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Cellulare vs Fotocamera (una provocazione)

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Oggi mi sono imbattuto su questo articolo, scritto da un fotografo - Eric Kim - che seguo già da qualche anno. L'articolo è in inglese, per cui mi rendo conto che non tutti saranno in grado di affrontarlo cogliendone le sfumature, e ovviamente, la provocazione.

Tutto parte da una domanda: Perché possedere una fotocamera?

Istintivamente tutti quanti potremmo rispondere elencando una serie infinita di vantaggi ma... E' l'autore stesso che ne cita alcuni sin da subito, quelli che son sempre i primi a venire in mente quando si confrontano i cellulari con le fotocamere.

Poi però scrive:

Cita

Truth be told, shooting with a standalone digital camera is pretty inconvenient now. You gotta shoot, import photos from SD card to your laptop, select the photos, process the photos, export the photos, then upload and backup the photos. So much unnecessary friction. For me, the workflow on a phone is 100x more streamlined, with far less friction.

A dire la verità, fare foto con una fotocamera digitale non è così conveniente al giorno d'oggi. Devi scattare le foto, importarle dalla SD al PC, selezionare quelle migliori, processarle, esportarle in formato standard, quindi fare l'upload sul vostro portale (o consegnarle al cliente, se uno è un professionista), e fare il backup. Un sacco di attrito inutile (al processo creativo). Per me, il flusso di lavoro su uno smartphone è cento volte più liscio, con molto meno attrito (sempre al processo creativo).

L'autore fa riferimento a un principio base, ovvero che il fotografo vuole fotografare, e tutto il resto è un extra che produce attrito nel processo produttivo di una foto. Dallo scatto al 'prodotto finito' c'è davvero troppo da fare, troppo tempo da perdere in operazioni necessarie, ma molto distanti dalla fotografia pura.

Ci passiamo ovviamente tutti quanti in questo flusso di lavoro, alcuni si divertono, altri lo trovano odioso... Ma ha davvero così tanto senso passare tante ore al PC quando invece si potrebbe essere sul campo e fare ciò che veramente amiamo fare?

Bella domanda, eh?

Io è già da qualche tempo che cerco di comprimere questa frizione. Non ho ovviamente rinunciato alla fotocamera, ma sono migrato verso un dispositivo in grado di spostare gli scatti in tempo reale sul mio smartphone (e sul cloud), così da geolocalizzarle in automatico, e così da poterci lavorare in mobilità. Sull'iPad ho strumenti che mi permettono di fare i ritocchi necessari (che per mia tradizione son sempre minimi e mai invasivi), spostare su Flickr quelle che considero più rappresentative, eccetera eccetera, stando quindi lontano dalla scrivania e dal computer, e lavorando alle immagini nei tempi morti (in treno, in autobus, quando faccio degli spostamenti). 

Voi cosa ne pensate?

 

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il motivo principale è la stampa cosa che non hai proprio considerato e che da veramente un senso a questa passione, questo dovrebbe essere il "prodotto finito" e per fare buone stampe bisogna elaborare il raw con gli strumenti adeguati.

poi con il cellulare non hai mirino, non puoi personalizzare niente, sei quasi sempre costretto a scattare in automatico e molte altre cose che tutti sappiamo, un'altra  cosa che manca ai cellulari è il fascino e la maneggevolezza che ha tenere in mano una reflex o una mirrorless.

ps eric kim è un fotografo di strada dove il mezzo conta molto meno del messaggio, fai un discorso del genere con chi fa architettura, paesaggio, still life, macro, ritratti.

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1 ora fa, Gabriele Quintigliani dice:

il motivo principale è la stampa cosa che non hai proprio considerato e che da veramente un senso a questa passione, questo dovrebbe essere il "prodotto finito" e per fare buone stampe bisogna elaborare il raw con gli strumenti adeguati.

poi con il cellulare non hai mirino, non puoi personalizzare niente, sei quasi sempre costretto a scattare in automatico e molte altre cose che tutti sappiamo, un'altra  cosa che manca ai cellulari è il fascino e la maneggevolezza che ha tenere in mano una reflex o una mirrorless.

ps eric kim è un fotografo di strada dove il mezzo conta molto meno del messaggio, fai un discorso del genere con chi fa architettura, paesaggio, still life, macro, ritratti.

Completamente d'accordo!

Per il genere che faccio io, per esempio, l'utilizzo di un semplice smartphone mi sarebbe impossibile.

Come dice giustamente Gabriele avere tra le mani un apparecchio fotografico (qualunque esso sia) ti da un qualcosa in piu', e credo ti faccia ragionare di piu' e in modo differente, in fase di scatto, il cellulare e' solo un punta e scatta secondo me.  Questo non vuol dire che uno non possa realizzare buone immagini anche con uno smartphone, specialmente con l'infinita' di applicazioni, filtri e preset presenti oggi giorno, che permettono di modificare l'immagine a piacimento, e a volte di stravolgerla completamente, ritengo pero' che questo snaturi un po' quello che e' la vera fotografia. La post-produzione dovrebbe essere un piacere per chi fotografa, perche' ti permette di dare una tua impronta alla foto, cosi' come era una volta per lo sviluppo in camera oscura.

E poi, vedere e toccare con mano una propria foto stampata e' un piacere unico.

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