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Sperando di fare cosa gradita vi copincollo la parte del testo del recentissimo decreto-legge governativo sull'arte riguardante la libertà di poter fotografare nei musei e nei siti artistico-culturali, possibilità per ora negata nella grande maggioranza dei casi.

 

 

SEMPLIFICAZIONI BENI CULTURALI
FOTO LIBERE NEI MUSEI, PAESAGGIO, ARCHIVI
(Misure urgenti per la semplificazione in materia di beni culturali e paesaggistici)

Sono libere, al fine dell’esecuzione dei dovuti controlli, le seguenti attività, purché attuate senza scopo di lucro, neanche indiretto, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale:
1) la riproduzione di beni culturali attuata con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né l’uso di stativi o treppiedi;
2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte dall’utente se non, eventualmente, a bassa risoluzione digitale.”.

Al fine di semplificare i procedimenti in materia di autorizzazione paesaggistica il termine di efficacia dell’autorizzazione decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell’intervento, a meno che il ritardo in ordine al rilascio e alla conseguente efficacia di quest’ultimo non sia dipeso da circostanze imputabili all’interessato.

Facilità di accesso ai documenti e alla loro consultazione presso gli archivi di Stato: consultazione dei documenti degli organi giudiziari e amministrativi dopo trent’anni invece che dei precedenti quaranta.

 

Tutto bello? Nì, come al solito.

Innanzitutto è solo un decreto, bisognerà vedere il testo della conversione in legge, se ci sarà.
In seconda istanza è da notare come la libertà di fotografare viene finalmente ristabilita (non era mai stata vietata ufficialmente), ma c'è ancora un grosso limite alla pubblicazione.
Sono comunque esclusi utilizzi commerciali delle fotografie scattate.

Ovviamente, come al solito, il controllo sarà praticamente impossibile e quindi sono criteri inutili e superflui, lasciati ad hoc nel caso si voglia "bloccare" qualcosa di sgradito.

Un terzo punto critico è dato dal fatto che le regole valgono solo per i siti pubblici, quindi gestiti da enti pubblici o enti locali, mentre non ha alcun valore in mostre private o luoghi gestiti da privati, che possono tranquillamente vietare di far foto.
In dubbio, per me, rimangono luoghi pubblici dati in concessione a privati (ma probabilmente rientreranno nella "libertà" suddetta).

Mi sembrano giusti i limiti di utilizzo del flash e degli stativi, non tanto per il rischio di rovinare le opere quanto più per il fastidio che possono dare alla fruizione dell'utenza non fotografica.

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Speriamo davvero che diventa legge..

Ieri ho visitato la mostra di Elliot Erwitt a San Giminiano,ero l'unica  li dentro!

Non vedevo nessun cartello di divieto,e ho scattato una foto(senza flash)ovviamente..

All'uscita poi ho scoperto un piccolo cartello:No foto….,ma ormai era troppo tardi  :D

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