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Che cosa è fotografia, in una fotografia?


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ma il passaggio sul timbro clone è una baggianata..io di norma se c'è un qualche dettaglio che stona, che siano i cavi del telefono, o il sasso che disturba leggermente la composizione, lascio...però regolarmente mi sento dire "dovevi toglierlo" perché a 8 persone su 10 da fastidio.
Quindi il punto non è l'etica del fotografo, ma gli standard attuali della fotografia..se 30anni fa a un novizio perdonavi l'orizzonte storto, oggi non lo accetti..se specie in ambito sportivo il micromosso veniva tollerato, adesso lo si considera come il male..la tecnica sia legato allo scatto che alla post, ha portato degli standard diversi..piaccia o meno

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il punto è che se io posto 20 immagini...10 foto e 10 render ben fatti, sfido a riconoscere gli uni dagli altri.
Idem per quello che riguarda la post..molti valutano la post dai colori ritenendoli innaturali, stessa cosa che direbbe una persona che non ha mai visto un'aurora boreale..
Fondamentalmente si tratta di una filosofia personale, se per te una cosa non è fotografia non la fai, ma non la puoi imporre come regola generale o come base per valutare una foto.

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4 ore fa, fluid dice:

il punto è che se io posto 20 immagini...10 foto e 10 render ben fatti, sfido a riconoscere gli uni dagli altri.
Idem per quello che riguarda la post..molti valutano la post dai colori ritenendoli innaturali, stessa cosa che direbbe una persona che non ha mai visto un'aurora boreale..
Fondamentalmente si tratta di una filosofia personale, se per te una cosa non è fotografia non la fai, ma non la puoi imporre come regola generale o come base per valutare una foto.

Difatti sono dell'idea che sarebbe bene, anche qui nel forum, dichiarare interventi massimi come ad esempio l'uso pesante del timbro clone

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escludendo situazioni tipo hdr, doppie esposizioni o fotomontaggi, dove i dati di scatto non giustificano il risultato, trovo l'idea antiquata e fuori dalla realtà..semplicemente se fai un ritratto glamour e fai la post che normalmente si fa per venir pubblicati, dovresti scrivere un post di mezza pagina per spiegare cosa hai fatto.
Seriamente di fronte a un bel ritratto, è veramente interessante sapere se c'erano 5 brufoli e i denti un po' più giallini?
Tipo : l'uso abbondante del pennello di regolazione selettiva in lightroom, andrebbe segnalato?
A me sinceramente pare un discorso da puristi, riguardo qualcosa che oramai è diventato ben altro sia tecnicamente, sia nei riguardi del gusto comune di chi guarda una foto..il filtro bellezza è di standard su tutti i telefoni per dirne una:)

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23 minuti fa, fluid dice:

escludendo situazioni tipo hdr, doppie esposizioni o fotomontaggi, dove i dati di scatto non giustificano il risultato, trovo l'idea antiquata e fuori dalla realtà..semplicemente se fai un ritratto glamour e fai la post che normalmente si fa per venir pubblicati, dovresti scrivere un post di mezza pagina per spiegare cosa hai fatto.
Seriamente di fronte a un bel ritratto, è veramente interessante sapere se c'erano 5 brufoli e i denti un po' più giallini?
Tipo : l'uso abbondante del pennello di regolazione selettiva in lightroom, andrebbe segnalato?
A me sinceramente pare un discorso da puristi, riguardo qualcosa che oramai è diventato ben altro sia tecnicamente, sia nei riguardi del gusto comune di chi guarda una foto..il filtro bellezza è di standard su tutti i telefoni per dirne una:)

Messa così è la fine della fotografia e l'inizio della pittografia... Di fatto non esistono più foto?

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in parte..perché se non sei in grado di distinguere un render da una foto o un quadro iperealista non è che ci sia molto da discutere..e non è che una foto sia meno bella se ha 5 colpi di timbro clone o un post più spinta.
Per me è un discorso fuori tempo, cioè se decidi di fare un club di fotografia o una pagina su facebook con le foto nude e crude come escono dalla fotocamera con la post base, va benissimo..ma il Mondo ha una percezione diversa della fotografia.
Gli standard per vendere le proprie foto sui siti di microstock, le aspettative di chi vede una foto, le aspettative di chi si fa fotografare..sono distantissime dall'idea della fotografia nuda e cruda...non parliamo di genere fotografici come le macro o la fotografia notturna che ai massimi livelli espressivi  necessitano di post produzione spinta, tra esposizioni multiple, lavoro fine su nitidezza e rumore, regolazioni locali..del ritratto poi ho già detto, ma sarà che per chiedere di farsi fotografare  da me son disperate, ma la prima cosa che ti dicono è di sistemare le foto.
Io capisco che possa non piacere , ma la fotografia di oggi è così...ovviamente l'inganno tipo quello del concorso Nikon non va bene..però io per esempio ho trovato una valle molto bella, con il difetto terribile di essere deturpata dai cavi del telefono..io ho scattato ma droppato la foto..un mio amico ha scattato e si è fatto un mazzo così ripulendo tutto e la foto era bellissima..quella foto è l'idealizzazione di uno scorcio montano magari, ma è stupenda.

