oltre tutto c'è un limite dei sensori...ci sono pesci e fiori blu elettrico, provate a portare a casa una foto che li rappresenti...oppure andate su un prato di montagna, fiorito ma prevalentemente verde...coi vostri occhi sarete in grado di percepire la presenza di fiori rossi, gialli, bianchi..sfumature di verde...nello scatto molto di tutto ciò andrà perso, eppure la fotocamera è uno strumento che otticamente è più preciso del nostro occhio...la fotocamera intrappola luce, perché ricordiamolo sempre, tutto parte dalla luce..il colore arriva dopo.

Ma poi più di tutto il fattore chiave è quello emotivo...il nostro stato emotivo influenza totalmente il modo in cui percepiamo i colori, il fatto di trovarsi davanti a una foto e non riconoscerne i colori è anche legato a quello...ci sono momenti in cui il colore è importantissimo, e in altri dove non conta nulla..se lo mantieni nella foto distrai dal significato che hai percepito in quel momento, altresì ci sono delle volte dove la forte saturazione in post è necessaria per ridarti il momento che hai vissuto.
 

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Ma si', questo magari poi pensa ai filtri "prefatti" instagram per i quali (posto che alcune persone li usano in maniera ottima e che non voglio aprire il dibattito sulla fotografia online) la critica di "lo fate per moda senza motivo" si potrebbe anche applicare (in media).

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Paradossalmente i sensori delle fotocamere digitali vedono in bianco e nero. Se si va a vedere com'è costituito il chip alla base del sensore di una fotocamera, che sia esso CCD o CMOS, si scopre che l'elemento sensibile è monocromatico e che per ottenere i colori vengono applicati su di esso dei filtri appositi (Qui trovate una descrizione abbastanza comprensibile anche per i non addetti ai lavori).

Per cui, in pratica le fotocamere sono monocromatiche, vedono a colori per via di un artificio, e di conseguenza quando si converte una foto da colore a B/N non si fa altro che aggiungere un artificio a un artificio. :o

Ragionando per assurdo, se il mercato lo chiedesse a gran voce, i costruttori potrebbero produrre fotocamere monocromatiche native incapaci di generare foto a colori...

Poi, detta tra noi, questo Roberto Cotroneo è - come si dice dalle mie parti - "fuori dai coppi".

 

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1 ora fa, gloutchov dice:

...Ragionando per assurdo, se il mercato lo chiedesse a gran voce, i costruttori potrebbero produrre fotocamere monocromatiche native incapaci di generare foto a colori...

Poi, detta tra noi, questo Roberto Cotroneo è - come si dice dalle mie parti - "fuori dai coppi".

 

Già la Leica ne produce una e non proprio buon mercato ;) 

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probabilmente esiste anche il modo di togliere il filtro Bayer e trasformare di conseguenza la fotocamera in una macchina solo per B&W..poi magari bisogna trovar eunuchi programma apposito per elaborare i raw.
Probabilmente però la scelta meno costosa per scattare nitidamente B&N alla massima qualità è procurarsi una medioformato a pellicola

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in realtà non è complicato, avendo un sensore senza filtri colorati davanti, lavorare un raw o un jpg in bianco e nero.

Poi Leica ha avuto l'idea e produce la sua solita costosissima macchina fotografica, occupando una nicchia di mercato probabilmente più per marketing che per reali esigenze di mercato. Però il prezzo non dipende da difficoltà progettuali o di elettronica.

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11 ore fa, giuseppe.savo dice:

in realtà non è complicato, avendo un sensore senza filtri colorati davanti, lavorare un raw o un jpg in bianco e nero.

Poi Leica ha avuto l'idea e produce la sua solita costosissima macchina fotografica, occupando una nicchia di mercato probabilmente più per marketing che per reali esigenze di mercato. Però il prezzo non dipende da difficoltà progettuali o di elettronica.

il dubbio che ho è che comunque serva un profilo apposito, altrimenti nella fase dove demoacizza il colore penso possa esserci qualche artefatto.
Comunque si, in realtà hanno infilato (sempre Leica) una fotocamere B&W su un telefono...una macchinetta 4/3, magari con un 35mm (equivalente) potrebbero proprio farla...magari con dei filtri colorati ad hoc.
Tutto sommato per fare street la sera, visto anche il leggero vantaggio di luminosità che ha un sensore senza filtri davanti, potrebbe essere un bel giocattolo.

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3 ore fa, fluid dice:

il dubbio che ho è che comunque serva un profilo apposito, altrimenti nella fase dove demoacizza il colore penso possa esserci qualche artefatto.
Comunque si, in realtà hanno infilato (sempre Leica) una fotocamere B&W su un telefono...una macchinetta 4/3, magari con un 35mm (equivalente) potrebbero proprio farla...magari con dei filtri colorati ad hoc.
Tutto sommato per fare street la sera, visto anche il leggero vantaggio di luminosità che ha un sensore senza filtri davanti, potrebbe essere un bel giocattolo.

Un file RAW, ma RAW davvero, credo sia una matrice di valori' di intensita' luminosa. Che poi si possano inventare mille modi di ritoccarli per individuare le luci, i colori, etc. non ho dubbi e per questo ognuno ha il suo software proprietario, ma la lettura del sensore e' "ovvia" e per il bianco e' nero poi e' tutto quello che ti serve: un valore, per ogni pixel, che vada da un minimo ad un massimo.. [e' un discorso a rigore, eh, ma tutto il resto e' gia' post-produzione]

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guarda bisognerebbe essere tecnici...credo che all'interno dei vari profili fotocamera e agli algoritmi dei vari software ci sia una parte legata al colore, bisogna vedere se l'assenza dei dati  provenienti dal filtro Bayer nelraw non crea problemi.
 

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On 3/4/2017 at 9:29 AM, phonix said:

come giustamente espresso da Giuseppe la mancanza del colore deve centrare ancor di più il messaggio che si vuol raccontare, il colore è vita è realtà, il bianco nero è crudo, spoglio coglie l'anima dell'immagine

Colgo lo spunto per aggiungere che personalmente scatto in RAW+jpeg monocromatico praticamente tutte le immagini tranne quelle di fiori. Se mai volessi recuperare i colori e fare la conversione in modo a me più consono ce li ho nel RAW e ho l'immediatezza di concentrarmi sul messaggio scattando di BN. 

 

Concordo, ovviamente, con le persone a cui ho messo il like.

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