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1 ora fa, fluid dice:

in parte..perché se non sei in grado di distinguere un render da una foto o un quadro iperealista non è che ci sia molto da discutere..e non è che una foto sia meno bella se ha 5 colpi di timbro clone o un post più spinta.
Per me è un discorso fuori tempo, cioè se decidi di fare un club di fotografia o una pagina su facebook con le foto nude e crude come escono dalla fotocamera con la post base, va benissimo..ma il Mondo ha una percezione diversa della fotografia.
Gli standard per vendere le proprie foto sui siti di microstock, le aspettative di chi vede una foto, le aspettative di chi si fa fotografare..sono distantissime dall'idea della fotografia nuda e cruda...non parliamo di genere fotografici come le macro o la fotografia notturna che ai massimi livelli espressivi  necessitano di post produzione spinta, tra esposizioni multiple, lavoro fine su nitidezza e rumore, regolazioni locali..del ritratto poi ho già detto, ma sarà che per chiedere di farsi fotografare  da me son disperate, ma la prima cosa che ti dicono è di sistemare le foto.
Io capisco che possa non piacere , ma la fotografia di oggi è così...ovviamente l'inganno tipo quello del concorso Nikon non va bene..però io per esempio ho trovato una valle molto bella, con il difetto terribile di essere deturpata dai cavi del telefono..io ho scattato ma droppato la foto..un mio amico ha scattato e si è fatto un mazzo così ripulendo tutto e la foto era bellissima..quella foto è l'idealizzazione di uno scorcio montano magari, ma è stupenda.

"il punto è che se io posto 20 immagini...10 foto e 10 render ben fatti, sfido a riconoscere gli uni dagli altri." Perdonami ma a questo punto non ti capisco più

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che semplicemente la tua visione della fotografia è frutto di una tua ideologia, rispetabilissima, ma si ferma li.. perché nel momento stesso in cui "l'inganno" è indistinguibile dalla realtà ci si scontra con dei dati di fatto opposti..il render è la forma estrema di questo concetto, dove quello che è totalmente irreale diventa indistinguibile dal vero.
E in fondo lo ammetti anche tu nel momento in cui dici che si dovrebbero scrivere certi interventi..questo perché evidentemente se ben fatti non si possono percepire..se non lo percepisci coi tuoi sensi è finita li.
Ma senza cadere nell'estremo, secondo me il punto chiave del mio concetto è nella domanda che ho fatto sopra "di fronte a un ritratto bellissimo, sapere  che son stati tolti 5 brufoli, sbianchiti i denti, tolto qualche pelo antiestetico, eliminato il rosso dagli occhi, cambia qualcosa sul valore estetico della foto...anzi la foto è meno foto (perché è quello che sostieni alla fine)?"

Poi io divido la mia opinione, che è molto semplice..ovvero se la foto mi piace non mi interessa come è stata fatta, per me non diventa più bella se è tutto merito del lavoro prescatto  o della post produzione..così come ritengo che la fotografia sia la base di partenza per potersi esprimere e la post è un mezzo per dare forma a un'idea.
Da quello che è lo stato delle cose generale, ovvero il limitarsi a elaborare esposizione, contrasto, punto di bianco e nero...recupero ombre  luci, non è assolutamente sufficiente nella maggior parte degli ambiti fotografici professionali..quindi in questo momento la post che viene considerata spinta da te e dall'articolo è considerata  parte integrante  e indispensabile del processo fotografico.
Tra 10 anni magari la percezione di questo fenomeno cambierà, ma oggi fotografia e postproduzione son praticamente fuse.

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Il mio non comprenderti deriva non dalle tue idee sulla fotografia e dagli interventi successivi allo scatto,su quello la pensiamo diversamente ed in fondo è anche bello così, quello che non capisco è che prima affermi che non è possibile distinguere una fotografia da un buon render poi dichiari che se non si è in gradi di distinguerli c'è poco da discutere quindi che bisogna saperli distinguere... ecco qui non riesco più a seguirti

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Mi inserisco in questo dibattito pur non avendo una esperienza da fotografo professionista. Sono un amatore, un appassionato, eccetera eccetera, e magari son pure parecchio ingenuo da questo punto di vista... Però mi pare che il discorso che qui si sta sviluppando svia da quanto viene suggerito nell'articolo linkato all'inizio, e con il quale mi dichiaravo perfettamente d'accordo.

Nessuno, neppure nell'articolo, dice che la PP non possa essere spinta a livelli tali da cambiare la fisionomia della fotografia, tutt'altro, è giusto che ciò avvenga se ciò è quanto il mondo chiede ai professionisti dell'immagine. Però ci si domanda perché una fotografia tanto elaborata debba ancora essere chiamata fotografia, e non debba invece essere identificata con un termine diverso, che può essere pittografia o più banalmente 'immagine', o un altro termine ancora diverso.

In soldoni il processo creativo che si mette in discussione si riassume in quanto segue:

La macchina fotografica, e/o il fotografo, scatta fotografie. La PP, e/o il photoeditor, crea l'immagine finale.
Una foto è in effetti un'immagine. Ma non tutte le immagini sono fotografie. 

Credo che anche nel modo dei professionisti, parlare di immagini e foto non conduca a una discriminazione di una rispetto all'altra, no? Per cui, dove sta il problema? Perché non usare il linguaggio corretto, perché non valorizzare il proprio lavoro usando tutte le potenzialità della nostra lingua, invece che semplificare e perdere informazioni - per certi versi - interessanti, se non essenziali? Tutto ciò è dovuto a un impoverimento della lingua e della nostra capacità dialettica in nome della semplificazione, della velocità, della fruizione nel mondo digitale. Però tutta questa velocità, semplificazione, e carenza linguistica ha portato anche a molti problemi di comprensione, specie online, nonché in moltissimi ambiti professionali e non. In molti forum accade spessissimo che nascano diverbi da un commento mal proposto e/o da una male interpretazione dello stesso. Accade anche qui, ogni tanto. Per cui... Perché non dare pane al pane e vino al vino? 

Il melo produce frutti. Ma non tutti i frutti sono mele.

E' molto semplice. Il mondo, la cultura, la tecnologia, la nostra società è abbastanza grande per poter riconoscere le differenze tra fotografia e immagine post prodotta, e soprattutto per riconoscere le qualità di entrambe le rappresentazioni visive del mondo. Non comprendo il motivo per cui si debba invece nascondere un lavoro, tra l'altro non facile, e soprattutto non alla portata di tutti, come la post produzione, invece che valorizzarlo dichiarando che esso è stato effettivamente fatto. 

Senza contare che alcuni fotografi professionisti affidano addirittura la PP a staff tecnici specializzati. Quindi? E' così brutto valorizzare questo tipo di lavoro chiamandolo con il nome più corretto?

O è forse paura? Paura che presentando un book di immagini, e non di fotografie, il cliente storca il naso a priori perché ciò che vede non è una fotografia bensì un fotoritocco? In quest'ultimo caso ci sarebbe dolo, e forse inganno... Non so... I miei sono voli pindarici, parafrasi, ragionamenti astratti.

Nel mio piccolo, la fotografia è ciò che esce dalla macchina fotografica. Tutto il resto è risultato da computer grafica. Tutto qui. Non sminuisco la computer grafica, tutt'altro, riconosco la bravura di chi si applica in questa disciplina. Per di più credo che chiamare le cose col proprio nome valorizzi ancora di più il lavoro che ci sta dietro.

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3 ore fa, il signor mario dice:

Il mio non comprenderti deriva non dalle tue idee sulla fotografia e dagli interventi successivi allo scatto,su quello la pensiamo diversamente ed in fondo è anche bello così, quello che non capisco è che prima affermi che non è possibile distinguere una fotografia da un buon render poi dichiari che se non si è in gradi di distinguerli c'è poco da discutere quindi che bisogna saperli distinguere...girando il concetto se tu davanti a un render percepisci una fotografia, come puoi valutare 5 interventi di timbro clone come qualcosa che snatura la foto?
Tra l'altro a volte il piccolo intervento, crea un effetto falso molto più evidente di una post estrema..l'esempio clamoroso è la foto di Aylan.

Secondo me la questione post non post, escluso casi di vero inganno..se un'immagine è a corredo di una notizia DEVE rappresentare la realtà (va detto che anche una foto "vera" può rappresentare un falso, basta decontestualizzarla)..è una questione più psicologica che altro.

L'esempio è un esperimento sul vino, somministrarono del vino bianco a degli esperti, e poi lo stesso vino colorato di rosso..il risultato fu che gli assaggiatori percepirono aromi diversi, nel rosso erano presenti i classici frutti di bosco, il tabacco, nel bianco la betulla e il gelsomino.
Provarono anche a somministrare vini con costi diversi, bottiglie da 10-30-50-90€, servirono i vini sia nella loro bottiglia sia in quelle degli altri...il risultato è che sapere il prezzo condizionava il voto.
Gli assaggiatori non erano dei polli o dei millantatori, semplicemente si è scoperto come il cervello si attivi in un determinato modo quando pensa di vivere una certa esperienza..sapere che il vino è costoso fa partire dei meccanismi che indirizzano l'esperienza che stai per avere.
Ecco riportando tutto alla fotografia, di fronte a una foto bella il sapere che dietro ci sono 30-60 minuti di post è l'equivalente di mettere del buon vino nella bottiglia da 10 euro.

Perché il punto è proprio che  l'unico reale parametro su cui ci si può affidare sono i propri sensi legati all'esperienza.
Quindi se i tuoi sensi ti dicono che una foto non è reale, semplicemente perché la scena non ti pare verosimile, non c'è spiegazione che possa farti cambiare la sensazione che provi...dicasi lo stesso di fronte a un falso totale, se non lo percepisci come tale

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4 ore fa, fluid dice:

Perché il punto è proprio che  l'unico reale parametro su cui ci si può affidare sono i propri sensi legati all'esperienza.
Quindi se i tuoi sensi ti dicono che una foto non è reale, semplicemente perché la scena non ti pare verosimile, non c'è spiegazione che possa farti cambiare la sensazione che provi...dicasi lo stesso di fronte a un falso totale, se non lo percepisci come tale

Credo tu abbia un po' pasticciato con le citazioni ;) 

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Sicuramente gli standard sono cambiati e tra poco questo discorso non reggerà più in molti casi, secondo me.

per farne un'analisi accurata andrebbe analizzato (come in parte fa l'autore) ogni genere fotografico con le sue esigenze di postproduzione.

Per me la grande distinzione è tra fotoreporter, ritrattisti e paesaggisti, con tutte le sfaccettature dei casi. prenderò per esempio un fotografo di guerra, un ritrattista pubblicitario ed un paesaggista da stampe fine-art da galleria. 

Mettiamo ognuno di questi tre personaggi davanti al computer con le foto appena importate e vediamo cosa fanno. 

Il reporter probabilmente avrà scatti che per il pericolo, la velocità di esecuzione e altre variabili sono composte e/o esposte male in molti casi. quindi procederà al crop e a riparare le diverse esposizioni. dopodiché in base al messaggio che vuole comunicare con una fotografia farà le dovute modifiche al contrasto, la saturazione, colori ecc per trasmettere quelle che sono emozioni base che ci aspettiamo dalla guerra: contrasto a palla e foto dura nel caso di uno scontro/morto/dramma, Toni morbidi e molto bianco in caso ad esempio di una storia commovente. nulla che non sia logico e comprensibile da chiunque. nulla insomma che ne alteri la veridicità. (tranne in casi di crop "tattici" che però sono casi particolari)

un pubblicitario apre le foto sul suo mega schermo insieme ai suoi assistenti e collaboratori e si divide il lavoro di postproduzione affinché il prodotto finale sia quanto più apprezzabile dal target e coerente con la linea di comunicazione dell'azienda. Anche qui però è bene capire che un buon lavoro fotografico passa prima dallo scatto, sopratutto se in studio, perché se sbaglio luce in studio poi photoshop me lo do sui denti. 

In questo campo non è semplice prendere un esempio che vada bene per tutti, perché è pieno di campagne che invece di manipolare le foto se ne sono fregate, prendi ad esempio le campagne Benetton di Toscani. 

Qui a noi non interessa cosa è stato fatto semplicemente perché i soldi non conoscono etica, e per veicolare il messaggio posso fare ciò che voglio. Tutti sanno che quello che ti vogliono vendere non corrisponde a quello che compri, è da sciocchi pensare che la foto del bigmac sul menù sia quello che poi ti viene servito. È a tutti gli effetti un inganno, ma viene quasi sempre dichiarato con *immagine a puro scopo illustrativo. Insomma il compito del pubblicitario è vendere idee, non il reale. 

Passiamo al paesaggista e qui ci sta da dire molto: egli deve vendere le sue stampe in galleria/online e avrà il suo pool di clienti. questi comprano da lui perché a loro piace il suo stile, anche se questo comporta una postproduzione eccessiva, manipolazione del reale, collage ed altro. il motivo è semplice: in casa mia appendo quello che mi pare e se mi fa schifo la valle con le pale eoliche io non compro la foto con le pale eoliche. vale anche il contrario: sono un appassionato di fotografia pura e disprezzo chi manipola i paesaggi, fa uscire vie lattee che nemmeno in mezzo al deserto puoi vedere ecc e allora non compro le stampe di chi passa la giornata su photoshop, comprerò le stampe di quello che è stato mesi a progettare una foto, cercare il luogo e poi ha portato una grande formato in cima ad una montagna per avere la foto perfetta. 

il limite è semplicemente il buon gusto, poiché nessuno comprerà mai la foto del parco sotto casa con la saturazione a palla e la chiarezza esagerata solo perché "è il tuo stile", tantomeno nessuno comprerà la foto più sciatta scattata ad f22 solo perché è copia del reale. 

In conclusione: il reporter produce foto, il suo limite è non alterare la realtà.

il pubblicitario produce qualsiasi cosa gli pare, dipende dai casi, ed è legittimato a farlo dal suo lavoro. 

il paesaggista fa quello che vuole il cliente

 

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ecco una cosa invece non corretta a mio parere è giocare sulle parole..per esempio va molto di moda parlare di LUCE NATURALE, e mi ritrovo un articolo così dove si elogia questa fotografia per il ritratto. 
https://iso.500px.com/50-natural-light-portraits-thatll-have-you-ditching-your-flash/
Però a mio avviso contiene numerose foto dove l'intervento in post è andato oltre il legittimo intervento sulla temperatura delle luci..se posti un'immagine dicendo  che è scattata con luce naturale, interventi separati sulla temperatura di luci e ombre o la tonalità dei colori, a mio parere annullano la naturalità di cui parli..e di fatto mi stai ingannando.

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Il 21 settembre 2016 at 19:28, fluid dice:

ecco una cosa invece non corretta a mio parere è giocare sulle parole..per esempio va molto di moda parlare di LUCE NATURALE, e mi ritrovo un articolo così dove si elogia questa fotografia per il ritratto. 
https://iso.500px.com/50-natural-light-portraits-thatll-have-you-ditching-your-flash/
Però a mio avviso contiene numerose foto dove l'intervento in post è andato oltre il legittimo intervento sulla temperatura delle luci..se posti un'immagine dicendo  che è scattata con luce naturale, interventi separati sulla temperatura di luci e ombre o la tonalità dei colori, a mio parere annullano la naturalità di cui parli..e di fatto mi stai ingannando.

vabbè poi hai preso un articolo standard per fare click, chi li scrive è consapevole dell'inganno sull'utente medio.. se leggi i commenti tanti dicono che parlare di naturale è fuorviante quantomeno. però esula un po' dal topic 

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per me quello non è un problema, anche perché poi sono le foto che fanno tendenza...insomma basta vedere il boom che ha avuto la Shumilova..
Il problema è se mi vendi per luce naturale o no filter qualcosa che è artefatto...il link in questione raccoglie foto spacciate come "natural light" li il torto è tutto del fotografo.

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4 ore fa, fluid dice:

gli articoli son tutti messi online per fare click:)

non tutti.. a certi autori interessa più divulgare che spargere

quell'articolo serve ESCLUSIVAMENTE a fare click, io quelle foto le considero l'equivalente fotografico dei cuccioli su facebook o delle tette su instagram. valore sottozero

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  • 2 weeks later...

'' Il titolo del mio lavoro è Paesaggio immaginario, perché mi sono divertito a rimontare le foto al computer: non si tratta di un falso d’immagine, ma di una realtà con licenza pittorica, reinventata grazie all’immaginazione.
Credo che la bellezza catturata dall’immaginazione abbia lo stesso valore di quella ripresa dal vero. A mio parere, il ruolo del computer oggi assomiglia a quello dello scenografo. I registi a volte costruiscono a tavolino le ambientazioni dei loro film, ma questo nulla toglie alla purezza della loro creazione.Quando girò Deserto rosso, Antonioni fece dipingere le case: questo forse intacca in qualche modo il valore del film o il suo messaggio? In fotografia è lo stesso.'' CIT.
Franco fontana nel libro fotografia creativa.

Parlando del libro il paesaggio che verrà pubblicato nel 2000.

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